31 marzo 2007
Cosmoprof: docenze da una galassia parallela…
La cosmoprof è una delle fiere in cui riuscirei a spendere più soldi. Cerchietti, fermagli, collane, gingilli di tutti i tipi, piastre, phon, trucchi, insomma cazzate! E’ un mondo surreale, specchio di una società che in casa ha specchi di legno e dal gusto atroce, dall’educazione abbandonata, e dai modi poco civili. Ti chiamano, ti tirano, ti prendono per un manichino, ti toccano i capelli per vedere se tu le extension le hai su: non metteri quei capelli morti in testa manco se mi pagassero oro, le vendo cosa ancor più diversa. Succede che lo stand è troppo grande e noi troppo pochi, che io passo quasi tutta la mattina a stampare prezzi con la macchinina (e mi sono divertita tanto a giocarci) ad attaccarmeli sul braccio – per poi scoprire di essere allergica pure alla colla – e a rimanere in bilico su una scaletta per attaccarli. Succede che raccattano una ragazza cacciata da uno stand accanto – per poca voglia di fare – lei arriva, minigonna che corta è dire poco, stivalone al ginocchio, trucco iper pesante, si va a cambiare e per l’occasione sfoggia un jeans bianco – che a fine giornata è risultato essere nero come la pece – cercano di spiegarle quel che c’è da sapere e il tocano le dedica anima e corpo. Ma la ragazza è un po’ citrulla, o per lo meno a fare la bella statuina e non la tuttofare dietro a un bancone, fa qualche domanda senza senso, io faccio la gnorri e continuo a prezzare. Il toscano mi si avvicina e con un’aria da cane bastonato – fa così o quando deve chiedermi dei favori, o quando devo trattare con qualcuno in francese – e mi dice: “Gli fai te la formazione, te la tieni accanto, gli insegni bene quel che c’è da sapere?”, ho visto la mia vita da fuori, e mi chiedo perché mi ammazzo quattro giorni (più uno di allestimento stand) per poco più di trecento euro… non lo so non me lo chiedete… per una volta nella mia vita sono riuscita a guardare un uomo fatto e finito dall’alto al basso – mitica scaletta – e gli ho detto questo: “Quell’imbranata prende lo stesso che prendo io?”… lui si perde tra le parole giustizia, uguaglianza, correttezza, insomma menate - infierisco perché mi piace infierire: “Bhè sembrerebbe che io non sia uguale a lei, e non è giusto che prenda come me, e poi adesso devo prezzare”… e ciccia. Stronza sono e stronza rimango!
Ho finito di prezzare, ho interpretato l’ordine di un francese rincoglionito, ho parlato troppo come al solito, ho venduto un sacco di cose. Domani nella battaglia mi porto pure la sorella, che mi odierà ancora di più. Dopo cena l’ho formata a dovere, lei era in apprensione, ma domani si renderà conto che lì è solo un mondo parallelo pieno di matti, e di uomini bavosi, come il pelato che ci ha chiesto come fare per potersele mettere, attack semplice no? Adesso, dopo una cena veloce ed una doccia rigenerante, sento la stanchezza banchettare con tutti i miei muscoli doloranti. Mi aspetta il divano, finalmente c’è silenzio, lui se ne è tornato a casa nelle marche, io partirò giovedì in macchina con l’amica Isa, per stare qualche giorno a casa, rivedere qualche amico, e mangiare cose buone a dismisura e che mi venissero pure i brufoli, chissenefrega!
Tocchettosamente… Elle!
Pensato da Elle at 21:58 | 153 Comments »


