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Archivio di agosto 2007

30 agosto 2007

Rosso

Brucia una collina vicino ad Ascoli. Le nuvole diventano prima rosse, poi grigie, poi nere. Brucia il mio cuore in petto diventando prima rosso, poi grigio, poi nero. Smania, cerca, non si posa, s’affanna. Batte, si ferma ad ogni squillo di telefono o di messaggio in arrivo, poi riprende a battere, rincorrendo su e giù lo stato d’animo delle mie emozioni. Di notte leggo, cazzeggio, rimango in terrazzo a fissare un campanile illuminato, chiedendomi cosa fa e come sta lui senza di me… poi penso a me senza di lui…

E mi guardo indietro, fissando la strada percorsa. Accendo il pc e leggo vecchi post, e ritrovo tra le righe dei miei passati tormenti, messaggi per lui: la cosa più dolce, la più bella. Scavo nella mente e in me stessa, senza tregua e senza sosta, del resto sono abituata a questi attimi introspettivi, un ricordo… siamo nella mia camera a Bologna, le stelle sono accese, e gli dico che è lui quello che ho sempre voluto, nonostante i miei gesti spesso discordanti, spesso incomprensibili, e ricordo il suo abbraccio e tutte le sue parole… Scopro che in questo lavoro archeologico di riportare alla luce ciò che fino ad ora mi ha reso felice con lui, non mi fa male, ma mi nutre come la luce del giorno, più della mia crostata preferita che mangio a colazione, mentre mamma prepara il sugo per il pranzo…

Non lo chiamo, per lasciargli i suoi spazi, ma la tentazione arriva sempre:

al mattino quando mi sveglio pensando che lui si stia preparando per andare a lavoro, lo immagino nei gesti di sempre, ma non ho i contorni della sua nuova casa e allora lo proietto nella mia, quando accende il phon, quando si spruzza il deodorante, quando cerca le chiavi con il casco in testa, prima di uscire di fretta…

al pomeriggio quando finisce di lavorare…

alla sera quando forse è a casa o chissàdove, se gioca al pc, ad ordinare agli eserciti di disporsi per una lunga battaglia, o a tanti piccoli omini di costruire strani villaggi, mi chiedo se mi pensa…

alla notte mi sembra di sentire la sigla di Capitan Harloc. Mi addormento tardi con il libro tra le mani e lui sul cuore…

Non voglio essere melensa, né tanto meno voglio essere una pesante e soffocante glassa… me ne sto qui, ferma, a pensarlo, a sentire a tratti una gelida paura e ad altri una forzuta e spavalda forza che forse dopo questa brutta curva lui tornerà da me…

Solo adesso capisco cosa lui ha provato quando l’ho lasciato. Io il mio nodo l’ho sciolto, lui deve sciogliere il suo. Adesso tutto si mescola diventando qualcosa di strano da bere… e allora esco la sera con qualche amica, bevo qualcosa sperando di darmi pausa, ma lo vedo nei gesti e nei volti degli altri, sento il suo profumo nell’aria, lo sento su di me…

Non mi sento grigia, né tantomeno nera, sono tutti i colori che si mischiano e che diventano rosso intenso, rosso di fuoco. Non mi ero mai descritta così… ma questa sono io…

Fermamente…Elle

Pensato da Elle at 14:50 | 7 Comments »

27 agosto 2007

Il gatto che ha strofinato il suo viso con il mio…

Sono uscita per una lunga passeggiata sotto al sole, in una città dai negozi chiusi e quasi deserta.

Un’aria calda passava tra i miei capelli, me li accarezzava, e a me piace quando mi si accarezzano i capelli.

Sentivo il rumore dei miei passi sui ciottoli della piazza, e quello del mio respiro a tratti irregolare.

Nel cortile di casa ho trovato una gatta pezzata, non mi sono mai piaciuti i gatti pezzati perché preferisco quelli tigrati, ma questa è davvero speciale, mi si è avvicinata e la sua coda s’è fatta spirale sulle mie gambe nude. Mi sono seduta sul gradino del portone di casa e lei era lì con me, si lasciava accarezzare, mi faceva le fusa piantandomi le sue piccole unghie affilate nella carne. Mi si è accoccolata in grembo, e giocava a passarmi la sua lingua ruvida sulle mie mani, e mi ha trasferito per un attimo, tutta la tranquillità di cui sento il bisogno.

Ha strofinato il suo viso con il mio, e mordeva uno di quei bozzoli con dentro Hello Kitty che mi sono “regalata” strada facendo.

Sono rimasta lì con lei, e lei lì con me.

Ho pianto solo per attimo poi, con il dorso della mano, ho fatto scomparire le lacrime dal volto.

Piangere non serve a nulla.

Io e Lui staremo lontani non so per quanto, non so se per qualche mese o se per sempre.

Paura, ansia, inquietudine si mescolano ai pasti, ai sogni, alle docce, alle uscite con qualche amica.

Poi mi calmo, respiro, sento i battiti del cuore prendere un ritmo normale, e chiudo gli occhi.

Penso a quando mi sono persa io, qualche anno fa, alla confusione che avevo, e ai giri che la mia testa ed il mio cuore hanno dovuto fare, per capire gli errori commessi e cosa significa volere una persona per davvero, cercarla ancora, stringerla, abbracciarla, baciarla, farci l’amore, riempire i miei piccoli polmoni di tutto il suo profumo.

Poi mi sono ritrovata ritrovando lui, sono tornata ad essere quello che ero.

Le crisi aiutano a capirsi, a vedersi dentro, a scoprire che la razionalità può poco, e che l’amore è fatto di tanti tasselli che si incasellano perfettamente e che alla fine ti rendono indietro il quadro perfetto di quello che serve per stare bene, essere sereni e felici.

Mi sento forte, e ci sono tante cose di noi che sono marchiate sul cuore, sulla mente, sullo stomaco e sulle mie mani che indelebili non vanno via e che mi nutrono ogni giorno. Per questo non ho voluto che mi accompagnasse a casa, per questo sono uscita dalla sua casa, per questo per un attimo mi sono girata a guardarlo mentre mi guardava dal balcone, per questo ho respirato tutto il suo profumo dalla sua camicia azzurra, per questo ho camminato piano fino a casa con il vento che mi accarezzava i capelli…

perché voglio che il nostro non sia un addio…

Decisamente Elle…

Pensato da Elle at 17:16 | 3 Comments »

24 agosto 2007

Storditamente… e con qualche lacrima…

Quanti colpi ci riserva la vita… non lo sapremo mai.

Cosa si nasconde dietro uno sguardo, un abbraccio, un bacio?

Forse l’amore, l’amicizia o l’affetto?

Come è difficile capirsi, e come lo è fermarsi per chiedersi cosa si vuole da se stessi e dall’altra persona.

È un momento buio in cui si brancola confusi, in cui si è storditi, con uno strano ed insolito senso di calore e freddo nello stesso istante al cuore.

Ma ora gli occhi bruciano, perché gonfi. Qualcuno una volta ha detto che le lacrime servono a lavare via il dolore, ma non ne sono poi così convinta. Oggi non sono riuscita a lavare via nulla, eppure…

La reazione di paura alle parole che scorrevano nella tua casa questa notte, è stata uno strano intorpidimento al cervello con strane botte di calore, contrazioni allo stomaco e gli arti, tutti, molli come pappa sfatta al sole.

C’è chi mi dice che ho un carattere forte, ed io adesso mi sento solo fatta di terriccio argilloso pronto a franare in ogni dove.

Quello che mi dice il cuore di te mi tiene in piedi e vorrei che questo momento passasse e che il tuo di cuore ti sussurrasse quello che voglio sentirmi dire, che mi ami per davvero.

L’amore ha tante forme, l’ho capito con il tempo, con tutti gli errori che ho compiuto, l’ho capito allontanandomi da te, facendo un enorme giro, strizzando il cuore come uno straccio, e alla fine mi sono posata accanto a te consapevole di quello che volevo per davvero. È questo quello che ti ho consigliato di fare, ti lascerò lo spazio per pensare, ma ci sarò perché non sono pronta a lasciare nulla di tutto quello che ho.

A tratti mi faccio forza e poi subito dopo crollo inerme, è come se aspettassi un verdetto in cui la mia volontà di volerti ancora accanto vale poco.

Ma io non so essere diversa dimostro l’amore, l’ansia e l’angoscia. Ho dimostrato a me stessa che le crisi servono a crescere e che devono essere risolte per andare avanti, e che essere irrisolti e buttare la testa da un’altra parte non aiuterà nessuno.

Faccio un respiro lungo, perché ho notato che quando si gonfiano tutti i polmoni si raggiunge un picco dove l’ansia e la morsa allo stomaco non si sentono più…almeno per un po’

Scombussolatamente… Elle

Pensato da Elle at 18:22 | 6 Comments »

5 agosto 2007

Image – Jean Duprez

Festa patronale, giostra della Quintana, a tavola mamma propone un menu infinito. Il fegato si ribella e chiede pietà, bevo tè per depurarmi, ma qui per riportare la situazione a livelli accettabili dovrei mangiare pane ed acqua per una settimana, forse più acqua che pane.

E’ bella la mia città in questi giorni, si respira aria di festa e le bandiere dei sestieri colorano le facciate in travertino dei palazzi antichi.

Potrei dire che il relax è alle stelle, che la sera si va in qualche locale della riviera o a qualche festa in spiaggia, che staziono quasi sempre sotto al sole immersa nella lettura dei mille libri che hanno viaggiato con me. Ho rivisto un po’ di facce amiche e mi gusto il meritato riposo, con l’occhio che però guarda già a settembre, perché io non sono capace di staccarmi dalla mia vita mai del tutto, pensandoci di continuo.

Ho un pacco di bollette da pagare, libri di studio da iniziare, un tirocinio da scegliere, ma rimando, e rimanderò ancora per un un po’ fino a quando non rimetterò piede a Bologna.

Ancora un po’ di mare, un matrimonio torrido da evitare, sagre a cui andare per mangiare spiedini di castrato e paste asciutte lavorate a mano… mi dico che c’è tempo per tutte queste cose, mi tranquillizzo sedando l’ansia che alle volte si agita in me, mi rendo conto che è stare con le mani in mano che mi rovina e che mi agita… ma sono una testa dura, mi godo questi attimi di riposo per caricarmi che quest’anno di energie ne spenderò molte… e voi come state?

Spensieratamente in vacanza ma non troppo…Elle!

Pensato da Elle at 20:37 | 8 Comments »