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Archivio di luglio 2009

29 luglio 2009

- Tempi (in)determinati –


Ultimo giorno di lavoro. Realizzo il tutto adesso un attimo prima della doccia, con le valigie sparse per la casa e le file interminabili di scarpe colorate che sembrano uscire per una passeggiata sotto al sole da un momento all’altro. Realizzo che un mese alla fine è fatto di trenta giorni, e che vuoi che siano, del resto sono solo 720 ore e quarantatremilaeduecento secondi no? Il capo è andato in paranoia ed ha iniziato a chiedere quando sarei tornata, come fanno i genitori quando li informi di aver fatto un esame, non ti fanno nemmeno finire di dire il voto, che già chiedono quand’è che darai il prossimo, così lui. E quando ha realizzato che per tutto il mese di agosto non metterò piede in ufficio, mi ha chiesto con voce traballante: “Ma il tuo telefono in vacanza ogni tanto lo tieni acceso, vero!?!”…

Da un lato ho bisogno di staccare, ché ho lavorato troppo, senza mai fermarmi e facendo orari assurdi… ho bisogno di andare al mare e vivere un’altra dimensione, i colori, gli odori della spiaggia e i sapori delle sagre di sera… Poi guardo lui: mi trasferisce calma, desiderio e tante altre cose ancora. Io mi faccio più vicina, divento più piccola di quel che sono e addosso sento una sensazione mille volte più forte e più grande della paura. Poi mi manca l’aria, poi la terra sotto ai piedi, poi giro lo sguardo da un’altra parte ripetendo a me stessa di vivere il momento. E mi addormento sulla sua spalla.

Lui deve aver capito e l’altro giorno mi ha detto che un mese alla fine non è poi così lungo… ma si un mese alla fine è fatto di trenta giorni, e che vuoi che siano, del resto sono solo 720 ore e quarantatremilaeduecento secondi no? Allora lo abbraccio stretto stretto, il più forte dei miei forte possibili, come a trattenerne la forma, l’essenza, il profumo. Mi guarda con la coda dell’occhio, poi sorride, e mangia a colazione metà della torta al cioccolato che ho fatto per lui… Mi ripeto che devo stare calma e che l’ansia deve essere zittita. Poi la butta lì, tra le tazze della colazione e le sue tovagliette in lino color crema, “magari qualche sera vengo a san benedetto, no?”… poi torno a respirare regolare, senza annaffiare le troppe domande e paranoie che germogliano rigogliose nella mia testa, mi faccio vicina, vicina, gli sorrido e gli rispondo con un “perché no”… tanto un mese alla fine è fatto di trenta giorni, e che vuoi che siano, del resto sono solo 720 ore e quarantatremilaeduecento secondi no?

Vacanzosamente – matusa genitori permettendo – elle… 

Pensato da Elle at 18:56 | 7 Comments »

16 luglio 2009

To- Dolist? Nothing!


Vorrei avere una lista di cose da fare proprio come questa, e invece quella che ho ha fogli appendice attaccati con lo scotch su tutti i lati liberi e post-it propaggine che lanciano i soliti moniti neniosi “ricordati di…“, ma va sempre a finire che i post-it diventano parte integrante del mobilio ed io dimentico tutto quello che c’è da fare… ovvio no?

Così, se tutti organizzano entusiasticamente le proprie vacanze/ferie nel buco del culo del mondo, io mi ritrovo a correre di qua e di là come una matta, ad andare in vacanza obbligata, perché tanto il mese di agosto ai collaboratori non è pagato (e quindi ad avere la pena del con che cosa mi nutro nel mese di settembre?), e a organizzare trasferte per andare a trovare il matusa-padre, che è ubicato in una clinica in un’altra città. A tutto questo, come da copione, aggiungo le mie ciliegine:

Ciliegina gustosa al sapore di orchite numero 1: è risaputo che ho un odio pressoché atavico e conclamato per le persone pessime e bugiarde, e come al solito finisco per imbattermi con una figura mitologica che condensa in sé tutti e due questi aspetti: perché la donna in questione è pessima, bugiarda nonché falsa. Riemergo da una progettazione lunga e bella densa, ma precisa e puntuale nella mia consegna nel mentre che tiro un sospiro di sollievo, arriva il capo – il giorno prima di darsi alla macchia/ferie – chiedendomi di contattare la Minotaura e di sentire come sono messe – lei e colleghe – in un’altra sede per la progettazione. Io cado dalle nuvole, e con il mio candore assolutamente disinteressato, lo informo che io esattamente la sera stessa della riunione (più di venti giorni fa) ho girato all’essere – come da accordi – un mio progetto con tutte le correzioni che avrebbe dovuto fare per adattarlo alle proprie esigenze, con tanto di foglio word allegato con riferimenti delle pagine. Ora, il suddetto progetto mi arriva l’altro ieri, immodificato! Avete presente l’orchite? Beh mi è venuta, e la risposta che ho ricevuto indietro è che non sono capaci, quindi non lo fanno, cosa che ovviamente non hanno detto davanti al capo. Allora con agenda alla mano, io e la mia collega, ci offriamo per fare loro della formazione “come si fa che cosa”… ad oggi ancora vossignoria ci deve comunicare quando il proprio deretano sarà disponibile allo spostamento.Consegna fine luglio. Voglio proprio vedere chi scriverà quel progetto…

Ciliegina gustosa al sapore di sfiga numero 2: ho un’evidente allergia alimentare, ho prenotato una visita che con tutta probabilità farò ad anno nuovo, ora posso solo monitorare quel che mangio e il suo tempo di reazione, sono indecisa se l’incriminato è il lievito, il grano o qualche conservante, nel dubbio mangio pregando che non sfoghi, perché la reazione allergica consiste in branchi di bolle rosse, gonfie e urticanti che si calmano solo con grattate animalesche, dosi massicce di pomatine al gusto das, antistaminici, e ghiacchio stordisci pizzicore sulla parte incriminata… ( tipo la pizza o la birra di ieri sera, quasta notte erano tutte sparse sul polpaccio sinistro e su tutti e due i mini piedi, ero stesa sul letto in preda ad una crisi di nervi e nell’attesa che l’antistaminico facesse il suo dovere, c’era pulce che mi accudiva con una bottiglietta d’acqua ghiacciata a cercare di darmi sollievo)…

Ciliegina gustosa al sapore di trilplasfiga numero 3: sarà stato il gratta gratta o chenesoio, mi sono presa un’infiammazione dei tendini di entrambe le braccia donandomi la forza di un moscerino rincoglionito e la totale inacapacità a fare tutto… scrivo sulla tastiera a mo di pianista isterico, al ristorante domenica lui mi versava acqua e vino – onde evitare imbarazzanti straripamenti sulla tovaglia – e movimento forchetta-piatto/forchetta-bocca ad una velocità bradipa…

Ciliegina gustosa al sapore che mancoloso numero 4: uicchend a marina di ravenna in trasferta per festeggiare il compleanno di un’amica che mi costa come un soggiorno in un resort in costiera amalfitana con massaggi aiurvedici ollinclusiv, in un hotel che presenta onlain le foto delle camere che la mia fine frase esclamativa è stata “Cazz’è… ma scherziamo??!!“, ora per contrappasso dovrei vincere il soggiorno al Baglioni di Firenze visto che ho fatto il sondaggio on line Clinique ti premia… ma il sapore di sfiga è un segugio… e obtorto collo cercherò di farmi scendere giù il fine settimana cercando di rilassarmi il più possibile, facendo sorrisi plastici la serata di sabato nella discoteca a cielo aperto ma troppo unz unz per i miei gusti prescelta per festeggiare… ma perfortuna lui viene con me, ama i pranzi di pesce e il vino bianco e stendersi a panza piena per la cottura pomeridiana…

Sovraccaricamente e senza vie di scampo… Elle…

Pensato da Elle at 15:46 | 5 Comments »

6 luglio 2009

certe volte mi sembra…

 Image – Екатерина Овчарова

certe volte mi sembra proprio di vivere sulla luna…

telefonata con il matusa padre, che al momento è in un’altra città per la riabilitazione:

E: “Papà, allora come ti trovi come è il posto?”

P: “Bene, sto proprio bene, il posto è sul mare, abbiamo una terrazza bellissima piena di vasi con gli ortaggi, il pomeriggio prendo il sole, faccio ginnastica, e mangio benissimo!”

E:”Papà ma è una clinica o un albergo?”

P:”Ma che c’entra? è una clinica! Poi ai pasti posso mangiare quello che voglio…”

E:”Eh ma con quello che hai non penso proprio che tu lo possa fare…”(con un tono tra quello della vecchia zia e della maestrina mancata)

P:”Pensa che oggi alla fine del pasto mi sono mangiato 3 pesche noci!”

E:”Ma cazzo papà, ma come te lo devo dire, i frutti sono uno a pasto, la frutta poi è dolce, ma poi scusa gli infermieri non ti hanno cazziato che ne hai mangiate tre, scusa eh?”

P:”Eh no, ho messo due noccioli nel piatto del tipo seduto accanto a me!” 

e uno. Sono senza parole!

Telefonata con la matusa madre

M: “Eleonò, ho messo mano ai vostri armadi, due giornate intere, ma io dico, ma tutta quella roba, mai messa o al massimo solo una volta, ma io dico, scartarla no?”

E: “ma veramen…”

M: “poi comprate cose in continuazione, così sensa senso…si vive con poche cose, il troppo stroppia…”

E: “ma io avrei scartato delle cos…”

M: “ahhhh ma un altr’anno regalo tutto, sai! tutto via…sciò, che così non può andare avanti…in questa casa non ci si entra più!!”

E: “Ma io prima di partire avevo fatto delle buste di cose che non metterò più, da portare via, ci sta un sacco di roba lì dentro…”

M: “ah sì quelle… …. …. si si è tutto pulito e nei cassetti”

 e due. Compro una vocale?

C’è un tipo, di un altro ufficio nel palazzo dove lavoro, che mi bracca tutte le volte e quando mi vede ripete il mio nome fino alla nausea, ed è portatore sano di tutto ciò che più mi ripugna in un uomo:

punto a) usa il suo potere/influenza/carriera per fare colpo

punto bi) un dubbio gusto nell’abbigliamento infarcito di agghiaccianti accostamenti

punto ci) chiede di me insistentemente al mio capo, il quale mi delizia con queste narrazioni durante la mia pausa pranzo

punto di) ogni volta che è sul mio piano usa qualsiasi scusa per fermarsi davanti alla porta del mio ufficio, affacciarsi e salutare

punto e) visibilmente sposato, ma fa il piacione pieno di sè

e tre. e sono senza parole!

Giovedì rientro a casa dall’ufficio…fuori ci sono 38° e si crepa dal caldo ed io sono lì che tremo per i brividi di freddo, le persone girano in canotta ed io con il pantalone lungo e il maglioncino, c’è chi vive abbracciato al condizionatore ed io che gli giro attorno fissandolo come se fosse un secchio di letame, mi gira la testa, mi fanno male le ossa: influenza!

Stanotte: ho sognato che avevo fatto un sacco di giri di corsa e mentre ero penosamente abbracciata ad una panchina dei giardini margherita lui mi ripeteva: “Dai Coco… mi raccomando lo stretching alle gambe!!!”, e mi sono svegliata che mi tiravo una caviglia e rilassavo il muscolo della coscia, ho detto un “Cristo, ma come sto messa!” ed ho ringraziato dio che tutto questo mi sia successo nella solitudine della mia casa e non a casa sua…

Oggi: ho in forse l’ennesimo progetto in coda, quello che io avrei dovuto solamente ricontrollare, perché a detta del mio capo: “devo credere più in me stessa, agire in autonomia e camminare sulle mie gambine e tutta quella roba lì”, e invece chi lo doveva fare adesso non ha più tempo… eh ’sti collaboratori che lavorano dieci ore al giorno se non ci fossero bisognerebbe proprio inventarli…

Lunaticamente… elle…

Pensato da Elle at 23:43 | 10 Comments »

2 luglio 2009

è il desiderio di desiderare…

Image – David Downton

  “Ma c’è un altro genere di desiderio, astratto, sconcertante,

che ci avvolge come uno stato d’animo.

Annuncia che siamo pronti per il desiderio e

non ci resta che attendere, una volta spiegate le vele,

che soffi il vento.

È il desiderio di desiderare”

David Trueba – Saper perdere
 

…è il desiderio di desiderare che fa girare tutto… o quasi…

che tu sia pronto, già da un pezzo o solo da un secondo, o che non lo sia affatto, poco importa… lui arriva, ti prende e ti porta via…

albeggiava questa mattina mentre contavo i minuti che mi dividevano dall’arrivo degli operai, perché il tetto piange ancora. Ed io incasellavo, avevo da pensare. Come i piccoli pezzettini di un ormai superato tetris – mia grade passione adolescenziale – ho fatto infinite pile di mattoncini, incastrando le idee, i sogni, i progetti e i desideri appunto… Ci sono cose che non finiscono mai, che iniziano presentandoti una faccia e nel tempo ne cambiano tante… quasi infinite, oserei dire… ci sono cose di me che pensavo di non scoprire mai, e mi sono dovuta ricredere… ci sono alcune cose che mi vanno strette da morire, che goccia a goccia riempiono il vaso della pazienza, ormai colmo fino all’orlo… ho troppe cose sulla piastra e prima o poi succederà che qualcosa finirò per bruciarla…

però, qualcosa s’è sciolto, come quei nodi troppo lenti che fai sulle scarpe… è stato domenica sotto al sole, stesa su di un prato lungo il profilo di una piscina in mezzo ai colli, l’ho guardato, avevo una cosa da dirgli, ma sono rimasta in silenzio, dietro ai grandi occhiali neri, in una sensazione mista tra il bloccatoimpanicato e il riservato… Perché il punto è che nel mare umano ne ho pescato un altro che a parole dimostra e dice poco, ed io mi arrovello chidendomi perché alla fine abbia sempre così tanta sete di certe parole… come se poi le cose dette me l’assicurassero per tutta la vita… gli ho fatto un sorriso e al suo: “che c’è Coco!?” gli ho risposto con uno sbadato:  “niente… niente…” qualsiasi, e ho ripreso la letturafinta del mio libro, perché vedevo tuffarsi, nuotare e ronzarmi attorno tutti quegli assurdi pensieri…

appartengo al mio mondo strampalato cercando affannosamente in quello di tutti un posto che sia mio soltanto, così riempio bicchierini con un po’ di sicurezze, poi mi volto e quando ripasso per guardarci ancora dentro e bere un po’ di tranquillità, mi accorgo che quel po’ è evaporato…

…questa mattina, stesa sul letto, con i primi rumori della ristrutturazione dell’appartamento accanto, ho capito che quello che ci frega è il desiderio di desiderare, perché ci distrae troppo dal qui e ora che viviamo, e mi chiedo come si possa fare a restare sordi per un po’ a questo strano stato d’animo, fatto di batticuore e cornicioni, fatto di parole a mezz’aria, di intese, di detto e non detto… ho indossato le scarpe con i lacci più colorati possibili e sono uscita, lasciando gli operai sul tetto, una pulce semi addormentata e tutti quei pensieri appesi e ciondolanti come lampade bianche in carta di riso…

Desiderosamente… come al solito… elle… 

Pensato da Elle at 10:12 | 10 Comments »