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Archivio di giugno 2009

20 giugno 2009

- Non avevo capito niente –

Image – Gwen Keraval

“Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti,   

le persone sbagliate,

le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, le piccole meschinità che mi hanno avvelenato il fegato,

tutte le cose a cui ancora penso, le storie d’amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere,

ma sono pieno di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi.

Colpa della memoria, che congela e scongela in automatico rallentando la digestione della vita

e ti fa sentire solissimo nei momenti più impensati”.

Diego De Silva

Mi chiama Coco.

Lo fa sempre quando nascondo i miei occhi dietro grandi occhiali neri.  Mi dà attenzioni. Mille o forse più.  E non avevo capito niente…

“Tempo fa sarei stata quella frase, intrisa dei miei mille fantasmi disoccupati, incapace di digerire qualsiasi cosa vissuta, subita e mai spiegata. Avrei indossato i miei strascichi, tutti e avrei fatto tutto quello che non si deve fare: camminare guardando sempre indietro. No, non avevo capito niente. Avrei fatto colazione, pranzo e cena con gli amari dispiaceri mescolandoli a strani punti interrogativi dal sapore ancor più strano… poi, avrei guardato il piatto e con fare dubbioso, con la forchetta avrei scostato con orrore tutto quello che non conoscevo e che non mi convinceva. Poi è arrivato un momento in cui i perché li ho tirati tutti da un lato e i miei silenzi sono diventati le loro risposte. Arriva sempre quel momento. Non avevo capito niente.

È stato davvero illuminante arrivare a un certo punto, fermarsi, e dirselo, ripeterselo una, cento, mille volte. E anche se la frase inizia con una negazione, evidenziando quindi che qualcosa non c’è stato e non è avvenuto, poco importa, perché almeno tra le mani stringo un brandello di consapevolezza.

È quando hai fatto tutti questi passaggi che riesci a digerire il malloppo. Lo mandi giù e poi pian piano scompare. E non c’è cattiveria gratuita, ingiustizia o bugia clamorosa che possa scalfire la certezza dell’avere capito di non avere capito niente. Ciò che non sai ti logora. Quello che non sei e mai sarai ti gratta, s’attacca, relegandoti nel gradino più basso di tutte le gerarchie possibili su questa terra.

Non avevo capito niente.

Non avevo capito che il problema non era mio. E mio non è. Perché adesso sono come l’acqua sul vetro…”

 …mi abbraccia sotto al Pavaglione, sono contenta di aver messo i tacchi così arrivo con meno difficoltà alla sua guancia…

Veramente… elle…

Pensato da Elle at 19:30 | 5 Comments »

12 giugno 2009

“Enne.Ci.Esse.”

Image – Jacques Després

“Macché verità, mi faccia il piacere!

Qua siamo a teatro!

La verità, fino a un certo punto!”

Luigi Pirandello – Sei personaggi in cerca d’autore

Enne.Ci.Esse. Non Ci Siamo.

È tutta apparenza! Mi sembra di aver messo su qualche chilo, mi guardo in uno specchio e mi sembra proprio di sì, decisamente sì, insindacabilmente sì! Poi, mi guardo in un altro, no certo che no, mi sono proprio sbagliata, manco un etto, e tutti quei dolci, quegli aperitivicene, quelle birre e quei cocktail dove saranno mai andati a finire?!? Mah chissà… sì, dai mi sbaglio…!

Però torno a correre lo stesso, di sera, dopo il lavoro, fino a che non farà così caldo che le papere del laghetto non saranno tutte in ammollo per cercare un po’ di fresco, fino a che i pensieri non finiranno lì, proprio vicino alla melmetta poltigliosa vischiosa verde bottiglia attaccata lungo il perimetro. Ed io che pensavo finalmente di essere scampata… di avere davanti a me una bella lingua di cemento senza dune, senza dossi, senza buchi, e invece no c’è qualcosa, anzi no ce ne sono ben due. Due partecipazioni di nozze, in pieno agosto, a cui non posso dire di no. E tra un pensiero ed un altro – vestito e scarpe – mi sono detta che anche se morirò dal caldo parteciperò ad entrambi. In uno addirittura rappresenterò la famigghia, e sai che delizia, tutti che chiederanno, tutto, e se dico tutto è tutto!

Mentre gli sono vicina, emozionata come una bambina che ha qualcosa di meravoglioso da raccontargli, dico: “Senti qua, ho fatto il piano d’attacco: inizio con un paio di giri, poi addominali e poi stretching! Per i primi giorni, che ne dici?”… lui serafico se la ride mentre prepara la colazione, mi passa vicino mi dà un bacio, mi tira la coda, mi mette in mano la tazzina blu scuro e mi dice: “L’altro ieri sera: San luca andata-ritorno e andata-ritorno”… Bevo il mio caffè silente, poi lo guardo, stringo gli occhi dietro la mia nuova montatura da vista in nero, in effetti non mi riporta una cosa: “Ma non è mica giusto… ti alleni tutto l’anno, grazie che sali e scendi da San luca come se mangiassi bruscolini!, eccheccacchio!!”... ride ancora di più, gli piace prendermi in giro, piace un po’ a tutti… e rido anche io, tantissimo, un po’ meno quando mi fa notare che ho messo su qualche chilo, ma che si è fermato tutto nei punti giusti, a quel punto rido meno!

E rido ancora meno mentre parlo con un mio collega, parliamo e mi fissa il braccio, gli dico una cosa e mi fissa il braccio, allora me lo fisso anche io ’sto braccio, ma non vedendo strane anomalie o piccoli alien spuntare, gli dico: “Che c’è?”… e lui… “Finalmente!… hai messo su un po’ di ciccetta… ti si vede anche dalle braccia… così magra facevi schifo!” Ora, è da ieri che mi guardo le braccia davanti allo specchio…  Enne.Ci.Esse.

Dai su, è tutta apparenza, ma dopo il mio piano d’attacco, altro che ciccetta, sarò solo una bellissima fenice, che riemerge dalla polvere dei chili in eccesso…

Comunicazione n°1: “Qualcuno sta pisciando oggettivamente fuori dal vaso!”

Fenicemente… elle!

Pensato da Elle at 16:17 | 8 Comments »

5 giugno 2009

- “Ciao Thelma, sono Louise!” –

Se fossimo in un film sarei quel tipo di protagonista che si ritrova in una situazione scomoda e profondamente ingiusta suo malgrado, ma che però vivrebbe l’ingiustizia con la voglia di lottare. Se fossimo in un film avrei un avvocato, un difensore, o un qualcuno qualsiasi che semplicemente e senza troppi sforzi metterebbe tutto in ordine al posto mio, e ovviamente farebbe scendere le braghe a chi di dovere, e invece…

mannaggiallamiseria, non siamo in un fottuto film, ed io sono solo la protagonista di un’ingiustizia? di un accanimento? scegliete voi, insomma, pure la sfiga che è stata la mia più stretta compagna vedendomi così mal messa ha deciso per un po’ di lasciarmi stare… 

…perché ho una corsista pazza che ha fatto casino in un’azienda dove l’abbiamo mandata in stage e che continua a scrivere raccomandate su raccomandate senza mai arrivare ad un punto e più leggiamo quel che scrive più nessuno ci capisce nulla… l’ultima ciliegina si è posata sulla mia torta ieri al mio ritorno dal uicchend lungo, piovoso, e passato in clinica, quando in stazione un placido e panzuto controllore ci ha fatto salire sull’espresso speciale (manco fosse un caffè), è arrivato poi nello scompartimento informandoci bellamente che dopo Faenza il treno sarebbe arrivato a Modena e non a Bologna… allora tu che fai? Ovvio no: scendi al volo con la manzo-valigia e cerchi di prendere il treno carrobestiame appena arrivato dietro al tuo, ma a quel binario davvero così lontano… 

insomma dicevamo… la ciliegina è stato vedere comparire in questa seconda raccomandata il mio nome e cognome nominato più volte – sapevo che ’sto ruolo di tutor mi avrebbe portato rogne – ma in fatti completamente distorti, manipolati, e non veritieri… Ci chiama la Regione – l’ente finanziatore del progetto – per informarci che vuole la nostra versione dei fatti in una relazione scritta… e adesso io e la mia collega, ribattezzate da tutto il piano Thelma e Louise o i Due Carabinieri, siamo lì da due giorni che ricostruiamo l‘esatto susseguirsi degli eventi, correndo di qua e di là, ascoltando corsisti, prendendo contatti con l’azienda…

e per fortuna che sono una disordinata cronica e che non ascolto mai il nostro responsabile delle reti quando sconsolato mette mano al mio programma di posta e mi dice di liberare lo spazio su Outlook, buttando delle mail, perché adesso per confutare quanto scrive quella bugiarda incallita mistificatrice della realtà e avvalorare la mia tesi, ovvero che io ho fatto il mio lavoro sempre in modo corretto e rispettoso, ho “solo” quel mucchio di scartoffie… e dire che questo pezzo di tutoraggio manco me lo pagano…

in pillole:

- potrebbe essere molto probabile che vengano convocate tutte le parti, ed io lo spero perché la voglio guardare in faccia mentre ripete quelle bugie che ha messo per iscritto…la stronza… gli aizzerò contro un po’ della mia sfiga, così magari gli passa la malattia della stupidità cronica…

- mi sono per un millisecondo pentita (presa a schiaffi e a calci nel sedere) per non aver accettato quel contratto per Spinner

- mio padre è in riabilitazione in un ottimo centro, ma – ciliegina n°1 del uicchend – l’essere un paziente ortopedico e non neurologico, gli dà diritto di beneficiare del servizio solo per un mese indipendentemente dalle condizioni in cui ci è arrivato (tradotto: per la legge non conta un fico lesso che sia stato in rianimazione un mese, che ha rischiato la vita prima e dopo, che è stato sottoposto a tre interventi, di cui l’ultimo fatto per rimettere le pezze a quello precedente fatto male)… adesso noi guardiamo con apprensione, con le dita incrociate e con le preghiere del caso questi ultimi venti giorni sperando che ce lo rimettano in piedi… e dimenticavo - ciliegina n°2 del uicchendchi ha fatto la tac a papà la settimana scorsa? vediamo se siete bravi…

- io esaurita?!?!?!?!?!?! naaaaaaaaa…

Coraggiosamente, ma che due palle, elle…

Pensato da Elle at 01:01 | 12 Comments »