31 marzo 2006
… un odore di tranquillità :)
Non è nè troppo tardi nè troppo presto, tra poco sarà sabato, e adesso è ancora venerdì. Un venerdì che mi ha visto in giro fin dalla mattina, ho lottato prima con la sveglia che gracchiava, poi mi sono girata dall’altra parte, poi ho connesso che era giorno fatto e che mi sarei dovuta alzare già da un pò. E così ho fatto tutto a velocità della luce, colazione, vestizione, trucco e con il fedele poncho lillà, sono uscita sotto quel bellissimo sole… con Pulce abbiamo fatto il giro del centro. In Sala Borsa ho allungato ancora di più la lista dei libri da comprare, e sono davvero troppi, tante storie, e poi di nuovo sotto al sole, poca voglia di tornare a casa per far pranzo e quindi ci siamo fermate in una gastronomia che fa tavola calda e abbiamo riempito le panze a dovere, poi pesanti come se avessimo mangiato piombo non potevamo non farci un giro al Coin, e poi stramazzanti siamo tornate a casa.
Il mio amico Giacomo non ce l’ha fatta a convincermi a dare lo stesso l’esame martedì, lui invece tenterà, è anche vero che lui ha letto 2 libri su tre ed io uno e 70 pagine di un altro che penso proprio non bastino a farmi passare degnamente un esame, e così ho gettato la spugna vedendomi decisa a mettermi su quello di fine aprile e su quello dei primi di maggio. Io invece ho convinto Giacomo a venire a prendere un aperitivo con i miei amici, e lì insieme ad un aperol soda ho ingurgitato cibo… poi non contenti è arrivata la proposta di andare a mangiare al Roadhouse… io ho tentennato, lo stomaco mi gridava che non aveva più fame, ma la voglia di stare con i miei amici, la voglia di godermi Anna che è ritornata mi ha fatto dire “sì, perchè no”… e quindi sono stata catapultata in questo posto vicino al quartiere fieristico, il regno della bistecca, dove un cuoco è in una teca di vetro e cuoce chilate di carne senza respiro e con guance simili a entrecote, dove fiumi di Bud scorrono, e soprattutto dove i camerieri ti stanno con il fiato sul collo… E’ tutto un fagiolo, una salsa messicana con i tacos, e soprattutto viaggiano dei gran secchielli di latta con gli arachidi – dannossisimi – mi sono limitata al filetto più piccolo che potesse esserci, e il mio stomaco adesso ha un tappo tremendo, sono golosa e non conosco la parola fine…
E adesso apprendo che questo fine settimana sarò sola soletta, qui vanno via tutti, ed io mi godrò questa casa, il silenzio, il riposo, i miei pensieri, i miei portici a passeggio, dormirò e non sarò sola, farò colazione e non sarò sola, mangerò qualcosa – se digerisco tutto quello che ho ingurgitato oggi – e non sarò sola… Un pò di quiete, arriva dopo la tempesta, ma non è quel silenzio assordante che dà fastidio che ti ronza nella testa, è quella pace dolce che ti rilassa, che piega verso l’alto gli angoli della bocca e che disegna un sorriso sul volto…
Tranquillamente Elle!
Pensato da Elle at 22:42 | 285 Comments »
E’ timido il sole che sta sopra le nuvole grigie di Bologna, ci passa attraverso facendosi strada, ma l’aria che si respira è freddina. La finestra è aperta, sposta la tenda, e lascia intravedere una vita fuori, le macchine passano, le luci si accendono, le persone camminano. Le coperte sono appallottolate in una massa che fa tanto arcobaleno, sono tanti i colori, ed io vorrei che splendessero un pò di più.
Mi stendo sui libri, la gengiva batte ed è gonfia, è rossa come queste parole. Scrivo, leggo, studio, rispondo al telefono, mi tuffo tra i colori degli evidenziatori giallo e azzurro, sento il rumore che fa al passaggio sulla carta, fa come una scia, e ne sento il profumo. Con l’inchiosto blu scrivo su quadretti da dieci millimetri, perchè odio le righe e mi stanno antipatici i quadretti normali. E scrivo sinteticamente i punti principali delle pagine che leggo, che giro, e che vanno via. Studio le Strategie della comunicazione multimediale, le lezioni sono finite, i libri sono impilati. Mi sono iscritta agli esami. Prendo un bel respiro e vado in apnea.


