30 maggio 2008
Pitstop-elle
Image – Penelope Pitstop
“Non so perché ma me l’aspettavo che non ti saresti fatta più sentire…”
Ovviamente l’sms è ben più lungo e articolato, con un vago tono polemico-scazzato-malinconico.
Il mi manchi finale è un’istituzione, è come l’amen alla fine di ogni preghiera, per intenderci. E vederlo lì sullo schermo del mio cellulare, m’ha dato anche un po’ fastidio, quasi l’orticaria m’ha fatto venire. E mentre facevo la muffa sulle seggioline alle poste centrali, in un clima di nevrastenia allo stato puro – d’ovvia origine climatica – ho pensato che forse – ma dico forse eh – io non son capace a trattare (con) gli uomini. E forse in questo periodo maldestramente mi si appiccicano persone fatte tutte con lo stesso stampo.
Insomma, Firenze (lo chiameremo così per le sue origini) aveva detto, nemmeno troppo tempo fa, che:
- non mi avrebbe più chiamata, che sono una stronza perché non gli ho confidato quel che stavo passando(tsè)
- che se mai io tornerò sui miei passi, lui forse non ci sarà, perché pieno di donne (vabbé)
- che al massimo sarò io a fare qualcosa, perché lui di certo… (spe-ra-ci)
Ora, non basta esser carucci, non basta essere spigliati fatto sta che:
Chi è che fa gli squilli a chi? Di chi sono le chiamate (perse) sul mio telefono e di chi era quel messaggio?
Miei di certo no! Mi sono detta che non ci sono le coordinate – o congiunzioni astrali – (chiamatele come più vi aggrada) affinché qualcosa di sentimentale – in quest’anno sfigatello – possa prendere un verso che sia degno.
Insomma ma è vero quindi che una persona più la tratti male, più ti sta addosso?
Insomma esiste per davvero a questo mondo qualcuno che ha il gene della recidività, e che ama prendere 2 di picche su 2 di picche all’infinito? No perché il sesso forte certe cose le dovrebbe capire da sé o no?
Non sono una che ci fa credere un uomo. Non sono una gatta morta. Affatto.
Se un ragazzo mi piace si capisce quasi subito. Stessa cosa se non mi piace.
Adesso sto diventando l’amica degli uomini. Raccolgo racconti di crisi di coppia, testimonianze di letto (più o meno soddisfacenti). Raccatto complimenti, che fanno sempre piacere s’intenda, ma mi chiedo se alla fine a sbagliare non sia proprio io. O se è solo il momento, o l’anno bisesto, oppure se in effetti per me le questioni amorose sono così ingarbugliate che debbo aspettare un segnale così lapalissiano per accorgermi che qualcosa si muove, e che se non si muove è il caso di convogliare le energie in altre parti. Mah, ai posteri l’ardua sentenza, mi sa!
Nel frattempo, mentre driblo sms, chiamate perse, e inutili piagnistei, c’è una valigia che mi aspetta a bocca aperta, un sonno accasciato sulle spalle e un treno per domani mattina alle 10.30. Come mi voglio male. Che violenza partire dopo una settimana atroce come questa.
Ma voglio controllare lo stato di salute del matusa-padre.
Portare indumenti alla mia Pulce. Girare per qualche locale della riviera. Il tutto in 48 ore.
Tornerò più stanca di prima. Adesso è tardi, l’amica degli uomini, stacca la spina e la riattaccherà lunedì in serata, quando rimetterò piede in territorio bolognese.
Pistopposamente – per qualche giorno – elle…
Pensato da Elle at 23:57 | 9 Comments »



