Apri gli occhi perchè il lento e metodico ticchettio della pioggia sulla tettoia ti sveglia esattemente 5 minuti prima del suono della sveglia, e tu Elle odi perdere preziosi minuti del tuo sonno, e così appena il cellulare si accende, con un solo occhio e le mani addormentate, digiti senza sbagliare il codice pin e rimandi, al numero 6 del menu, la sveglia di altri 5 minuti, quelli che ti sono stati rubati appunto.
La casa dorme, e tu maledici di esserti segnata a quel laboratorio. Controvoglia e assonnata apri la finestra e prendi atto che arriverai zuppa al corso. Prepari la caffettiera e accendi il gas, nel frattempo speri – invano – che una doccia ti renda cosciente del fatto che vivi sul pianeta terra, ma non c’è verso, questa mattina il primo piedino numero 35 che hai poggiato è stato il sinistro, hai la luna di traverso… Ti vesti, infili gli stivali, ci passi un pò di lucido nero, facendo attenzione a non spalmarne metà sul pavimento come sei solita fare, che poi è un danno pulirlo via… Scambi due rapide chiacchiere con l’elefantiaco cug, mentre nell’ordine: sorseggi il caffè, pensi a quanti libri devi ancora acquistare per fare gli esami di Aprile e sfogli una rivista… Il caffè ti rimette al mondo, ti dai una leggera truccata, sono le 8.25, esci…
Esci con tutti i tuoi pensieri al seguito, passano poche macchine, e senti solo il ticchettio dei tuoi stivali sull’asfalto e quello della pioggia sull’ombrello grande blu. Cerchi di mettere insieme un paio di idee, cerchi di far quadrare un paio di impegni, cerchi di pensare che domani è sabato, che i corsi per fortuna questa settimana saltano, e che tu puoi dormire… Ma non vuoi solo riposare, vorresti anche leggere un pò di quel libro che tutte le sere ti cade sul viso, vorresti uscire con qualche tua amica/o che non vedi da tempo, vorresti studiare e metterti un pò in pari con i programmi, vorresti andare da Zara a comprare quella bella gonna che hai visto ieri… ma il tempo è tiranno, il tempo sembra restringersi come le cose che metti in lavatrice, ogni volta ce n’è di meno…
E’ carnevale ma non lo senti, lo hai sentito solo un attimo quando, nella vetrina di un negozio per bambini a via Marsala, hai visto una maschera che ti piaceva, ma hai già deciso che domani rimarrai qui e che non partirai, non ne hai voglia, devi fare troppe cose, hai una porzione della parete davanti alla scrivania coperta di post-it multicolor, pieni di ordini imperativi… “ricordati di…”, “compra…”, “telefona a…”… insomma non si può correre mica sempre, alla fine mi esaurisco del tutto… Alla sera dopo un pò che sto sul divano – o meglio che sonnecchio sul divano – con le gambe stese sopra la Pulce – che è costretta dopo mie lagne insistenti a farmi i grattini – mi alzo di scatto e in un italiano stentato e quanto mai incomprensibile, recito un paio di frasi in cui sono arrabbiata con il mondo e che c’ho troppo sonno… Betta ride, mi fissa, ed io faccio le danza per infilarmi in un pigiama che è tre volte più grande di me, mi infilo sotto al piumone, leggo un paio di pagine, il libro mi cade sul viso, e dopo un pò che respiro l’odore della carta, mi rendo conto di essermi addormentata e così infilo tra quelle pagine il segnalibro a forma di muso di gatto, lo poggio sulla mensola, mi giro un pò di volte nel letto fino a che il mio viso non crolla sull’angolo sinistro più fresco del cuscino…
E così, in modo routinario, va avanti questa mia vita, non me ne dispiaccio, ma a volte sento un’enorme insofferenza, e mi dico che forse è tutta colpa dello stress e dell’età che avanzano esponenzialmente con la voglia quasi viscerale di andare a vivere da sola, senza elefante che fa casino, che lascia cappotti, giacche e tutto quello che va sotto il nome di abbigliamento maschile in giro, che mangia la pasta dalla pentola al pari dei cani e che se beve una lattina di cocacola emette ruggiti che manco Simba – il famoso Re della foresta – fa nella Savana… Se fossi un cartone animato – e badate che dal vivo potrei sembrarlo davvero – a quest’ora mi starei colorando gradualmente di un bel rosso carminio e avrei del fumo bianco che copiosamente mi esce dalle orecchie e dalle narici… Domani è sabato ed io mi riposo.. qualcuno parte, ed io faccio colazione con lo Champagne, dentro la mia camera iperbarica del week end!
Mi stringo addosso la pashimina celeste che mi sono messa a mò di modella, cammino per la mia casa, mi stendo sul divano e mi sorseggio la mia camomilla notturna!
Camomillosamente, ma un pò sotto stress, sempre per voi Elle!