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Archivio di luglio 2007

17 luglio 2007

Si parte…

Image – James Dignan

Ho un cerchio alla testa tremendo, causa caldo, causa stanchezza da non sonno! Le valigie sono pronte e vomitano cose da ogni dove, sarà un’impresa salire sull’eurostar, e uscirne indenni… Lascio il caldo bolognese e mi trasferisco per il momento a san benedetto del tronto, e poi chissà magari ci scappa il viaggio dell’ultimo minuto… Il blog verrà aggiornato saltuariamente in base alle cose che avrò da dire e soprattutto dalla voglia che avrò di arrivare al K point più vicino a casa. Cercherò di farlo con un po’ di costanza, lo stesso vale per le mail, se avete comunicazioni scrivetemi che prima o poi controllo tutto e rispondo.

Riposate anche voi, godetevi i vostri giorni liberi… siate sereni, questa è la cosa più importante…

Vi abbraccio tutti, un bacio dal cuore…

Sinceramente …Elle!

Pensato da Elle at 11:44 | 12 Comments »

16 luglio 2007

Breve post…

Prima che il caldo mi uccida del tutto, con 5 ore di sonno sulle spalle, tre delle quali fatte abbracciata ad un coker, scrivo un breve post pre-esame, mai fatto prima d’ora… sintomo questo che del suddetto me ne importa davvero poco. Ho esaurito le energie, fa caldo, non ho avuto il coraggio di asciugare i capelli con il phon, con il risultato che in testa ho un cespuglio riarso e secco…

Ho ripassato fino a notte fonda, poi mi ha fatto compagnia l’Ipod, non avevo sonno, avevo solo caldo, ed io non son capace a dormire con il ventilatore acceso. Non so a che ora ho staccato il mio cervello da questo mondo per collegarlo a quello onirico, so solo che albeggiava quando ho sentito il ticchettio delle sue zampette per le scale e il suo bacio mattutino, forse essermi girata dall’altra parte gli ha fatto capire che poteva dormire lì con me, e così è stato fino alle dieci…

L’altra sera pensavo che alla fine quell’Harry Potter non è che mi abbia esaltato poi molto, insomma i Transformers mi sono piaciuti molto di più, non stavo sulla sedia dall’emozione, ed invece il maghetto è sempre la stessa solfa, il bene contro il male, ’ste bachette che s’agitano al vento, i mille effetti speciali e ancora altri due film da sbambozzarsi per sapere come va a finire ’sta saga alla Dallas. Sedendomi nel cinema più caldo di Bologna, dopo che il mio ragazzo ha fatto il super numero di perdere i biglietti appena acquistati, mi sono detta – ignara - magari questa è l’ultima volta che vedo Harry, ed invece la realtà mi si è palesata davanti, quindi devo aspettare ancora, e dico uffa!

Il treno parte domani dopo pranzo, le valigie sono ancora vuote, devo fare un sacco di cose, e l’unica idea che mi tormenta l’anima è arrivare indenne alla Facoltà di Psicologia, senza perdere pezzi di me con il sudore per strada. Arriverò ed esporrò il mio progetto con le risorse a zero, cercherò di spremermi come un limone per questo ultimo salto, anche se stasera sarò un orrido zombie, e avrò le fattezze di un mocio vecchio di annata, ma ce la devo fare…

Testardamente… Elle!

Pensato da Elle at 12:52 | 3 Comments »

14 luglio 2007

Me… indelebile

Soundtrack – Don’t Stop Me Now – Queen 

Il caldo scioglie ogni cosa. Anche me. Ammorbidisce, fiaccando, le candele. Ti stampa addosso un’aria smostrata, sudaticcia, donandoti un lucido colore. Dovrei studiare, ma il pranzo consumato su per i colli, mi si è fermato sullo stomaco, rimedio con una limonata, sperando che mi rinfreschi, ma non ce la fa ed è tutto inutile. Ho cercato di mettere in ordine un po’ di cose che devo portarmi via martedì, ma so che disferò mille volte la valigia, che non sarò mai soddisfatta e chiuderò casa con il dubbio di aver dimenticato qualcosa di importante qui, per averne la conferma la sera dentro al letto di casa al mare. Qualcuno non molto tempo fa mi ha detto che sono irrisolta, cavolo se aveva ragione, e dentro di me penso che questa condizione non mi abbandonerà mai, rendendomi diversa dalle altre…

La mia vita ora si plasma come argilla sotto le mie mani, fisso il calendario con la consapevolezza che ancora per un anno i miei piedi, come radici, saranno ancora piantate in territorio bolognese. Se fisso più in là il mio sguardo non so in quante e tante altre cose mi trasformerò, un giorno forse sarò un pesce, un altro farfalla e un altro ancora sarò un gatto dal manto scuro che ti fissa con i suoi occhi verdi. O forse sarò una dolce polvere lucente che si poggia piano sulle superfici aspettando che una folata di vento se la porti via, per viaggiare dove non sono arrivata mai. Oggi mi è presa così, ho pensato alle mie mille forme all’alba di questo sabato, quando mi sono tirata fin sotto al naso il lenzuolo di cotone azzurro, e mentre mi imbozzolavo, mi lasciavo cullare dal tepore e dalla luce fioca di un sole appena sveglio…

Ho guardato il soffitto, poi prendendo la mia solita posizione ricordo di aver fissato per un attimo le venature del parquet, e poi è stato buio ancora, e ancora sogni. E poi una lingua calda, delle orecchie pelose, e un manto color caramello mi hanno dato il buongiorno, una salsiccia di nome Indi mi è saltato sul letto, aspettando e chiedendo coccole. Mi è sempre piaciuto avere un animale per casa, e avere qui il cane di Gianc per qualche giorno, mi ricorda di quando ero ragazzina, mi ricordo una casa in campagna, un asky che adoravo e che vegliava i miei sogni, che mi buttava in terra quando eravamo in giro con la bici e mi ricordo una me diversa da fuori, con meno segni sul cuore e sul viso, ma giù nel profondo sempre uguale…

È importante per se stessi aprirsi a tutto ma cercando sempre di difendersi. È importante bagnarsi in tante acque, ma non permettere mai che venga lavato tutto di noi, che il bene e il male vissuti ci rimangano attaccati addosso per sempre, come i nei della pelle, ci ricordano quello che siamo stati, quello che siamo e forse quello che saremo… Mi fisso nello specchio e i tre nei sulla guancia sinistra che dipingono un preciso triangolo equilatero mi danno pace, e sono da sempre lì, come le ferite, le gioie, le lacrime, come me stessa… indelebile…

Veramente e in compagnia di un essere pelosetto… Elle!

Pensato da Elle at 17:40 | 2 Comments »

11 luglio 2007

I post-it mi salvano la vita…

post_it.jpg

Le cose si ammassano, si moltiplicano, diventano tante. Il tempo invece decresce proporzionalmente con la loro crescita. Scherzi del destino? No, lquesta è a mia vita. Martedì la partenza, lunedì l’esame, forse sarò l’unico orale in mezzo a tanti iscritti, ho conquistato il posto numero 32 e in cuor mio spero di non dover aspettare così tanto, perché i prof di psicologia parlano tanto agli esami, ed io non ho tanta voglia di rimanere seduta nei corridoi gialli e rossi del dipartimento di psicologia. Al mio passaggio per la casa dissemino i miei post-it colorati salva memoria e mano a mano che assolvo i miei doveri ne faccio piccole palline cercando poi di far canestro con il cestino della carta dello studio: elle ha una pessima mira.

L’occhio dell’amato sembra essere stato truccato con dell’eyeliner viola e del buon ombretto verdastro, quando lo guardo mi si stringe lo stomaco, mi si para davanti la scena e compare sull’insegna del locale un’enorme croce rossa: il crocione. Il crocione per me è il punto più basso che un locale possa beccarsi dalla sottoscritta, e quel che ci è successo lì, purtroppo glielo ha fatto guadagnare. In questi giorni so di dover organizzare bene la mia imminente partenza in treno: una valigia, un pc, il decoder e tanta tanta voglia di cazzeggiare in spiaggia e nei locali all’aperto di San Benedetto. Ma prima di abbandonarmi ai sogni vacanzieri e recuperare il sonno che in queste notti va più che viene, ho deciso che devo avvantaggiarmi un po’ di cose per l’esame di settembre visto che potrebbe essere quello della tesi e visto che non ho la minima intenzione di mettermi tra un mese sui libri. Mi sono creata così una precisa tabella di marcia organizzata in ogni sua parte – precisina elle – solo che ci sono eventi esterni che disturbano questo mio percorso come: stirare Himalaya di panni che se no al mio ritorno potrei ritrovare come mummie, conti di bollette millenarie da sezionare in parti infinitesimali grazie alle proporzioni strabiche di un cugino taccagno, e soprattutto richieste improponibili di muovermi nel fine settimana.

Io sono una ragazza strana: se mi programmo di fare una cosa quella deve essere fatta in quel modo, e ogni imprevisto, ogni ostacolo, è come un piede che pista di continuo su di un formicaio: le formiche si incazzano e impazziscono perché qualcuno sta distruggendo il loro lavoro. Io sono tale e quale a una formica, quando studio sono io a decidere le mie pause, sono io  a decidere quando e come studiare. A volte mi gira di studiare di notte, quando tutti dormono e non vola una mosca – solo zanzare – alle altre in tarda mattinata, altre volte ancora posso fare tutta una tirata ed uscire poco prima di cena. La cosa che mi scoccia è ricevere pressioni dal di fuori, come se a me studiare con ’sto caldo mi facesse piacere, ma per chi studia lo studio è come il lavoro per chi lavora, e alle altre volte è pure peggio, perché avendocelo in casa non hai tanta via di scampo, e il venerdì non posso chiudere i miei libri se il lunedì ho l’esame, come invece fa chi sta in un ufficio e ha tutto il fine settimana per sbrigarsi le proprie cose. Sono per la libertà di scelta, non dico mai agli altri cosa devono o non devono fare, e come gestire il proprio tempo, soprattutto quando so che ci sono degli obiettivi da raggiungere e sgarrare sarebbe un peso enorme. Mi dispiace non andare al compleanno di una mia amica questo fine settimana, ma mi rompe che non venga preso in considerazione che io per dare questo esame mi stia facendo due palle enormi e mi rompe ancora di più che i miei impegni vengano spesso ridotti di importanza, cosa che io con quelli degli altri non faccio mai, per rispetto. Lo so che in tante cose sono quadrata ma su tutto questo non transigo, e adesso vado che ho sgarrato di mezz’ora la mia tabella di marcia…

Precisamente …Elle!

Pensato da Elle at 10:48 | 8 Comments »

9 luglio 2007

Una Wonder-elle, che s’è morta di paura…

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Image – Shaneglines

I tempi si allungano e facciamo cena tardi, del resto quel roastbeef sembra fatto di amianto: non si cuoce mai. Si fanno le 24 e propongo di uscire, Pulce e Gianc ci tirano il pacco, rimaniamo io, la mia metà, il suo scooterone e due caschi. Chiamo le mie amiche decidiamo di raggiungerle: destinazione Ca’ de Mandorli, è tanto che volevo andarci, quindi perché no? Il posto è in culonia, come dico io, oltre Idice, un po’ fuori Bologna, è carino si entra gratuitamente e se vuoi consumi. Dopo diversi giri trovo i miei pezzi e ci sediamo al loro tavolo, c’è tranquillità, una piacevole fresca arietta. Dopo un po’ dietro al nostro tavolo si siedono dei ragazzi, iniziano a parlare a volce alta, sono visibilmente ubriachi. Uno ce l’ha con me, mi ripete che “è tutta colpa mia“, io, che non gli ho fatto nulla, tant’è che sono di spalle, non lo filo e continuo a parlare con le mie due amiche e il mio ragazzo. Mi faccio un giro nel locale, mi prendo da bere e torno al tavolo.

Parlo ancora con le mie amiche, di vacanze, di lavoro loro, di studi io… poi il tipo si alza e si mette a gironzolare intorno al nostro tavolo, mi guarda mi si avvicina, mi punta il dito contro e mi biascica alzando la voce: “È tutta colpa tuaaaaaa!”, lo fisso stizzita, ne ho abbastanza, non gli rispondo, mi alzo in piedi di botta e mi giro verso chi sta con me, chiedendo se possiamo cambiare tavolo. Le mie amiche si alzano, l’unico che rimane seduto con il suo aplomb inglese è il mio ragazzo, che vivendo in un mondo tutto suo, mi e gli chiede insistentemente cosa vuole quello da me… insisto innervosita, anche perché io di stare a sentire un ventenne ubriaco perso che ha deciso di rompere le palle gratuitamente non ne ho affatto voglia. L’ubriacone cazzone, visto che con me non attacca, si rivolge al  mio ragazzo e insiste continuando a dire che qualsiasi cosa accada è sempre colpa mia… e gli si appiccica con la faccia a parlargli addosso… Capisco che l’aria non si è fatta buona e inizio a tirare il mio ragazzo per il braccio dicendogli di andarcene, le persone degli altri tavoli guardano la scena attoniti…

Il mio ragazzo gli chiede di andarsene e di non parlargli così vicino che lo sta sputacchiando tutto, io vorrei ucciderli entrambi, uno perché rompe il cavolo da quando si è seduto dietro di noi e l’altro perché era curioso di sapere perché ce quello l’avesse così con me. Finalmente il mio ragazzo si alza, lo tiriamo per andare via, finalmente penso dentro di me, ma quello lo prende e gli dà un pugno sugli occhiali, che volano tra i pini. Il mio ragazzo senza occhiali non vede una cippa, e per difendersi gli tira la prima cosa che trova una bottiglietta, che non so dove sia finita. Le mie amiche scappano ed io rimango con la borsetta e la corona nella mano sinistra con i piedi incollati a terra.  È stato un momento quando mi sono accorta che quel teppista era tutto intenzionato a tirare una sedia al mio ragazzo che era attorniato da un paio di persone che li avevano divisi, non ho esitato un attimo e senza pensarci due volte gli sono piombata addosso e l’ho tirato per la maglietta, con tutta la forza che avevo, per fortuna non era né tanto alto e nemmeno ben piazzato, ho tirato con la rabbia che avevo sperando che non si girasse e che non regalasse un pugno anche a me. Quel momento è durato troppo, ho pensato le cose peggiori, lo tiravo e cercavo di vedere dove e come stesse il mio ragazzo, sentivo solo che le mie amiche mi chiamavano, ma io sembravo un pittbull con la sua preda: io il mio uomo da solo non lo lascio. Poi sento straaaaap, la maglietta è fottuta, e fortunatamente arrivano due omoni vestiti di nero e con auricolare nell’orecchio. Il mio cuore è a tremila, vado da lui che mi chiede di trovare gli occhiali, gli animi si scaldano e gli amici del farabutto cercano di farlo allontanare, parlo con il buttafuori e gli indico lo stronzo, quello, con la sua maglietta sbrindellata arriva si spiaccica su un buttafuori e tira un calcio al mio ragazzo. Mi incazzo e dico ai tipi di far qualcosa. Recuperiamo gli occhiali, una lente è persa, una è vetro ramificato, sembra che ci sia sopra una ragnatela. Arrivano gli amici del teppista e mentre siamo lì a quantizzare i danni, il mio ragazzo ha uno zigomo rosso, arriva uno e gli dà uno schiaffo, qualcuno intorno si incazza, prendo un buttafuori e ci facciamo accompagnare all’uscita.

Fuori parlo con i tipi, capiscono che siamo gente tranquilla, e stupidamente non penso che forse potrei chiedere l’identità di quel cretino che ci ha attaccato senza motivo, che ha rotto gli occhiali al mio ragazzo e che si meriterebbe una bella denucia. La cosa più grave è che ora siamo a piedi a Idice a 7 chilometri da casa mia, con uno scooterone che pesa duecento chili che io non so guidare, e con uno mezzo cecato che non può riportarci entrambi a casa. Per fortuna Conc ha la macchina, ci accompagna lei, io sono il cane lupo e il bastone bianco del mio ragazzo, mentre siamo per strada chiamo mia sorella che muore di paura già sentendo gli squilli del telefono di casa, per fortuna c’è Gianc con lei, ci aspettano per riaccompagnarci lì per riprendere lo scooter. Lui si mette le lentine, e constatiamo che gli occhiali sono da buttare e che il suo zigomo è rosso e gonfio. Arriviamo lì, fortunatamente non c’è nessuno, lui riprende il motorino e ci rivediamo sotto casa. Sale a casa, ha preso un brutto pugno, una palletta di pasta frolla congelata cerca di alleviare il tutto. Il mio cuore batte ancora, le gambe mi tremano, ho stretto per tutto il tempo quella Corona senza lasciarla mai con due sorsi appena bevuti, la mollo sul tavolo, fisso le bolle e il limone che galleggia. Lo stomaco si stringe annodandosi. Abbraccio lui e lo rimprovero, perché con certa gente non ci si deve nemmeno parlare, lo abbraccio più forte perché ho avuto paura, perché poteva andare peggio, perché alla fine quello era per fortuna solo un coglioncello. Lui va a casa sua, io mi faccio una tisana per dormire, alle 5.30 albeggiava ed io ero nel letto a fissare il vuoto con l’immagine di me che tiravo con tutte le mie forze quell’orrida maglietta…

Forzutamente irresponsabile, ma per una giusta causa… Elle!

Pensato da Elle at 08:24 | 10 Comments »

6 luglio 2007

Che patente…!

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Image – Guillaume Decaux

Questione rinnovo patente…

Forse me la sbrigo con settantacinque euro, puliti puliti. Loro pensano ai bollettini, alla marca da bollo e alla veloce, spicciativa e distratta pseudo visita del dottore, e alla fine mi rilasciano un foglietto ed io mi terrò ancora per ben dieci anni quell’orrido foglio rosa dove occhieggia un mio quanto mai pallido e rubicondo viso. Orrenda, irriconoscibile, in quel lupetto nero che prende a schiaffi il pallore grigio topo del mio volto di allora. Avevo i capelli corti, qualcosa sulle labbra di troppo scuro ed una riga di eyeliner che adesso non mi farei nemmeno sotto tortura, o meglio, cercherei di dosare un po’ meglio il colore. Ad occhio e croce  lì pesavo intorno ai 46/47 chili abbondanti, poi nel tempo il viso si è sfinato ed ho imparato ad armeggiare con i trucchi, ma quella cacchio di patente non c’è verso di cambiarla, anche se ci sarebbero delle vie d’uscita come…

Via d’uscita 1

Elle corre in questura e dice di aver smarrito la patente, segue denuncia, foglietto e nuova patente, penso quella in card comoda comoda e con foto piccola piccola… ma Elle non ha voglia di campeggiare con questo caldo in questura a firmare fogli e farsi dare della rincoglionita… quindi…

Via d’uscita 2

Elle fa espressamente richiesta della patente in card e tira fuori 150 eurazzi, tace, e nel portafoglio finalmente ha la nuova patente, così al prossimo fermo il caramba di turno non le chiederà anche la carta di identità… ma sti cazzi se costa e non doveva diventare la patente di guida dei cittadini europei? Quindi…

Via d’uscita 3

Taccio, e metto in pratica quanto segue: si fa l’estratto conto, sudando freddo, si pensa che tra meno di 24 h arrivano i saldi, manco fosse Babbo Natale, entri in una scuola guida e prenoti per 75 euro il pacco urrà comprensivo di bollettini, visita e marca da bollo… ed obtorto collo aspetterò che mi arrivi a casa la pecetta rosa che prolungherà la vita di quell’oscena testimonianza della mia gioventù ormai bruciata…

E dire che ho preso la patente nel novantasette cribbio sono passati già dieci anni… sob

Irriconoscibilmente… Elle

Pensato da Elle at 22:12 | 6 Comments »

4 luglio 2007

Il mio nuovo bagno

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  Image – Kerrie Hess

È come se avessi iniziato a mangiare una fetta del mio dolce preferito e qualcuno, al secondo morso, me l’avesse tolta dalle mani. Questa è la sensazione che si prova dopo aver fatto un giorno e mezzo di mare. Mi manca la sabbia sotto ai piedi, l’odore della crema e il fresco dell’acqua fino alle cosce. Mi manca chiudere gli occhi e ascoltare le mille domande che mia mamma mi pone a raffica, mentre sono spiaggiata inerme sul lettino, e lei parla, parla, parla, e chiede, chiede, chiede… io rispondo quasi a monosillabi cercando di farmi intendere, sperando che lo iodio aiuti la mia sinusite cronica, visto che ho scoperto che respiro solo di mattina e mai di sera. Non tutte le ciambelle riescono con il buco.

Ho incontrato il mio vecchio vicino di ombrellone, che tristemente mi ha annuciato che soffre la nostra mancanza, la cosa mi riempie di tristezza. Ma al mio nuovo bagno mi trovo bene, è come dire: intimo. Se quello di prima poteva vantare due enormi ventagli di ombrelloni in prima fila, ora mi basta fare una decina scarsa di passi lunghi lunghi per coprire la sua intera superficie. Ma qui non ti chiudono in testa l’ombrellone alle 18, non ti cacciano dai tavoli per apparecchiare per il pranzo, ti dicono grazie e soprattutto per ogni cosa che acquisti indietro ti danno una cosa che si chiama scontrino, merce molto rara nel bagno degli anni passati.

Dal mio terrazzo mi basta spostare di poco lo sguardo verso sinistra, verso gli ombrelloni azzuri, che vedo tutta la mia nuova spiaggia. Abilmente ho evitato saluti scomodi con vecchi personaggi, perché troppa era la voglia di riposarmi e rilassarmi, anche se, con sommo dispiacere, vengo informata che tutti i parcheggi sono a pagamento, e mi odio perché non ho un motorino. Alla fine sono stata bene, ho mangiato pesce, e sono rimasta a bocca aperta nel pagare un pranzetto di pesce con Pulce, solo 13 euro, ché qui a Bologna con la stessa cifra ci faccio un aperitivo. Mi sono tenuta alla larga da feste e festini ed ho rivisto con piacere amiche di vecchia data che quasi non ricordavano più il mio volto. Il matrimonio del 15 agosto è cosa certa e confermata, era sul tavolo dell’ingresso la partecipazione color crema, con tanto di invito al ristorante, penso di aver alzato gli occhi al cielo, ma senza ansia mi son detta che se ci vado non mi preoccuperò di nulla, sono piena di abiti elegati messi una volta sola, colleziono borse e scarpe di tutti i tipi, quello che mi manca è solo una dose extra di pazienza, per passare una giornata intera ad un matrimonio dove non conosco nessuno.

Adesso mi ritrovo a lottare con due bollette del gas di due diversi gestori, con letture sbagliate e soprattutto mai raggiunte. La mia giornata è iniziata alle 7.45, queste saranno le ultime due settimane di supplizio, poi per me saranno grandi boccate di riposo.

Lentiginosamente… Elle

Pensato da Elle at 08:37 | 8 Comments »