Di progetti e di inziative belle in giro per il web ce ne sono molte, ma ce ne sono alcune che, secondo me, brillano più di altre, e che hanno dei cuori motivati che le portano avanti, che le nutrono ogni giorno un po’ di più. È questo il caso di wemustact.org, posto in cui mi è stato dato uno spazio e dove nel mio piccolo cerco di dare il mio contributo parlando della cosa che conosco meglio: i sentimenti.
D’accordo con il fondatore si è deciso di fare un’intervista per far capire meglio le intenzioni, le motivazioni e cosa muove sotto un’iniziativa di questo genere…
Vi consiglio non solo di leggere le risposte che Michele ha dato alle mie domande, ma di fare un saltino sul sito, dargli un’occhiata e perché no, se vi piace il tutto linkarlo nei vostri blog o siti perché di iniziative così ce ne dovrebbero essere di più, perché non è e non si fa mai abbastanza!?
Qui l’intervista completa con un’intro sulla sottoscritta scritta da Michele!
Intervista
1) Michele, perché, da dove nasce e soprattutto dove vuole andare Wemustact.org?
Wemustact.org è un mio progetto che nasce il 23 febbraio 2006. Un progetto che continua l’attività inizialmente svolta attraverso un blog sulla piattaforma splinder, www.micheleer2.splinder.com.
Ho ricevuto moltissime visite, 16000 e fra queste si sono aggiunte anche quelle del Ministero della Pubblica Istruzione, dalla Regione Toscana, dal Department of Foreign Affairs and International Relations del Canada, dalla United Nations Logistics Base, dal Ministero delle Politiche Agricole Forestali, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e da alcune università italiane, inglesi e americane. Ecco che, successivamente, ho proprio deciso di farmi costruire il mio sito web, un progetto semplice ma anche chiaro nei suoi contenuti con gli obbiettivi già dichiarati nel “Codice etico”.
Wemustact.org, in questo senso, vuole andare avanti, è un progetto continuativo nel tempo che accoglie qualsiasi persona desiderosa di far sentire in un modo costruttivo la propria voce.
2) Quale è il filo rosso, lo scopo principale che si intende perseguire attraverso uno spazio del genere?
“La vita è una continua lezione in lealtà ed onestà. Il punto non è quanto viviamo, ma come viviamo”.
3) Il mondo è fatto di tanti pregiudizi, di giudizi affrettati e spesso sbagliati, non pensi che le tue parole possano essere fraintese, e che valori come l’onestà e la lealtà, di cui parli, possano essere percepiti dalle persone solo come ideali irraggiungibili, o ormai obsoleti ed andati?
Non sono mai stato una persona a cui piace lottare contro i mulini a vento. Mi piace essere realista nella vita, ma soprattutto corretto, onesto e leale nei confronti degli altri. Ciò non significa essere idealisti, ma fare una “forzatura positiva e costruttiva” in noi stessi ogni volta che incontriamo delle persone ciniche, scettiche, degli individui che non credono nei miracoli della ricerca, della scienza eccetera.
Mi è capitato, come del resto credo ad altri, di incontrare delle persone ipocrite, tendenti a tutelare solamente i propri interessi a discapito di quelli degli altri e, soprattutto, usando cinicamente gli altri come se fossero delle pedine. Fortunatamente mio padre mi ha cresciuto attraverso dei valori ai quali credo fermamente e dai quali non transigo, ma non mi ha mai detto, fino a più di un anno fa, come comportarsi esattamente per tutelare non solo noi stessi, non solo chi crede in te, ma soprattutto l’integrità dell’onesta, della lealtà e della correttezza.
Ho perso mio padre l’anno scorso per un tumore maligno e negli ultimi mesi mi ha insegnato alcuni “cardini” affinché proprio io potessi “difendere” tutte queste “integrità” di cui ho parlato. Mio padre non è mai stato un indovino, ma oltre che a un avvocato patrocinante in Cassazione era padre e soprattutto un vero amico che ha saputo consigliarmi: mi ha insegnato come disegnare una linea tra la persona buona e la persona cattiva, mi ha insegnato come agire e come non agire, mi ha insegnato da avvocato e amico come utilizzare le “chiavi” per aprire le “porte” di questa affermazione, “La vita è una continua lezione in lealtà ed onestà. Il punto non è quanto viviamo, ma come viviamo”. E questi sono insegnamenti di vita molto preziosi che si imparano, che ne so, a 50/60 anni e io ho cominciato a vedere questa “luce” a 25.
4) Come si può reagire a mali come il cinismo, il disfattismo e il pessimismo insiti nella natura umana?
Oltre ai consigli di cui ho parlato prima, bisogna essere sempre positivi nella vita e non scoraggiarsi mai. Se “cadi” ti rialzi: cadiamo perché così impariamo a rialzarci.
5) Purtroppo oggi c’è una vigliacca tendenza tra gli uomini: la procrastinazione delle azioni, decidere che di una cosa o di un fatto se ne può parlare un altro giorno, e non nel momento in cui accade, oppure lo si affronta solo quando ci si trova coinvolti in prima persona.
Tutto questo mette in atto un circolo vizioso, come pensi che possa esser cambiato in virtuoso?
Essere sempre se stessi e, soprattutto, non farsi influenzare dalla “legge” del gruppo. Infatti, la verità su una persona o su un evento non è mai quello che gli altri dicono a giro e il resto non conta nulla, anche se questi “altri” sono 50, 100, 1000. Bisogna informarsi e informare, senza dover dare “lezioni” e senza pensare che la “nostra” sia la miglior posizione, mentre tutti gli altri sono nello sbagliato. È un po’ come quando si presentano per discutere due gruppi, quello “A” e quello “B”: la soluzione non sarà mai solo “A” o solo “B”, ma “A”/”B”.
Se “qualcuno” tenta di celare agli “altri” una verità a “lui” sconveniente, non diminuisce il significato di essa, ma lo aumenta e accresce di più il significato di questa verità nel tempo, finché le persone non vengono a conoscenza della realtà dei fatti, prendendo dei provvedimenti e, possibilmente, cambiando il loro modo di vivere.
6) Non tutti riescono a reagire positivamente quando subiscono vessazioni e scorrettezze, anzi di solito la tendenza è quella di mettere in atto con gli altri lo stesso comportamento, seguendo la legge “dell’occhio per occhio, dente per dente”, pensi che vada sempre così, o che ci sia qualcuno che rema contro questa insana corrente?
Non desidero parlare di “remare contro”, perché sembrerebbe la lotta di una “classe” nei confronti dell’altra. Preferisco essere realista, evitare linguaggi populistici e “politici” e considerare la realtà dei fatti per come si pone in quel dato momento, trasformando ogni svantaggio causato da delle persone scorrette in un vantaggio, un evento negativo in uno positivo e cosi via. E’ come quando si fa politica sociale: il politico è quella persona che una volta eletta pensa alle prossime elezioni in termini di voti, lo statista è quell’individuo che ascolta le persone e i loro problemi e che cerca di fare la differenza in un modo genuino, senza fare conti “materiali”.
7) Possiamo dire che Wemustact “rema contro” questa corrente? E quale potrebbe essere una frase che lo può rappresentare nella sua interezza?
Wemustact.org non rema contro alcuna corrente, perché crede fermamente che oggi giorno una maggiore diplomazia possa contribuire a raggiungere risultati migliori del “conflitto”, persino quello che può accadere fra due o più persone nella vita quotidiana, dal più piccolo al più grande. Wemustact.org ha sempre pensato che non esiste alcuna scienza infusa al giorno d’oggi proprio perché la nostra realtà è costituita da diverse entità, mai da una unica verità assoluta. Il sito web non vuole dare alcuna lezione, ma desidera prendere in considerazione e realisticamente un punto della vita che ritiene cardine: può capitare di incontrare delle persone ciniche e scettiche che alterano la realtà, mirando ad una sorta di “corruzione ambientale”, soprattutto per celare alcune verità o entità a loro sconvenienti. Il “segreto”, se così lo posso chiamare, per non diventare come queste persone è innanzitutto vivere assieme agli altri, ma soprattutto ricordarsi che “la vita è una continua lezione in lealtà ed onestà. Il punto non è quanto viviamo ma come viviamo”.
Sinceramente…Elle