30 settembre 2007
E tra noi…puntini di sospensione…
Image – Ohgushi
Piazza San Martino. Nuvole sopra di noi ed ombre scure sul cuore. Acqua salata, non sull’asfalto, ma dagli occhi. Arrivi, mi guardi, prima c’è silenzio, io sento i rumori della strada assordanti, ma il mio cuore fa più rumore di tutto. E poi parliamo. Che sensazione strana…quante sensazioni strane. Una più di tutte: è come se tra di noi ci fossero dei puntini di sospensione, e non un punto e a capo. Non sai darmi motivazioni e spiegazioni, l’hai deciso dall’oggi al domani di non avermi più nella tua vita, mentre dentro non ti capivi ed il bello è che non ti capisci nemmeno ora. Sai che ora vuoi questo e che devi fare così. Ed io sono lì su quel selciato, stretta nella mia giacca verde scuro, immersa nel mio profumo, e ti guardo guardarmi. Vorrei poter maledire il caso, e quel che ci è successo, vorrei tante cose che adesso non posso avere. Ma alla fine scopro che io ci sono per me, come sai che io ci sarei per te, perché sono vera. Scavo in me e trovo il mio equilibrio, la mia forza, quella forza che nonostante tutto mi dice di andare avanti per la mia strada e che alla fine mi piaccio per come sono. Mi piace la mia dignità ed il mio modo di essere, mi sento vera, genuina, mai ambigua, in tutte le cose che faccio e che dico.
E ti guardo come ti ho sempre guardato, con la profondità del mio sguardo, che sai benissimo arrivano lì, alla tua anima, nascosta ai più. Mi dici cose di te, che guarda caso sapevo mi avresti detto e che non mi sconvolgono per niente. Non tutti si capiscono, non tutti riescono ad amare allo stesso modo, ognuno ha il suo, tu devi capire se ne sei capace, e se sì come lo fai. Mi fa strano dirti tutte queste cose, mentre ti tolgo qualche insetto dalla giacca di renna, che ho sempre adorato. Mi abbracci e affondi il naso tra il collo e la mia spalla, ti lasci andare, respiri Bulgari nel mio orecchio, ed io sono in pace con me stessa. So quale è la mia strada, la vedo, la sento, la vivo e la vivrò. Ci lasciamo al destino, regalandoci a lui. Sei una persona complessa, che spesso vuol dimostrare che gli altri si sbagliano e che il segreto di tutto, nonostante tutto, ce lo hai solo tu. Uomo di altri tempi, un pazzo lucido, puro ed impetuoso istinto, ora. Non siamo fatti di sola ragione e nemmeno di soli sentimenti. Abbiamo bisogno di certezze e di sicurezze. Abbiamo bisogno di specchiarci negli occhi dell’altro, ma vedere noi stessi lì riflessi alle volte fa paura. Perché anche l’emozione è razionalità, è percepirsi per quel che si è fin nelle viscere. E ti conosco troppo bene. Non ho bisogno di interpretare il tuo sguardo o i tuoi gesti, vuoi far così: adesso vuoi lei, può essere, anzi sì! Vorresti me, per quello che sono, adesso no, o forse sì, o domani può essere, non lo sai, o lo sai già e questo desiderio lo hai nascosto in un cassetto del tuo cuore, tenendo per te la chiave. O potresti non voler nessuno, perché è stando da soli che ci si capisce, io ho fatto così.
Le persone alle volte anestetizzano i propri sentimenti, se ne allontanano, li seppelliscono, li sfuggono, perché seguono l’istinto, il vento o una sensazione. Ma poi arriva un momento in cui si fermano, si guardano allo specchio e non piacendosi capiscono che in qualcosa hanno sbagliato o che hanno sbagliato tutto, e che in quell’istante, o da un mese o forse da sempre, sono state le persone più stronze e stupide della terra perché hanno permesso a se stessi di far cadere il vaso più bello e più prezioso che possedevano. Poi, ci si stacca da tutto, dal dolore, da se stessi, si smette di recitare il proprio copione, si smette di inventare altre storie, persone, cose, impegni, viaggi, passioni, studi, lavoro o letture per non pensare, ed i pensieri e la tua stessa vita ti chiedono il conto salato di quel che hai fatto, e ti si parano davanti come se fossero cemento senza spostarsi e tu li devi affrontare e affrontando loro, affronti te stesso. Io ho fatto così.
Perché è questo che le persone non sanno fare: non si sanno affrontare e provano fastidio nel percepirsi umani, sbagliati e alle volte inadeguati e mai un palmo sopra a tutti e con il segreto della vita sempre in tasca. Ci si inventa diversi, si mettono in atto strani giochi per avere qualcuno o qualcosa, si mente al cuore e alle mani. Tutto questo l’ho capito in questi anni fatti di nero, di sbagli, di persone tirate nella mia vita, nei miei casini e nelle mie irrisolutezze.
E adesso mi guardo allo specchio e vedo una donna che si piace, e posso dire di essere una persona buona, una persona che c’è sempre e che è vera – come ho detto a te – senza fronzoli o finti orpelli, senza giochi e giochetti, senza strategie ed è questo che rende una persona indimenticabile, diversa, particolare…unica, per sempre.
Pensato da Elle at 11:50 | 8 Comments »



