22 aprile 2009
Rocambolescament-elle!
Image – Mike Lester
giuro…se lo racconto non ci crede nessuno… e se dovessi mai partire per Lourdes, Loreto, Fatima, Medjugorje o per qualsiasi altra santa destinazione, troverei il giorno di chiusura – se mai posti come questi ne contemplassero – perché la mia vita ultimamente – e fin nei minimi dettagli – sembra uno di quei film che alla fine ti danno fastidio, di quel fastidio quasi fisico, che quando cambi canale ti senti quasi sollevato…ecco!
perché qualche giorno prima di pasqua ho chiesto al capo una settimana di ferie – dicesi ferie: dare un occhio alla tesi, iniziare a ripassare quell’ultimo esame che mi porto dietro e che puzza di morto – lui gentilmente mi ha detto sì (anche perché sono l’unica cogliona di quelli che hanno il contratto a progetto, che fa più ore del dovuto e che si fa in 4, 8, 12 quando serve, e da noi quel quando è all’ordine del giorno) l’unico piccolo particolare – per carità decisamente positivo – è che il giorno prima di partire mi ha dato due nuovi incarichi, fissandomi le selezioni dei nuovi corsi – ovviamente serali – per fine mese… il che tradotto significa avere solo questa settimana per organizzare e predisporre il tutto…
venerdì, mentre preparo armi e bagagli, chiama mamma – con una voce che manco riesco a descriverla… un misto tra disperato-sfiduciato-esaurito-e sull’orlodelsuicidio (è chiaro?), informandoci che mentre medicavano papà, la cicatrice dell’operazione si è aperta come una cernieralampo senza opporre resistenza alcuna… panico? lacrime? delirio? sangue freddo? Autostrada murata, incolonnati con tutti i mezzi della protezione civile… arriviamo che è notte, e quando è più di notte riesco a vedere papà strafatto di anestesia, che torna dalla sala operatoria… ho fatto cena con una tristissima minestrina con il dado knorr alle due di notte, sotto gli occhi basiti di pulce e madre.
…mi faccio pasqua e le ulteriori giornate tra casa-e-l’ospedale, l’ospedale-tuttelerichiestedimiopadre-e-casa, con il terremoto che tutte le volte che osavo posarmi sul divano mi dava una smossa …vedessi mai che uno abbassa il generale stato di allerta… Sabato prendo il treno, ed il controllore più stronzo della terra ci fa scendere ad Ancona per irregolarità sul biglietto – immaginate soltanto il peso della mia valigia, ecco – arrivo a bologna con un mal di testa talmente forte che nemmeno l’aulin ha potuto stroncare…
lunedì… arrivo in ufficio e…
- la mia collega è in malattia questa settimana (e con tutta certezza anche la prossima) tradotto in sfigalese: tutte le attività mie + le sue, gestione degli stage delle zucche vuote, un progetto a cui in prima battuta dovevo solo dare una mano e che oggi dopo una riunione è diventato “Eleonora farà questo, quello, e quell’altro ancora”… con prima scadenza e punto della situazione lunedì… alla mia espressione che esplicitava la frase “ma na fetta di culo in mezzo all’osso no?”… il capo mi dice: “che ne sai magari questo è il salto di carriera“
seeeee dalla finestra però…
Rocambolescamente immersa nella filosofia della sua vita… elle…
Pensato da Elle at 23:23 | 7 Comments »


