30 settembre 2006
Deliri: Rita Levi Montalcini è mia nonna!
E’ proprio quando la casa sonnecchia, addormentata in un silenzio sordo e dolce, che riesco a dare il meglio di me. Una tazzina di caffè nero ed un croissant rigorosamente al cioccolato mi fanno da colazione, anche se l’aspetto in generale è ancora un po’ assonnato e dormiente. Ho fatto strani sogni poco prima del risveglio. Ho sognato che Rita Levi Montalcini era mia nonna e che era seduta sul mio letto intenta a spiegarmi qualcosa, che ovviamente la sottoscritta non capiva. Nello stesso tempo ho sognato che la mia sveglia era impazzita del tutto e sceglieva lei non solo a che ora suonare, ma a che ora buttarmi giù dal letto, senza poter opporre affatto resistenza. Ho sognato che l’esame si avvicinava sempre di più, ed io ero nella merda – ops no ’spe quello non è mica un sogno, quella è la realtà – ho sognato che all’appello del 5 non si presenterà quasi nessuno, ed io ho già una vanga per scavarmi una fossa per starci comoda comoda un po’ di tempo.
Poi i sogni son finiti, la voglia di caffeina e una fame da lupi hanno preso il sopravvento sulla mia voglia di dormire, e così io, l’ansia per l’esame, e le mie ciabattine rosa siamo scese al piano di sotto. Non un rumore, solo un po’ di aria fresca che passa dalle finestre, tutto dorme, e dorme ancora anche Bologna. A gambe incrociate cerco di dare ordine alle cose da fare, mentre sbocconcello quel piccolo cornetto cioccolatoso, e per la gioia del mio palato, rinasco dimenticando per un attimo la mancanza di tempo per studiare. Tu sei partito, e non so perché, tutte le volte che te ne vai, io mi sento sempre così sola, e mi annoio anche un po’, ho deciso voglio un gatto. Non mi importa se mia madre urlerà, non mi importa se dovrò cambiargli la lettiera, non mi importa se mi si ficcherà nei cassetti facendo diventare una pelliccia i miei maglioni di lana, lo voglio e lo desidero.
L’aria è fresca per davvero, e così indosso una felpa sopra al mio pigiama, dove leste pecorelle saltellano – almeno loro – e mi accorgo che delle zanzare, recidive anche al fresco di questi giorni – hanno deciso che pasteggeranno con la mia carne fin troppo magra. Ne ho uccise un paio, ma non sento il senso di colpa per aver fatto fuori un esserino, insomma per intenderci, non mi sento come quando si cerca di far uscire una coccinella o una farfalla dalla propria casa e non gli si fa fare una bella fine! Il peso della cultura mi chiama, la piattaforma dell’università è deserta, cosa questa non bella, penso che all’orale ci saranno ulteriori ammutinati, e non è una cosa buona. Io spero solo che la prof quel giorno non abbia fame di carne fresca e che aprendo il mio libretto veda che lunedì scorso questo po po’ di ragazza s’è fatta un altro esame!
Secchionescamente ogni giorno un po’ di più: Elle!
Pensato da Elle at 09:14 | 139 Comments »


