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Archivio di febbraio 2008

28 febbraio 2008

L’importanza delle priorità…

Mi si è appesa la testa da un lato, s’è fermata sulla spalla destra e gli occhi distri agli occhiali rosa si sono chiusi. Mi sono addormentata così, come una pera lessa, senza appello, tra mia sorella e il suo amico Andrea. E non c’è stato verso di svegliarmi. All’una, piuttosto contrariata, mi sono struccata, infilata il pigiama, e sono ricrollata come la pera di cui sopra. Adesso siamo nella fase fisioterapia-risveglio psicologico, io mi cimento, ci metto tutta me stessa, sono una testarda del resto. Sono caduta e mi sono rialzata. Ho il sapore della delusione in bocca per alcuni fatti, ma ho la forza adesso di ribaltare le cose che si sono rovesciate e di buttare in fondo alla lista quelle che sanno di poco e che poco ti lasciano.

Quanti rospi si devono ingoiare nella vita nessuno lo sa, ma si può capire cosa è importante e cosa no, e dare priorità ad un sorriso, ad una lacrima di gioia, anche se la sera ti fanno male tutti i muscoli, anche se ti addormenti esausta, sai che tutto quello che fai è quello che ti fa sentire una persona migliore, cresciuta, diversa. E lasci indietro chi non sa starti accanto in nessun modo. A volte basta una telefonata, una parola, un messaggio, per sollevare il cuore, per ridare respiro. Ma se nulla di tutto questo arriva, allora lo fai da sola, ti aiuti, ti fai forza, ti sorridi mentre ti vesti la mattina presto, mentre sali in macchina, mentre stai dietro alle mille richieste di un padre. Il resto non conta, il resto se ne va via con la stessa velocità dell’acqua mentre togli il tappo al lavandino.

Aspetto che il karma giri, che arrivi il contrappasso, che il nero diventi bianco, e che insieme al grigio arrivino i colori, nel mentre tiro fuori tutto il mio carattere, il mio modo d’essere, prendo di polso la situazione, e sprono alla positività, perché questa è una delle cose che mi riesce meglio, insieme agli spezzatini, ovviamente.

(per coloro che mi scrivono le mail dico di pazientare, poco alla volta e criceti infartuati permettendo, rispondo)

Semplicemente… elle!

Pensato da Elle at 16:27 | 4 Comments »

19 febbraio 2008

29°

Insomma è un periodo strano, storto, aggrovigliato, sfigato… e come si fa a non dire che questo periodo non sia davvero coperto da una luce maldestra? Beh che dire, domenica ho compiuto ventinove anni e l’ho passato a letto con il termometro e 39 e mezzo di febbre, tosse e raffreddore.

Niente ha potuto la tachipirina, ora mi stanno bombardando di antibiotici. La febbre se l’è presa prima il geniaccio di mia mamma, e quindi io e pulce facevamo la spola tra casa e l’ospedale a lottare con nostro padre che sembra aver dimenticato il giorno in cui s’è sentito male e quindi nell’ordine voleva il caffè e latte e i ravioli che a carnevale non s’è mangiato, perché in ospedale il signorino mangia male. Poi sabato siamo cadute anche noi nella rete del più bastardo virus degli ultimi anni, sembriamo le nate stanche, vegetiamo a letto o sui divani e dipendiamo da coloro che ci portano viveri e cibo. Unico dettaglio? Chiunque passi più di cinque minuti in questa casa s’ammala…

Vabbè ma tanto mica lo volevo festeggiare il mio ultimo compleanno con il due davanti io… (Bologna aspettami)

Ma verranno giorni migliori. Un consiglio a chi avesse la mia bambolina wo-doo tra le mani gli consiglio di poterla anche gettare sono consumata, merda

Ottimisticamente e coperta di antibiotici… elle 

Pensato da Elle at 18:09 | 14 Comments »

13 febbraio 2008

Sorrido un po’

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Adesso sorrido un po’. Ma non gli dirò mai quanto sono stati lunghi, duri, difficili e interminabili questi quindici giorni e più di rianimazione. Di quante lacrime ho versato davanti al vetro che mi teneva distante da lui. Non gli dirò tutte le volte che sono stata sveglia di notte a pensarlo, facendomi forza, mangiando quel che mi mettevano nel piatto solo per non sentirmi dire che diventavo sempre più magra. Non dirò nemmeno di quella volta in cui mi è mancata così tanto l’aria da svenire come una pera cotta nel corridoio sotto allo sguardo incredulo di mia madre e di mio zio. Ma ero uno straccio, e avevo pure il colorito di uno straccio bagnaticcio ed usato.

Ma poi ieri ho indossato il camice, ho raccolto i miei capelli in una cuffietta, ho indossato i copriscarpe e gli sono stata accanto per un po’, l’ho accudito, gli ho parlato, e sono riuscita a non versare una lacrima, mi ripetevo “calma e gesso” di continuo. E lui mi guardava, e anche se non poteva parlare a causa di tutti quei tubi, io lo capivo, e lo tranquillizzavo. Sta meglio adesso, deve collaborare e pazientare ancora un po’. Sorridevo di un sorriso ebete e non so se lui ha capito quel che ho passato, so solo che ieri sono stata forte. E anche se adesso la tensione è ammassata tutta intorno al mio collo poco mi importa. Piano piano rincasello tutto, piano piano tutto torna al suo posto, io mi calmo e la notte, anche se poco, torno a dormire.

E mi piace adesso sentirmi calma, mi butto sotto la doccia ed aspetto che il getto d’acqua bollente sciolga la tensione. Sorrido mentre leggo le parole di molti di voi che mi hanno scritto, mi hanno dato forza e mi hanno fatto tanto piacere. Sarò di nuovo tra queste pagine a breve, nel frattempo vi abbraccio tutti…

Calorosamente elle…

Pensato da Elle at 17:16 | 13 Comments »

8 febbraio 2008

Pazienza, forza e coraggio

Mi ritrovo che è notte fonda che dormo sul divano nero davanti alla tv, poi mi alzo, mi trascino fino in camera e quando sono nel letto, il sonno se ne è andato, fuggito chissà dove. I pensieri si moltiplicano a dismisura, insieme alle telefonate, ed io non ho un attimo per riposare. Sono tesa, come tesi sono i muscoli del collo, ogni tanto saltano, regalandomi forti dolori.

Non ce l’ho fatta a ripartire, non ce l’ho fatta a prendere il treno, non volevo, e non mi importava nulla se la valigia era già pronta e se il posto sul treno era prenotato, ho puntato piedi e cervello e sono rimasta qui. Ad aspettare ogni giorno che passa, ad aspettare notizie buone. Piccoli passi, la salita è lunga, ci vuole pazienza. Questo dicono i medici. Ed io ogni tanto piango, quando proprio non ce la faccio più, quando sento che le forze mi lasciano, quando sento che anche i miei nervi hanno bisogno di riposo. Poi ridivento forte davanti a tutti, quando faccio forza a mia mamma, quando nel mio silenzio faccio una cosa che non facevo da tempo: pregare.

A tratti mi sento sola. Lotto con tutto, con il parcheggio che non trovo quasi mai, con le persone che perdono tempo al semaforo, con gli impegni presi e che adesso devo rimandare, con i libri da studiare. Poi mi calmo e penso che le mie priorità sono altre, che non mi importa se mi si sposteranno i miei programmi di qualche mese. Ci vuole calma e pazienza…

Fortemente elle…

Pensato da Elle at 17:27 | 5 Comments »

1 febbraio 2008

Ecco…

Ho una valigia da fare, devo salire in macchina, e arrivare fino a casa. E non guido io. Per fortuna.

Sono stanca perché in questi giorni ho dormito poco e male, avevo mille pensieri che mi passavano per la testa.

È strano come in momenti come questi si ripensi a tutta la propria vita, alle proprie cose e si ridimensionino problemi che fino a ieri sembravano essere insormontabili, diventando oggi bazzecole e futilità.

Non mi perdo d’animo, la sua situazione migliora, e a tratti mi sento più tranquilla, mentre in altri momenti mi sento così persa e smarrita, ma per fortuna ci sono gli amici, quelli veri, che non mi lasciano quasi mai sola, anche se a volte in questi giorni ho sentito la mancanza di un uomo che mi stesse accanto come si deve.

Vi ringrazio per le mail e per i pensieri che mi avete scritto con il cuore, per le telefonate e gli sms.

Vado a casa per qualche giorno.

Mi fermo, penso, poi blocco il mio respiro a metà nell’aria, aspettando che tutto diventi tranquillo e che torni ad essere come era prima, raccolgo le mie forze, butto un paio di libri nella borsa, forse studierò, e cercherò di essere forte, ecco.

Decisamente elle…

Pensato da Elle at 15:43 | 3 Comments »