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Archivio di marzo 2006

31 marzo 2006

… un odore di tranquillità :)

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Non è nè troppo tardi nè troppo presto, tra poco sarà sabato, e adesso è ancora venerdì. Un venerdì che mi ha visto in giro fin dalla mattina, ho lottato prima con la sveglia che gracchiava, poi mi sono girata dall’altra parte, poi ho connesso che era giorno fatto e che mi sarei dovuta alzare già da un pò. E così ho fatto tutto a velocità della luce, colazione, vestizione, trucco e con il fedele poncho lillà, sono uscita sotto quel bellissimo sole… con Pulce abbiamo fatto il giro del centro. In Sala Borsa ho allungato ancora di più la lista dei libri da comprare, e sono davvero troppi, tante storie, e poi di nuovo sotto al sole, poca voglia di tornare a casa per far pranzo e quindi ci siamo fermate in una gastronomia che fa tavola calda e abbiamo riempito le panze a dovere, poi pesanti come se avessimo mangiato piombo non potevamo non farci un giro al Coin, e poi stramazzanti siamo tornate a casa.

Il mio amico Giacomo non ce l’ha fatta a convincermi a dare lo stesso l’esame martedì, lui invece tenterà, è anche vero che lui ha letto 2 libri su tre ed io uno e 70 pagine di un altro che penso proprio non bastino a farmi passare degnamente un esame, e così ho gettato la spugna vedendomi decisa a mettermi su quello di fine aprile e su quello dei primi di maggio. Io invece ho convinto Giacomo a venire a prendere un aperitivo con i miei amici, e lì insieme ad un aperol soda ho ingurgitato cibo… poi non contenti è arrivata la proposta di andare a mangiare al Roadhouse… io ho tentennato, lo stomaco mi gridava che non aveva più fame, ma la voglia di stare con i miei amici, la voglia di godermi Anna che è ritornata mi ha fatto dire “sì, perchè no”… e quindi sono stata catapultata in questo posto vicino al quartiere fieristico, il regno della bistecca, dove un cuoco è in una teca di vetro e cuoce chilate di carne senza respiro e con guance simili a entrecote, dove fiumi di Bud scorrono, e soprattutto dove i camerieri ti stanno con il fiato sul collo… E’ tutto un fagiolo, una salsa messicana con i tacos, e soprattutto viaggiano dei gran secchielli di latta con gli arachidi – dannossisimi – mi sono limitata al filetto più piccolo che potesse esserci, e il mio stomaco adesso ha un tappo tremendo, sono golosa e non conosco la parola fine…

E adesso apprendo che questo fine settimana sarò sola soletta, qui vanno via tutti, ed io mi godrò questa casa, il silenzio, il riposo, i miei pensieri, i miei portici a passeggio, dormirò e non sarò sola, farò colazione e non sarò sola, mangerò qualcosa – se digerisco tutto quello che ho ingurgitato oggi – e non sarò sola… Un pò di quiete, arriva dopo la tempesta, ma non è quel silenzio assordante che dà fastidio che ti ronza nella testa, è quella pace dolce che ti rilassa, che piega verso l’alto gli angoli della bocca e che disegna un sorriso sul volto…

Tranquillamente Elle!

 

Pensato da Elle at 22:42 | 285 Comments »

30 marzo 2006

Buone… nuove!

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Giorni strani, giorni pieni, giorni di passeggiate e di sole, giorni di aria aperta e di tafferugli, giorni di pace, giorni in cui puoi vivere la tua casa senza ingombranti ed elefantiache presenze. Mangi, leggi, studi – davvero poco – sei costretta a riguardare la tua tabella di marcia, l’esame del 4 sfugge e slitta a data da destinarsi, sicuramente nel mese estivo. Mi rendo conto che mi manca ancora troppo alla fine del programma e non riuscirei a preparare un orale degno. Dai un occhio al calendario ne hai un altro a fine aprile ed un dossier da preparare per i primi di maggio, allora ti attrezzi a cercare il materiale, crei cartelle e scarichi documenti, mangi un pò della crostata con ricotta e gocciole che hai fatto ieri sera… e respiri quest’aria, tutto cambia… tutto, tutto davvero.

E ci sono buone-nuove… Anna torna, si ritrasferisce a Bologna, ha trovato finalmente lavoro e cambia la tua vita di nuovo e tu sei davvero felice, ritorneranno le serate insieme, le passeggiate, i giorni ai giardini, perchè tutto cambia, ma a volte torna così come è stato… e sorridi vedendo il poster di Colazione da Tiffany, che adori, che lui ti ha regalato, l’ha fatto arrivare dall’America e tu gli hai subito trovato spazio sulla parete sopra al letto, ti piace, ti piace davvero. Arrivano mail per te, c’è chi ti dice come va la sua vita oltre l’oceano dove tutti hanno gli occhi a mandorla, sorridi anche se hai nostalgia; c’è chi ti chiede come va la tua vita adesso, c’è chi ti dice come è la sua vita adesso e tu rimani basita leggendo una realtà che tu non avevi mai visto.Rifletti quanto sia facile interpretare le situazioni con i propri occhi, e come lo sia ancora di più fermarsi allo strato superficiale delle cose, e capire dopo tanto, che forse la realtà non è quella che noi abbiamo toccato con mano, perchè in effetti quella vera non l’abbiamo toccata mai… Leggo le sue parole e ne escono gocce di una nuova realtà, rileggo perchè non credo, rileggo per sincerarmi, provo rabbia ed empaticamente la sento vicina, ma tutto passa, tutto cambia, almeno così dicono.

Mi chiamano per lavorare al Cosmoprof 2006, segno le date sul calendario e ne sono felice, qualche soldo in più non guasta mai, scorro con gli occhi in un balzo è Pasqua, vacanze finalmente… Quante cose vuoi fare Elle, eh? Quante, 10 – 100 – 1000… quante ancora? Perché non riesci a star ferma, perché sei esagitata, perché ti carichi di sole e non stai mai un attimo buona? Perché parli nel sogno? Perché ti senti sempre così irrequieta? Perché ti sembra di vivere sopra un tapis roulant… e tu corri a passi svelti, perché non vuoi perdere tempo – anche se ami crogiolarti tra le tue cose - perché cerchi di respiare tutto quello che di buono adesso c’è… perché le buone-nuove ti piacciono, ti danno la forza per dire che tutto cambia, prima o poi tutto cambia…

Perennemente Elle!

Pensato da Elle at 14:59 | 7 Comments »

27 marzo 2006

Come i riflessi di un cristallo al sole!

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Con un cristallo tra le mani vai verso una fonte di luce e fissa quel che ne viene fuori, li puoi vedere sia al suo interno che su un muro, li vedi? Sono i colori di un arcobaleno, fissali finchè puoi, fissali fino a far scomparire il grigiore, fissali per far spazio finalmente al colore

Listening to: Mysteries - Beth Gibbons

E’ lunedì, e come ogni lunedì che si rispetti riparti dall’ultimo gradino, e prosegui fino alla cima della settimana che finisce in un altro tranquillo e rilassante fine settimana… C’è il sole, lui è lì, tronfio, sopra ai palazzi, sopra le nostre teste. Un suo raggio mi ha dato la sveglia, anche se il passo elefantiaco del cugino mi ha riportato alla realtà troppo presto. Ti giri nel piumone e sosti ancora un pò, e sei felice di non aver nessun brivido di freddo quando il tuo piccolo piede da cenerentola esce dalle coperte, e sorridi.

Sei tranquilla, perchè forse questa sarà un settimana tranquilla, tu e Pulce sarete sole, e sorridi sfoderando tutta la dentatura possibile e immaginabile. Sorseggi il tuo cappuccino, indossi una felpa bianca, e adori sentire sulla pelle il cotone, del resto lui non pizzica come la lana e sei felice… si fe-li-ce. E respiri quest’aria calda di primavera che ti mette di buon umore, ti carica, come le pile nuove mandano avanti le scattanti lancette dell’orologio svedese che scandisce la tua giornata appeso in cucina… tic e tac. Balzi un’ora avanti, ma sei un pò rintronata, il cambio dell’ora ti rincoglionisce, ti scombussola quello che già di scombussolato c’è nel ritmo della tua vita… La spina dello studio l’hai staccata sabato sera, la vedi lì, lo è ancora, ma sai che dopo un buon pranzo la riattaccherai che ti aspetta un nuovo libro da leggere, capire e rielaborare, perchè a te Eleonora lo studio a pappagallo non ti è mai piaciuto, tu devi capire quando leggi, devi far si che quello che i tuoi vedono, entri nella tua testa e che lì rimanga il più possibile, anche dopo l’esame, del resto non sarebbe un buono studio quello che ti permette di ricordare una cosa fino allo scoglio dell’esame, per poi al momento della firma del libretto vedere il tutto scomparire in una nuvola polverosa…

E così oggi riprendi il tuo ritmo, lettura, sottolineatura, appunti sul quablock con i quadretti grandi… qualche telefonata alle amiche, mangi una mela – pink lady – deliziosa, giochi con i capelli, ti guardi allo specchio controllando lo stato della tua pelle, apri il frigo e appunti su un foglietto quella che sarà la spesa rinpinguante la pangia dell’elettrodomestico… rimani con la penna in bocca e pensi a cosa il tuo stomaco vorrà mangiare, e lui brontola, si fa sentire… ti avvicini alla finestra, respiri il sole, il dirimpettaio amico ti saluta urlando come al solito frasi da maschio… il phon senza sosta alita vento caldo sui capelli di Pulce, non hai sonno, ma saresti rimasta a letto, o forse no, forse avresti voglia di uscire, prendere il libro e sederti in Piazza Santo Stefano, mangiucchiare un panino al prosciutto, riposarsi e prendere un pò di sole… Arriva la calma, arriva il caldo, arriva l’estate, arrivano i matrimoni - troppi – arriva la celebre frase “oddio cosa mi metto”, arrivano le domeniche ai giardini Margherita con l’allergia e le pasticchine per respirare, arrivano i pioppi che svolazzano nella tua casa, arrivi tu con l’aspiravolvere ad aspirarli via… arrivano altri esami, ma c’è il sole e tu con il sole stai bene, arrivano le maniche corte, arrivano i pantaloncini, arrivano le scarpe estive, arriva il colore caffè&latte sulla pelle, arriva quel profumo inconfondibile del sole sulle braccia, arriva il gelato a tutte le ore, arrivano le passeggiate dopo cena e i locali in Via del Pratello, e poi arrivi tu, una nuova te, perchè è ora di lavare via il grigio dei mesi passati, è ora di dar spazio al rosa, al giallo, al verde, all’ azzurroè ora di dar spazio a te, di riprenderti tutto quello che indietro hai lasciato, e anche se è lunedì fregatene degli appunti sul calendario, fregatene dei post-it e dell’agenda che borbotta tutti i tuoi impegni, pensa a te, questa è la cosa più importante, pensa a te anche tu che stai leggendo… Buon lunedì e non pensare troppo….

Coloratamente sempre di più al sole, Elle!

Pensato da Elle at 12:19 | 289 Comments »

25 marzo 2006

La certezza è la più grande delle incertezze :)

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Penso che i bacilli abbiano impiegato una porzione di tempo infinitesimale ad entrare nel mio esile corpo e a decidere di dare una bella festa. E così mi ritrovo a gambe incrociate rannicchiata su una sedia, in una casa che sta dormendo – godendoselo – tutto il sabato mattina, ed io sono in piedi da ore ante lucane, già colazionata, ma ancora pigiamata. Ho studiato fino alle tre, ho combattuto con il piumone, che mi faceva caldo, poi con il raffreddore e infine alle 6 devo essere entrata in astinenza da Rinazina che Betta mi aveva sottratto. E così mi riempio di questa tranquillità e di questo silenzio scaldato da un sole bellissimo, ed io sono di buon umore. Mi piace vederlo filtrare dalle finestre attraverso la tenda bianca, mi piace fermarmi a sentire i rumori delle tazze dei cucchiani della colazione dei vicini, così come il borbottio delle prime aspirapolveri che si svegliano, ed io qui in pace a fare i conti con lo studio e con la mia vita.

Sento nell’aria – o lo vorrei sentire davvero – il profumo della primavera, quello dell’erba bagnata, quello dei fiori e dei tigli, quello del sole che fa comparire mille lentiggini sul mio viso. Oggi sono così, ho voglia di fare, ho voglia di non stare tanto seduta, ho voglia di stare all’aria aperta, anche se questo raffreddore forte mi inviterebbe alla prudenza, ho voglia di fare tante di quelle cose che finirò senza farne nemmeno una… come al solito. Mi discosto un attimo, divento oggettiva, staccandomi da me stessa, flutto sopra a tutto e mi osservo, vedo tutto sotto un’altra luce, vedo ombre e forme che prima di adesso non avevo mai visto, leggo delle parole e vedo un’altra versione di me diversa, e mi stupisco di quanti siano molteplici i rimandi che ognuno di noi proietta e manda in giro… Le situazioni non sono mai uguali, non sono mai universalmente stabilite, non sono mai già state decise a priori, perchè l’illusione di sapere una cosa nella sua totale interezza è la constatazione di non aver capito per niente di come va la vita… la certezza è la più grande incertezza che si possa stringere tra le mani, la certezza è la sicurezza meno sicura che si può avere accanto, la certezza ubriaca annebbiando i sensi, è questo quello che distrugge, è questo quello che fa sopire i sentimenti, è questo quello che ti fa credere di essere arrivata, dove poi chi lo sa!

E così questo sole mi aiuta dall’alto a vedere cose per tanto tempo non ho visto - o che non volevo vedere – mi ripeto meglio tardi che mai, anche se dà fastidio, anche se la mia indole battagliera e pensierosa mangia la rabbia sputtacchiandone pezzettini da ogni parte mentre sbraita per farsi sentire, ed io la lascio sfogare perchè così che deve fare, la rabbia deve sbollentare per poi rientrare nei ranghi e vestire i panni della calma e dell’indifferenza, ci vorrà tempo? Bhè io non ho fretta, mi siedo, i libri sono qui, non ho fretta davvero…

Non frettolosamente per una volta, Elle!

 

Pensato da Elle at 10:50 | 7 Comments »

23 marzo 2006

Processi di dilatazione…

unpubli27.gifE’ timido il sole che sta sopra le nuvole grigie di Bologna, ci passa attraverso facendosi strada, ma l’aria che si respira è freddina. La finestra è aperta, sposta la tenda, e lascia intravedere una vita fuori, le macchine passano, le luci si accendono, le persone camminano. Le coperte sono appallottolate in una massa che fa tanto arcobaleno, sono tanti i colori, ed io vorrei che splendessero un pò di più.

Sono acciaccata, un raffreddore alle porte, la testa che pesa, il dente fortunatamente non duole più, va via una cosa ed un’altra ne prende il posto. Ho studiato buona parte della notte, ho fissato il calendario contando speranzosa i giorni che mi distanziano dalla data dell’esame – che è davvero troppo vicino – e l’insofferenza sale. Così come il senso, che la mia vita si dilati, aumenta. Si allarga lei, ingloba me, ingloba chi mi sta accanto, ingloba ricordi, ingoia sorrisi e lacrime, mangia giornate fecendone una lauta scorpacciata.

Mi vedo, mi ri-vedo, e mi sento così diversa, a volte anche persa, e mi cerco con affanno, mi cerco nelle foto con gli amici, mi sento attraverso il mio profumo, ma non mi trovo, ed il senso che tutto si dilati aumenta costantemente e con un ritmo serrato, sembra quasi un battere di lancette cadenzato. Tutto si allarga, tutto avanza, ed io? Io non lo so. A tratti sto bene, a tratti sto male, a tratti vivo nell’insofferenza. Penso che sia il processo di dilatazione, e mi chiedo se c’è un fine a tutto questo… In geografia astronomica tal processo porta ad uno scoppio, alla fine di tutto quel che c’è stato prima.

E lui mangia e ingoia bulimicamente tutto quello che sono stata, tutto quello che ho provato, tutto quello che nella mia vita ho amato, in bocca rimane per adesso l’amaro, e Dio sa quanto mi dà fastidio, vorrei poter sputare tutto questo ed impedire il suo lento fermentare. Sono calma e nervosa allo stesso tempo, inglobata in un costante pensiero, vivo, oppure penso di farlo, cammino, oppure sono immobile in una palude limacciosa e vischiosa, sono oppure non sono. Non sono domande ma stati di fatto, così come i punti interrogativi che fluttuano accanto a me, si muovono ondeggianti, hanno le più svariate forme, hanno la forma dell’insicurezza, mi chiedo dove l’ho presa questa insicurezza, ingenuamente mi chiedo dove si possa comprare la medicina che se la porti via, quasi fosse una malattia. Mi sento come una malata cronica alle prese con qualcosa che non va via, oppure che fa finta di andarsene e poi torna, entra sbattendo la porta, e di prepotenza si siede, ed io non riesco – per quanto la strattoni forte - a cacciarla via… e urlo, scaplito, pesto i piedi e urlo ancora, urlo per tutte le volte che non l’ho fatto, urlo per quel carattere che non ho tirato fuori quando serviva, urlo perchè ne ho bisogno, urlo perchè sono forte ma non mi piace dimostrarlo, perchè a volte fa comodo stazionare, a volte ci si ripara in quella palude limacciosa che ci tiene sospesi tra le sue parti molli ed io non vado né su né giù… e lì rimango inglobata…

Fortemente e decisamente Elle!

Pensato da Elle at 12:39 | 140 Comments »

22 marzo 2006

Il secondo giorno di Primavera…

occhioni.jpgMi stendo sui libri, la gengiva batte ed è gonfia, è rossa come queste parole. Scrivo, leggo, studio, rispondo al telefono, mi tuffo tra i colori degli evidenziatori giallo e azzurro, sento il rumore che fa al passaggio sulla carta, fa come una scia, e ne sento il profumo. Con l’inchiosto blu scrivo su quadretti da dieci millimetri, perchè odio le righe e mi stanno antipatici i quadretti normali. E scrivo sinteticamente i punti principali delle pagine che leggo, che giro, e che vanno via. Studio le Strategie della comunicazione multimediale, le lezioni sono finite, i libri sono impilati. Mi sono iscritta agli esami. Prendo un bel respiro e vado in apnea.

Il tempo scappa, è già primavera, avvicino il mio naso alla finestra, sul vetro si proietta il calore del mio corpo attraverso il naso lentiginoso, il cielo è grigio e gli uccellini sono nascosti tra le tegole, i piccioni sono impellicciati nelle loro piume blu di prussia, piove… Sono cinque le rose rosse, sono nel vaso sul tavolo della sala, in mezzo spicca il mio bamboo – l’unico superstite, l’unico rimasto – ha dovuto far spazio a questo regalo senza spine, scrivo su un post it che ho bisogno di un altro vaso. Leggo il biglietto, questa volta so chi è stato, sorrido e lo metto nella mia agenda.

Fa freddino ed io già scalpito all’idea di uscire solo con una giacca, ma la sciarpa è lì che mi aspetta, insieme ci buttiamo nella città, insieme andremo a vedere una scuola di inglese che quest’anno non ho il tempo di frequentare… mi hanno assillato per un appuntamento, alle 11.30, ed io sono ancora immersa nel mio pigiama, e dedico tempo al post, al blog, alle mail, e ordino nella mia testa le cose che devo fare… studio il percorso che mi sta più comodo, anche se è lontano ci andrò a piedi perchè io adoro camminare per Bologna…

La gengiva non fa tanto più male, averla presa a colpi di colluttorio azzurro puffo da nove euro & ottanta deve avergli giovato, ma io mi sono impaurita, ho pensato ascesso – ma lì dove è successo il misfatto il dente non c’è più, il giudizio mi è stato estrapolato… tutto – mi sono vista già sul treno, già dal dentista, già distesa sulla poltrona bianca e verde, ho sentito nelle narici l’odore del disinfettante e nelle orecchie il cd di battisti che lui sente a ripetizione… pelle d’oca, pipì nervosa, sudore freddo… ma come un brutto sogno tutto si è dissolto. Ho mangiato sempre dalla parte sinistra, per evitare ulteriori traumi a gengi, mi sono dimenticata come si mastica a destra, mi sono morsa la lingua ripetute volte, sorrido e sono felice di non essere velenosa…

E’ tardi, ho quell’appuntamento, i libri e gli evidenziatori mi aspettano, i piatti sono nel lavello e aspettano una Pulce ancora dormiente, così come la tazzina che contiene il suo caffè del mattino, ed io decido che una bella doccia calda mi rimetterà al mondo anche se non è arrivata la primavera, anche se dovrò ancora per un pò indossare il cappotto. Mi faccio forza, sorrido, controllo l’orologio è tardi, è tardi, è tardi….

Frettolosamente, perchè sempre in ritardo Elle!

Pensato da Elle at 10:06 | 164 Comments »

20 marzo 2006

Il duro mestiere dell’amministratore..

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Elle in questi giorni ha superato un esame ed ha scoperto una vera passione sfrenata per il People Management. Elle in questi giorni ha apprezzato la luce del sole, ed il fatto di poter tenere le finestre un pò più aperte. Elle in questi giorni ha smesso per un pò di pensare, e per due giorni ha staccato la spina. Elle ha fatto spesa, ha cucinato per i suoi amici il suo spezzatino di pollo con le olive, ha stappato bottiglie di vino rosso. Elle venerdì è andata all’Irish a festeggiare San Patrizio, gli è arrivata un pò di birra sul braccio e si è sorbettata un tipo un pò pesante che si è congratulato con lei perchè non dimostra gli anni che ha, caruccio 

Elle ha dormito, ma non ha studiato, aveva bisogno di riposo. Elle ha stretto le sue amiche Anna e Claudia. E’ andata a far spesa al Carrefour comprando derrate alimentari per un esercito… ha ricevuto da Anna una bellissima e funzionale macchinetta del caffè, che fa un espresso e un cappuccino divini, mandando così in pensione la vecchia, stanca e ormai ultra scioperante Faema Magica…

Ma Elle si è un pò arrabbiata per questo… e non capisce il perchè sia così difficile far capire a delle persone che in uno spazio pubblico dove vigono delle regole è bene rispettarle… ti fidi delle persone – spesso sbagliando – porgi una mano e di lì a poco ti si prendono il braccio, additandoti come una moralista… o per una che non ha giusta cultura. E ti dispiace vedere quel qualcosa che è uscito dalle tue mani e dalle sue ridotto così, e ti rattristi pensado che spesso certe cose prendono la mano, e che lo spirito di base si perde volatilizzandosi tra lotte di blogger, tra sfide all’ultimo commento, ed è così che si polverizza un’idea, che si toglie lo smalto ad una cosa.

Forse non ho fatto i conti con l’ego spropositato di persone che pensano che tutto sia arte, che tutto quel che si scrive significhi sentimento – potrebbe anche esserlo, non sono di certo io a giudicare cosa lo è e cosa non lo è – ma l’arroganza mi disturba, la mancanza di rispetto mi infastidisce, e mi urta più di tutto la totale mancaza di umiltà nel proporsi agli altri. Non mi piacciono le blogstar, non mi piace chi ci si atteggia, mi fa tanto triste. Una mattina ti alzi e vedi lì un’immagine che non ritieni consona allo stile di origine del blog, e così fai un reclamo – del resto la funzione di amministratore te lo impone – e di lì a poco passi per una bacchettona, per una suorina di convento, e per una che la giusta cultura non ce l’ha… a dirla tutta a queste insulse accuse io non ho nemmeno il benché minimo interesse a rispondere, perché sono la riprova che non è stato ben inteso il senso del mio richiamo, perché sono la testimonianza del fatto che spesso nella rete si ascolta solo la propra voce e ci si senta investiti da un’orda di commenti a dire e fare tutto perchè tanto lo si può fare… eh no mi dispiace, non sono d’accordo, il gioco cambia e per mano mia, e non mi importa quanti improperi mi prenderò dietro, a me non frega nulla, mi dispiace solo che si passi sopra a delle belle intenzioni e che un blog in comune come il Club diventi terreno fertile per personalità un pò troppo egocentriche!

Amministrativamente sempre più Elle!

Pensato da Elle at 19:49 | 7 Comments »

17 marzo 2006

Guardarmi sì, ma con decisione…

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 Vedi, pensi, crei. Mangi, studi, dormi. Scrivi, correggi, stampi. Guardi, fissi, cerchi. Vivi, poi muori, poi risorgi.

Questo è il mio ciclo vitale adesso. Prendo le redini di un cavallo – la mia vita – che si è imbizzarrito. Allora porto ordine a quello che di più confuso adesso c’è. Ovvero tutto. Ma poco mi importa, perchè sono abituata da sempre a vivere in questa lavatrice in perenne centrifuga… ma a volte stufa tutto, a volte che può diventare in certi momenti spesso. E così mi è capitato ieri di far visita al Club dei sentimenti e provare sdegno per chi non rispetta l’idea principe per cui è stato creato quel blog, e allora mi arrabbio, e decido di passare subito all’azione, ammonisco chi ha pubblicato un’immagine davvero poco consona allo spirito del blog, senza ma e senza sè… DECISA

E mi stendo di notte, quando ormai tutti dormono, e alla luce della mia lampada in carta di riso apro i miei libri e studio, anche se poi dopo un’ora mi sorprendo con la pilot verde in mano e il viso a contatto con la cellulosa e la traccia dell’evidenziatore, ma mi manca il tempo, ed io voglio usarlo tutto il mio tempo, adesso sì mi sento avida, lo voglio, lo prendo, è mio, e non si tocca… la mattina sono vittima della labirintite acuta, e mi sento persa nel mio letto, fisso il mio soffitto stellato, e piano piano metto in funzione il cervello che mi chiede dosi massicce di caffè… ma sono DECISA

Miglioro, mi arrabbio, penso, decido. Ho preso la matassa di fili annodati e pazientemente ho deciso che nodo dopo nodo riuscirò a rendere liscio questo filo, che magari si riannoderà, ma non ci saranno problemi. Basta incertezze, basta paure, basta umore altalenante, basta essere schiave delle domande senza senso, basta ingrigire una figura che è sempre stata colorata. Ho bisogno di splendere perchè solo così esce il mio vero carattere, perchè solo così posso fondere tutti i miei colori e regalarli a voi. Basta entrare in circoli viziosi, basta vedere cani che impazziti mordono le loro code, basta di tutto.

Voglio me stessa, rivoglio me stessa, e silenzio…

Decisamente Elle!

Pensato da Elle at 13:41 | 139 Comments »

15 marzo 2006

Solo qualche quadratino…

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La stanchezza, la fretta, lo stress, rendono il mio fiato corto. Pile di libri e di fotocopie sparse sulla scrivania di legno chiaro mi suggeriscono che questa sarà una lunga notte di studio. Le penne e gli evidenziatori sottolineano frasi, parole, concetti, ed io mi annoio, e penso, penso che in questi giorni ho deciso di rivoltare la mia vita come un calzino, che mi serve di essre scrollata energicamente per far si che tutte le foglie secche cadano una volta per tutte, per far si che io mi desti da questo torpore… Mi faccio domande a cui da sola non trovo risposta, ma io so che devo trovare risposta, perchè ne sento il diritto, perchè me lo devo, perchè ho bisogno per capire tutto e per capire me stessa…

E così, come quando fai con un puzzle, ti ritrovi con tutti i pezzi sparsi sul pavimento, inizi con quelli che andranno a formare il perimetro e sai che con gli altri, pezzo dopo pezzo, costruirai quella che sarà l’area, così io, prima ho scaraventato la mia vita a terra che si è rotta in mille pezzi, ed ora, poco alla volta, ricompongo parti, e in lenti gesti semi catartici aspetto che la forma della nuova me venga fuori, stesa sul pavimento sì, ma completa… e così mi faccio domande, interrogo me stessa, cerco spiegazioni, ma mi mancano tasselli che solo lui mi può ancora dare…

E così mi ritrovo a dare un’occhiata dietro alle mie spalle perchè so che la ragione di tutto sta lì, non si riaprono ferite, ma in bocca ho l’amaro sapore del dolore. Ti chiedi e gli chiedi perchè lui non ha fatto parte della tua vita qui a Bologna, ti chiedi perchè lui tra quelle coperte con te non c’ha mai dormito, ti chiedi perchè non ha vissuto questa casa, ti chiedi perchè gli manca questa tua parte e a te manca quella di lui immerso qui, in quella che è stata la tua vita fino ad ora… e fa male rivangare lo sai, ma tu hai bisogno si sapere, perchè tu Eleonora le cose le vuoi capire, perchè le devi capire, e picchi la tua testa dura, sbatti i palmi delle mani, lotti con il filo del caricabatterie che tiene in vita questa conversazione con lui… e ti chiedi perchè… il perchè della sua non presenza qui… e brucia tutto, bruci persino tu… brucia ancora di più sapere che lui nella città dell’altra ci và, e fa male, e dà fastidio in bocca il sapore dell’amaro…

Non quantizzi l’amore che lui ha avuto per te con le volte che ti è venuto a trovare, del resto ti sei fatta sempre bastare quello che ti dava. Può succedere che si chiuda la scatola dei desideri, ma forse succede per un attimo, è come se dicessi di adorare la cioccolata al latte e lui ti avesse sempre dato quella fondente, e mi piace, ma lui sa che quella al latte riempie il mio cuore di gioia ancora di più… e ti fai bastare quella fondente, ma quella al latte però… E chiedo perchè, e non chiedo perchè a lei si e a me no, ma chiedo perchè a me no… il che è diverso… Ricordo serate universitarie appese ad un telefono con strazianti richieste immerse tra le lacrime, alcune che lui ha visto, altre che solo i muri potrebbero davvero testimoniare la quantità versata…

Chiedi perchè, capisci che non ti sei imposta, che non hai urlato quanto avresti dovuto, che non hai fatto capire che quella cioccolata al latte ogni tanto avrebbe addolcito l’amaro di quella fondente, ti chiedi se la tua comunicazione è stata debole, ti chiedi se lui non era troppo sicuro che tu c’eri sempre, come del resto lui c’era per te… Ma non capisco, e lui non dice nient’altro oltre quello che già so, oltre quello che riesci a capire da sola, e la cosa che mi dispiace, non è mettermi in discussione, non è girare come una borsa vuota la mia vita alla ricerca di qualcosa che manca, non cerco lì quello che manca alla mia vita adesso, ma è capire che quella cioccolata al latte piena delle lacrime e delle mie speranze passate non sarà per me, perchè forse non ero io quella giusta per lui e lui quello giusto per me… Perchè alla fine non esiste denuncia dei redditi, non esiste 730, 740, e tutto quello che di economico-commerciale possa esserci nella vita di una persona che possa impedire di regalare un pò di quella buona cioccolata al latte alla persona che tu ritieni essere la più importante per te…

E dire che a me sarebbe bastato solo qualche quadratino, che le scorpacciate non mi sono mai piaciute, forse…

Fortemente coraggiosa nell’afforntare me stessa Elle!

Pensato da Elle at 23:55 | 6 Comments »

13 marzo 2006

Ieri & Oggi

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Ho prestato attenzione alla lezione mattiniera, ho apprezzato i mille giri che il prof ha fatto fare alla nostra mente, mi piace perchè ci fa ragionare, e quello che dice mi rimane più impresso di una lezione che ripeta i contenuti di un libro che sono capace a leggere da sola… Ho prestato attenzione anche se questa notte ho dormito poche ore. Ieri cadevano fiocchi bianchi dal cielo, ed invece questa mattina un timido sole cercava di scaldare, cercava di farmi annusare il profumo della primavera che ancora non c’è. Una pila di fotocopie mi informa che ancora non ho finito i lavori per giovedì e venerdì, i libri mi sussurrano che solo di alcuni ho letto qualche pagina, e che gli esami sono alle porte, ed io che spero in un sempre più lento scorrere delle ore e dei minuti, ed invece mi devo rassegnare ad un trotto senza sosta.

Ieri era Natale, domani è già Pasqua. Ieri era estate, oggi è ancora inverno. Ieri la laurea, oggi i corsi della specialistica. Ieri una storia, ieri una persona, ieri una me, oggi un’altra storia, un’altra persona, un’altra me. Voltarsi indietro dicono non serva a nulla, dicono… Ho letto su di un libro che per elaborare il lutto di un grande amore si ha bisogno di almeno un anno, ovvero di 365 giorni, non so quanto sia fondata questa cosa, non penso nemmeno che studi empirici avvalorino questa tesi, forse si guarisce un giorno alla volta, forse si guarisce cercando di dare un’occhiata fugace a quello che sarà il futuro, o forse no, forse si guarsice cercando di non farsi troppe domande, staccando la spina a pensieri che hanno come vizio quello di mangiarsi la coda, girando impazziti su loro stessi. Cerchi te, e ti chiedi se l’altra te – quella di prima – c’è ancora, oppure no, se ne è andata per fare spazio ad una nuova, diversa.

Adesso vedi il mondo sotto un’altra ottica, prima correvi e ti affannavi ed ora forse non più! Giorni fa ti sei chiesta se nella storia precedente eri l’asino che rincorre la carota, quella che rincorreva e non quella che fuggiva, ma alla fine in amore davvero vince chi fugge? E se vincesse quello che insegue, quello che non ha paura di rivelare il sentimento, quello che non teme di mettersi a nudo, quello che accetta il battito irregolare del cuore?

Sorrido, qualcuno mi dice che devo essere serena, questa mattina all’incrocio tra due vie mi ha chiesto di fargli una promessa, la promessa di cercare di essere felice, ma mai come adesso vedo che la strada è lunga, ma mai come adesso rivelo tutta la mia complessità, ma come adesso scopro la mia natura contorta, poi mi dico che tutti hanno le loro ombre, che tutti fanno i conti con la vita, con l’ansia e con se stessi. Prendo atto che davvero “non c’è pace tra gli ulivi“, prendo atto che per affrontare ed affrontarsi ci vuole forza ed io spero solo di averla…

Forzutamente per voi Elle!

Pensato da Elle at 20:05 | 135 Comments »