23 febbraio 2009
- Tie my Valentine! –
Image – Miss Van
“Destatevi nove muse, cantatemi una melodia divina,
dipanate il sacro nastro, e legate il mio Valentino!”
Emily Dickinson
…qualcosa arriva sempre quando meno te l’aspetti, sempre quando non lo hai preventivato, quando hai mille cose in coda che richiedono la tua attenzione, nel momento in cui ti sei scoperto e mostri il fianco. Un po’ come il freddo. Un po’ come la tosse. Un po’ come un fastidioso raffreddore. Ed io non ho più cercato, ho distolto lo sguardo, poggiandolo verso altri mondi. Perché non illudiamoci, viviamo in più mondi e non in uno soltanto. Una vita che non è una, con una persona che non è mai una soltanto, con un cuore ed una testa assolutamente doppi. Che si parlano, che litigano, che negoziano, che a volte divorziano.
“Tutti trovano un compagno, sulla terra, in mare, in cielo, perché chi cerca sempre trova, nella terrestre sfera.”
Ed io non ho più cercato – a tratti non ho anche più voluto – ho chiuso e lasciato che tutto sfumasse, che si mischiasse all’aria e che con questa se ne andasse. E sono stata sola prima, poi e con. Ed è da sola che ho cercato l’ennesima delusione ed aspettato che si vestisse da alibi per la mia manifesta e ormai conclamata impossibilità-voglia-capacità di amare ancora. Ma poi ho pensato che…
“…chi è solo e senza amore, se cerca la sua metà e non la trova, vuol dire che non la vuol trovare, o che cerca come un cieco e ascolta come un sordo, e che agli altri esseri umani sa solo portare la sua tristezza e i suoi lamenti, un tutto intero che respinge ogni altra possibile metà…”
…non volendo essere né cieca, né tantomeno sorda, forse m’imbatto nella possibilità di un’altra possibile metà, evitando di ignorare segnali chiari e cristallini, non impedendo al mio cuore di accelerare i battiti quando ne ha voglia, non impedendo alle mie mani di sfiorare, non impedendo alla mia pancia di annodarsi e al mio respiro di accorciarsi e strozzarsi in gola…
…perché quando non ne era proprio il caso sono stata cieca e sorda finendo per pentirmene poi dopo…
allora succede che in punta di piedi, facendo il più possibile silenzio, trattenendo il respiro, e camminando come un funambolo, percorro una via… e si fanno le quattro e poi le cinque… il sonno diventa sempre meno… le notti sono belle anche quando vengono vissute così… resta un profumo, resta una sensazione, resta la stretta di un abbraccio ed il sapore d’un bacio…
Cripticamente perché è giusto che sia così… elle…
Pensato da Elle at 00:52 | 8 Comments »


