25 marzo 2009
solo un po’…
Pensato da Elle at 20:42 | 5 Comments »
25 marzo 2009
solo un po’…
Pensato da Elle at 20:42 | 5 Comments »
18 marzo 2009
Giuda irresistibile…
Image – Miss Van
Ho salutato cose vecchie. rotte in terra, vecchie in mezzo a polvere vecchia. tutto cambia quando c’è una luce diversa. s’accende il sorriso, entra in scena il rischio. del resto l’ombra non mi è mai piaciuta. semplicemente perché non sono capace di viverci.
È tardi per un dvd? No, non è tardi per un dvd che fa da sottofondo, e vanno in scena le parole che s’appendono sparse in una casa nuova. profumi diversi. Ho permesso che nelle poche ore di sonno rimaste mi tenesse stretta a sé e che i respiri fossero d’accordo per andare insieme. non soffocavo, non avevo caldo. stavo bene e basta. nè una lacrima, nè un ricordo, nè l’ombra di quel che c’è stato prima. nulla.
ho legato le domande. Tutte. sedo goccia dopo goccia le mie mille insicurezze. Tutte. chiudo le (stupide) paure. affrontandole tutte.
Seduta al capo di un tavolo con gli amici che festeggiano finalmente i miei trent’anni aspetto che arrivi da me, che lasci dove ha trovato quella ragazza che ha incontrato lì in mezzo alla gente, e che non smette di guardarmi male, e di farmi le radiografie. È lì che il ricordo della paura provata in passato raffiora, ma quando prende posto accanto a me dimentico tutto perché mi fa tenerezza, è sceso nella fossa dei leoni, si presenta a tutti consapevole che tutti sanno chi è e cosa ci fai lì. Più di un moijto per festeggiare. Allora butto via le stupide paure e mi lascio abbracciare da te giuda irresistibile nel mezzo della mia Bologna…
Mi lascio andare…a te, ai tuoi occhi scuri, all’animo che sembra gentile, alle tue mani lunghe che prendono tutto il mio piccolo viso, sì mi lascio semplicemente andare…
perché quel che non è successo dura tutta la vita…
perché le cose che non accadono, e che pure potovano essere, ci restano dentro, indelebili.
Con il loro mistero, di quel che di male ci poteva capitare, di quel che di bene ci poteva arrivare*.
irresistibilmente… elle…
Pensato da Elle at 00:46 | 6 Comments »
17 marzo 2009
non sono in sciopero…
…questa sera, dopo aver respirato, dopo esser rientrata a casa, aggiorno il blog…
incasinatamente e con una vita altrettanto incasinata… elle…
Pensato da Elle at 14:00 | Nessun Commento »
6 marzo 2009
Articolo mille-e-tré: l’inatteso…
Image – Miss Van
…l’inatteso ha un fascino tutto suo, può prendere diverse forme, colori, odori e sapori. Ne resto sempre rapita… All’inatteso adesso lascio lo spazio che in tutto questo tempo è sempre e soltanto rimasto mio… all’inatteso regalo una parte di me, quella nuova. Di quella vecchia ce n’è una spaventosa quantità, ma l’ho imbavagliata perché non facesse domande stupide, retoriche e senza senso. L’ho relegata in un angolo pregandola di non rovinare tutto e di permettere alla parte nuova di me – quella libera e serena – di godersi gli attimi e ai sensi di liberarsi.
A tratti però arriva paura… lei, la fottuta che ti fa sparire la terra da sotto i piedi, che del tuo stomaco fa un bel nodo e che se ne infischia se smetti di respirare… ti annebbia non permettendoti di ragionare, lasciandoti cuocere piano e consumare nel suo brodo limaccioso.
…quell’intima paura di quando sai che ti stai avvicinando troppo e che ti stai lasciando andare, quanto tocchi e sei toccato, quando resti e non scappi via, quando decidi di essere presente e non assente…
…quell’intima paura che arrivi di nuovo qualcuno e porti via tutto, porti via te… è prematuro, presto ed insensato lo so, l’ascolto poco e male a tratti, ma se ne sta lì con il mio passato, con quel che è stato, con quel che ha ferito…
ma per chi come me, che non ha imparato a tirarsi indietro mai e che mai imparò a schivare i colpi, sa che sedendosi ad un tavolo spingerà nel mezzo la sua posta, decidendo quanto vorrà rischiare, senza parlare, senza rispondere a nessuna domanda, restando sfuggente ma presente…
…pensavo ma evidentemente mi sbagliavo che la linea che mi divide da tutti gli altri non l’avrebbe mai superata più nessuno, permettendomi così di continuare in apparenza a vivere da strafottente, diffidente, dissidente, da chi sa bastare a se stesso, senza il bisogno delle cure e le attenzioni degli altri…
poi arriva l’inatteso, che lega e che resta, che toglie se non c’è, che aggiunge quando c’è…
inaspettatamente elle…
Pensato da Elle at 21:48 | 4 Comments »
1 marzo 2009
“Le palle del tenente”
Image – Narciso – Caravaggio (forse)
“Voglio essere poeta, e lavoro a rendermi Veggente : lei non ci capirà niente, e io quasi non saprei spiegarle.
Si tratta di arrivare all’ignoto mediante lo sregolamento di tutti i sensi.
Le sofferenze sono enormi, ma bisogna essere forti, essere nati poeti, e io mi sono riconosciuto poeta.
Non è affatto colpa mia.
È falso dire: Io penso, si dovrebbe dire: mi si pensa.
Scusi il gioco di parole. Io è un altro”
Arthur Rimbaud
Nella mia domenica pomeriggio con troppe poche ore di sonno alle spalle apro la mia cassetta degli attrezzi color latte e caffè. Tiro fuori il martello ed un unico chiodo. Un chiodo e la vestaglia grigia con hello kitty che sorride dalla mia schiena ha trovato finalmente un suo posto.
Secondo me ognuno ha una sua cassetta degli attrezzi. La mia è piena di cianfrusaglie, di cacciaviti che prima o poi se ne andranno in pensione, di matitine dell’ikea, poi c’è uno scompartimento ai più nascosto, l’ho aperto e ne è uscito Narciso.
Lo conosci Narciso? Io sì. E lo sai com’è Narciso…
…lui gioca, lancia il sasso, poi nasconde la mano. E quando è puro non rischia, perché timoroso e inquieto. Non avanza, né cresce perché irrigidito dalla paura del fallimento, è in quel momento che si colora di nero portando a galla solo i suoi difetti… non si dà, non si dona, si chiude, resta solo conscio di potercela fare così soltanto, temendo l’intrusione dell’altro… perché lui è il simbolo di una soggettività non relazionata, staccata da tutto, e intimamente convinto della sua invulnerabilità…
E lo sai com’è Narciso… certi suoi tratti hanno fatto e certe volte fanno parte di me… ma da lui non prendo solo i difetti, prendo la sua sicurezza per togliere di mezzo la mia insicurezza e per mettere a tacere la mia irrisolutezza.
Ma sono convinta che se avesse potuto anche Narciso avrebbe cercato il suo io. Così come io ho cercato il mio.
Avrebbe imbracciato anche lui la sua cassetta degli attrezzi, sarebbe uscito allo scoperto e finalmente avrebbe permesso a se stesso di tradirsi, di restarci male, deluso, sconfitto e ferito. Poi da zero avrebbe costruito quello che c’era da mettere in piedi, amando di più se stesso, ma amandolo completamente e senza paura, permettendo poi a qualcuno di amarlo a sua volta, di scoprilo in ogni sua forma, in ogni sua passione, in ogni suo lato, dalla superficie fino alle profondità. Mettendo in conto la possibilità del bruciante rischio. Se gli fosse stato possibile si sarebbe concesso tutte le azioni possibili anche quelle estreme, avrebbe imparato così a sopravvivere in mezzo a tutti i pericoli – molti – del caso.
Narcisisticamente (forse)… elle…
Pensato da Elle at 23:39 | 5 Comments »