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Archivio di gennaio 2006

31 gennaio 2006

E nella testa “Non sono una signora”

immagineZabatino.jpg

Il passo elefantiaco e poco felpato del tuo coinquilino-cugino ti ha catapultata direttamente dal delirio onirico che stavi vivendo sotto al calore del tuo piumone svedese, al delirio della tua vita quotidiana… risvegliando in te istinti omicidi, e strane idee su come insonorizzare le sue scarpe taccate… hai pensato ai feltrini, hai pensato anche che non è mica necessario infilarsi le scarpe un’ora prima di uscire, hai deciso che tanto vale mettere la testa sotto al cuscino anche se ti sembra di soffocare, che tanto prima o poi se ne esce.

Ma il punto è che quando ti svegliano così bruscamente, a meno che tu non abbia fatto le ore piccole – e non è il mio caso – non ce la fai a girarti dall’altra parte e chiudere di nuovo gli occhi e farti coccolare ancora tra le braccia di Morfeo, ma in te si riveglia il primordiale bisogno dell’aroma arabica nelle narici e nel corpo, e quindi assonnata e semi bestemmiante metti i piedini numero 35 nelle tue ciaVatte rosa di Hello Kitty, ti aggiusti il pigiama a quadri celesti, dove baldanzosi orsetti rosa cercano di sorriderti, infili i tuoi occhiali rosa facendo attenzione a non diventare orba grazie alla stanghetta e alla miopia latente che ti accompagna ormai dalla seconda media. Fai dei tuoi capelli qualcosa di molto somigliante ad una coda, bofonchi qualcosa guardandoti nello specchio, e inizi a scedere le scale imitando danze tribali… gesti meccanici ti permettono di fare un caffè con la moka abbastanza bevibile, ma con sguardo languido e piagnucoloso guardi Faema che ormai sciopera da settimane, è andata, e dobbiamo acquistarne un’altra.

C’è il sole su Bologna e mentre stringi la tua tazzina con il segno dell’acquario a cui sei troppo affezionata parli con un altrettanto assonnata Pulce e con la ragazza dell’elefante, il caffè ti rimette parzialmente al mondo, in testa si rincorrono le parole di una canzone:

Io che sono una foglia d’argento Nata da un albero abbattuto qua E che vorrebbe inseguire il vento Ma che non ce la fa…

Mi butto sotto al getto caldo della doccia, aspettando che quel calore sciolga il freddo che ho addosso, lavo i miei capelli, li scopro più lunghi, eccedo come sempre con il balsamo, perchè mi piace sentire quel profumo addosso, ci metto un’ora per asciugarli e per farli diventare come voglio io. Crema agli agrumi sulla pelle, che mi ricorda l’estate, voglia di caldo, voglia di imbustare maglioni, voglia di stare all’aria aperta senza soffrire il mal d’orecchi, oggi il sinistro mi dà un pò di tregua, forse ha deciso che mi lascia in pace, almeno lui!

Oh ma che brutta fatica Cadere qualche metro in là Dalla mia sventura Dalla mia paura

E’ un volo a planare Per esser ricordati qui Per non saper volare Ma come ricordarlo ora… Non sono una signora

Ancora questa canzone nella testa, ancora lei, la spina del mio cervello attaccata ai pensieri degli ultimi giorni, troppi pensieri e troppe voci, ci manca solo che arrivi l’ansia a bussare alla mia porta e spero proprio che prenda esempio dall’orecchio sinistro e che mi lasci in pace… hai voglia di goderti il tuo tempo, le tue cose, ti chiedi perchè è così difficile recidere rami secchi e vecchi cordoni ombelicali, non sei triste oggi perchè c’è il sole, e ci sarà il sole, lo stringi a te per sentire solo il suo tranquillo calore.

Pensierosamente -toh una cosa nuova – Elle!

Pensato da Elle at 11:57 | 157 Comments »

29 gennaio 2006

Mal di occhi…

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Ti chiedi retoricamente perchè hai un forte mal di gola, perchè ti sembra che qualcosa si sia fermato in gola, non scende e non sale, ma rimane lì, fermo immobile… un groppo, un groviglio che nessuno può sciogliere se non il tempo, il lento veloce scorrere del tempo, il tempo che calma, il tempo che guarisce, il tempo che ci rende un pò più insensibili, il tempo che placa, il tempo che raffredda, il tempo che gela tutto quello che rimane lì fermo, quel groppo nella gola… che non scende e non sale.

Ed io non posso non vedere quel che sono stata, quel che ho fatto, ed io non posso e non riesco a rimanere fredda ed insensibile davanti a quel che mi è stato detto ieri sera da una persona che per me è stata importante, e fa male e tanto. Inevitabilmente pensi a te e alla tua vita, a quel che era e quel che sarà… Mi rendo conto che basta poco per star male, come basta poco per star bene, mi ripeto che non è solo forza di volontà, che non è il destino, ma che è la vita che a volte sceglie e decide… Ieri mi è stato detto che se c’è un bivio dove da una parte c’è la strada più facile e dall’altra quella più tortuosa, io scelgo quella che sarà più difficile da percorrere, perchè manco di logica, o perchè forse la mia logica ragiona in un modo diverso da quello comune… Mi è stato detto che non so sfruttare le situazioni per stare bene, ma io non sono mai stata capace nè di servirmi delle occasioni, nè tanto meno delle persone per stare bene, perchè il senso di colpa per me sarebbe troppo grande… Se sto male io non prendo il braccio di chi vuole da me un sentimento d’amore che non posso ricambiare, perchè non mi sentirei giusta… così come non penso che sia il caso di vedere se può rinascere un sentimento quando non lo vedo nel mio cuore… penso di essere bambina allora, perchè non mi avvicino ad una persona sperando che nasca l’amore o che dal nulla esso rinasca, e non penso nemmeno che rifrequentandola mi potrei svegliare un giorno e magari sperare che lì con me c’è il sentimento che l’altra persona tanto desidera da me…

Non sono mai stata capace di girare una situazione per un mio tornaconto, le mie storie sentimentali parlano per me, le lacrime di questa notte parlano per me, e non perchè mi piace essere commiserata, anzi è una cosa che odio, non cerco qualcuno che mi dica che non è colpa mia, perchè io le mie colpe ce le ho e le riconosco, non mi tiro mica indietro, ma non sono e non sono stata felice, se non per un pò quando mi sono illusa che le persone che mi erano accanto erano quelle disegnate per me, così io per loro… e così è stato per i miei due unici amori fino ad ora… se fossi stata capace di tirarmi fuori dalle mie situazioni oppure sfruttarle per un mio tornaconto forse avrei dato retta a tutte quelle persone che mi cercavano, che mi volevano conoscere e che volevano stare con me e che io non ho mai guardato, ed invece ho continuato a credere in quel che avevo, in quel che sentivo anche se adesso sto male ed è perchè io sono fatta così… forse sono solo una grande stronza, o forse più semplicemente non ho capito come girano queste cose, perchè credo che per stare con una persona debbano esserci dei sentimenti profondi…

Quando lui ha pianto questa notte, ho pianto prima per lui e poi per me, perchè non ho mai imparato a mettere me stessa davanti a tutto, e forse non ne sarò mai capace, vivrò una vita nella sofferenza, vivrò e farò star male chi mi starà vicino, come mi ha detto, ho pianto in silenzio, avevo male al petto e tremavo, avevo paura che tutto questo potesse esser vero, e queste cose non mi scivolano addosso, perchè sono umana, perchè ancora adesso ho quel dolore, ed ho paura e se tutto questo dovesse essere vero vorrei poter scomparire adesso in questo istante, perchè per me non c’è cosa più brutta che sapere che c’è qualcuno che è infelice a causa mia…

Tristemente Elle…

Pensato da Elle at 18:07 | 126 Comments »

27 gennaio 2006

Di bollette e di fregature

08a.jpg 

Il freddo si fa sentire, ieri sera e questa mattina sul tetto davanti alla mia finestra c’era una leggera spruzzata di neve, ma erano piccoli ed infinitesimi chicchi di chiacchio bianchi a coprire il rosso dei coppi e non dei bei fiocchi morbidi… mi sono stretta nella maglia ed ho interrogato il cielo, ho messo una mano sul termosifone e ho apprezzato quel che abbiamo, una casa calda.

Una casa che sarà calda non si sa per quanto altro tempo, vista la situazione che stiamo affrontando, una situazione che mi ha fatto abbassare il riscaldamento di un grado e con un’ora in meno sulla tabella di marcia, e mettere un’altra maglia… una situazione difficile che però sembra valere solo per le case dei privati, e poco per gli uffici pubblici, in posta stanno in maniche di camicie e in facoltà si tengono le finestre aperte, che 32 gradi in un’aula o negli studi dei prof sono un pò tantini non vi pare?

Arriva qualche giorno fa la mia bolletta di EnelGas e mi viene un coccolone nel vedere da Agosto 2005 a Gennaio 2006 un consumo di 487 mc per un totale di 404,28 sonantissimi euro, mi faccio due conti e la situazione mi puzza… Ho fatto il famoso passaggio a Enel Gas dopo che mi avevano ammorbato per un paio di mesi, decantandomi la convenienza di tal passaggio, della possibilità degli sconti per gli studenti e bla bla… insomma oggi chiamo per fare la rateizzazione della bolletta – perchè mi sono detta: “meglio diluire questa bomba, perchè non esiste mica solo il Gas“, e mi viene in mente di chiedere il perchè di un così elevato consumo, visto che la bolletta incriminata non abbraccia i mesi più freddi, l’operatore mi fa fare una lettura sedutastante del mio contatore e facendo un rapido calcolo mi accorgo che da Agosto ad oggi ho consumato 89 mc e non 487… gli faccio notare questa cosa e lui mi dice che non sa spiegarsi questa svista… e che provvede a riemettere una nuova bolletta con il conteggio e l’importo effettivo da pagare… Gli dico anche che magicamente è spuntato un deposito cauzionale di 77 euro, cosa che quando ho fatto il passaggio l’operatore mi aveva negato che ci fosse: “Nessun costo aggiuntivo, nessuna cauzione signorina!”

Ho deciso di recedere da questo contratto, ho deciso che purtroppo non tutte le aziende sono serie, trasparenti e competenti come dicono di essere e che sempre più spesso l’utente viene trattato come un pesce che deve solo abboccare alla fregatura più appetibile e ben nascosta, mi sono messa nei panni delle persone anziane che magari hanno firmato come me un contratto e a cui magari può non esser venuta la mosca al naso… sono indignata e sono stufa di vivere in un paese in cui vincono i furbetti, dove la trasparenza non è mai quello che deve essere nella realtà, dove un operatore di un call center ti si mette a ridere in faccia se chiedi chiarezza, e ti dice che molti si sono lamentati… ma continuate… e continuate a pensare che l’utenza sia stupida e come tale vada trattata… io intanto ho scritto una bella mail all’Associazione dei Consumatori e vediamo chi ha la testa più dura!

Indignatamente Elle!

Pensato da Elle at 16:41 | 4 Comments »

26 gennaio 2006

Ma che sole!

kyuukei.gifOrganizzare un lavoro in italiano e sapere di doverlo poi tradurre in francese, significa in un certo senso cercare di renderlo il più discorsivo possibile per non rimanere invischiati poi nella traduzione…

Pensare agli aspetti positivi del perchè spesso è meglio lavorare in gruppi che da soli, e ragionare sul fatto che oggi sembra esser diventata una moda partecipare a questi corsi non mi è dispiaciuto affatto… riprendere in mano il libro sulle dinamiche dei gruppi mi ha affascinato ancora una volta, facendomi perdere ore preziose che avrei potuto impiegare nella traduzione, ovvero a sfogliare diligentemente il vocabolario e mettere insieme le frasi…

La mia prolissità – ma diciamo pure logorrea – mi ha fatto scrivere un mezzo papiro, e adesso mi ritrovo con 1/4 di traduzione fatta, ed il resto che svolazza per la camera… svariate penne sono infilate nel vocabolario e quello dei sinonimi e contrari cerca di invogliarmi, ma ho la nausea dei vocabolari… e poi contando che quello che ho scritto è pieno di termini particolari non mi pare proprio il caso di fare di testa mia inventando strane parole… dal sapore maccheronico.

Le palpebre pesano, il cervello ha staccato la spina, mi volto verso i libri e mi sembro Rossella O’Hara, mentre pronuncio “Domani è un altro giorno e si vedrà”… la voglia di studiare è sgattaiolata via forse si è addormentata, io ho troppi pensieri, cerco di cullarli questi pensieri, cerco di capirli e di interpretarli, mi fermo come mi sono fermata questa mattina un attimo sotto al sole mentre passeggiavo, che odore strano aveva il sole questa mattina, sapeva di buono e mi faceva star bene, mi abbracciava e mi baciava, mi ha sussurato nell’orecchio che ero bella e che i miei occhi erano bellissimi, penso di essere arrossita sarà stata un’ombra di timidezza, sarà stata quella luce, ma stavo bene, e poco mi importava se la punta del mio naso sembrava colorata con della vernice, se le mani facevano male, e se ci ho messo un’inifinità ad inifilare la chiave nella porta di casa…

Chiudo gli occhi, lo studio è avvolto nel silenzio, si dorme in questa casa, e adesso dormo anche io, con il sole sul cuore…

Risplendentemente Elle!

Pensato da Elle at 00:45 | 4 Comments »

24 gennaio 2006

Di bisogni e di meriti…

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Hai bisogno di colori nuovi, hai bisogno di consegnare la relazione in francese alla lettrice giovedì pomeriggio, hai bisogno della camomilla che l’hai finita e questa sera che ne avevi voglia non l’hai trovata nella dispensa nella solita scatola, e così ti sei rimessa sul tuo divano rosso scuro, ti sei fatta seppellire da un plaid celeste e sei sprofondata tra i cuscini mentre vedevi semi assente quello che la tv passava.

Hai bisogno di vedere che il tuo bamboo riprenda conoscenza, l’hai messo nell’acqua in una bottiglietta e l’hai poggiato sulla mensola in betulla nella tua camera - ”magari vuole più luce e più caldo” hai pensato – l’hai guardato con la speranza con cui guardi alla tua vita, con cui guardi il tuo nuovo libretto universitario, e ridi nel vedere quella foto con la faccia assonnata che hai fatto il giorno dell’iscrizione alla specialistica.

Hai bisogno di capire perchè tutto d’un tratto qualcosa ti sembra così strano da vedere, da vivere, da respirare, e qualcos’altro invece ti sembra così difficilmente sopportabile e incomprensibile come un amico che se ne va salutandoti piano. Hai bisogno di sentire che la tua amica Anna ti abbraccia sulle scale e ti si scalda il cuore quando i vostri occhi lucidi si guardano, e lei ti ringrazia per quello che stai facendo per lei, e dentro pensi che vorresti fare ancora di più per lei se solo potessi. Hai bisogno di avere indietro ancora risposte, ci pensavi oggi mentre facevi brillare i vetri della sala, quando un’aria pungente lottava contro i raggi del sole.

Hai bisogno di tante cose adesso, che le vorresti pretendere tutte, ma ti è stato insegnato che non sta bene, e che si deve lottare per avere quello che si desidera, e alla fine a te piace meritare quello che vuoi, perchè è così che vanno le cose.  

O forse non hai bisogno proprio di nulla perchè ti accorgi che hai già tra le tue cose quello che cerchi… ma chissà.

Ti interroghi, ti domandi ancora perchè ogni cosa è un perchè… proprio come facevi da bambina… leggi ed incredula ti rendi conto che tutte le medaglie hanno due facce, che la tua vita anche attraverso queste pagine scure si relaziona con gli altri, e che a volte quello che vivi, quello che senti, quello che ti rende così come sei, passa di qui, si imprime in un post, e c’è qualcuno che legge, che ti apprezza come no, che te lo dice, che te lo sussurra in un commento o in altri modi… non sai, sei felice di tutto questo e di tutto quello che questa realtà rappresenta per te adesso dopo mesi bui…

Inizi a star bene, anche se oggi qualcosa ti ha resa un pò triste ed ha velato i tuoi occhi ed il tuo cuore con un pò di malinconia, e non l’avresti mai immaginato… hai smesso di pensare ai bisogni, hai scoperto che esiste il merito non solo per te, ma per tutti quelli che sono là fuori, che ti parlano, che ti ascoltano, che ti vogliono bene…

Allora non hai bisogno di fiori, li meriti…

Dolcemente malinconica per un amico Elle…

 

Pensato da Elle at 23:44 | 263 Comments »

20 gennaio 2006

Vita Capovolgiti!

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Listening to: Kissing you

Che strana pace c’è in questa casa a quest’ora… si sente solo il ticchettio delle dita sulla tastiera e la musica che esce dalle casse. Tutti sono partiti, Anny ha raggiunto fidanza al nord, Cug è ripartito ed io e Pluce ci godiamo la nostra casa. La pentola borbotta sul fuoco, pasta asciutta per cena, lo stomaco si lamenta, ed Elle cerca di tenere a bada i morsi della fame non pensando a nulla.

Non è vero che non sto pensando a nulla… si pensa a troppe cose tutte insieme in questo periodo, alle scadenze, agli esami, all’orologio che fa tic e tac, ai giorni del calendario che snocciolano via, e che al tuo compleanno manca meno di un mese e sarà sette che fa rima con ventisette… Se mi guardo nello specchio non me li dò mica, sembro una bambina come mi dice papà, io ventisette anni non li dimostro, sembro molto più piccola… e non mi dispiace affatto, è che dentro me ne sento molti di più, e non è mica colpa dell’orologio biologico, è colpa della mia testa, forse la materia grigia contenuta nel mio cervello è sempre stata “vecchia”, è sempre andata avanti, si è sempre fatta troppe domande e si è sempre riuscita a dare poche risposte. Mi sorrido riflessa cercando di non pensare che è meglio, ma non è vero che non penso a nulla…

Penso a quanto sia strana e capovolta la mia “nuova” vita – e mi permetto di virgolettarla – perchè alla fine non è che sia poi così nuova questa mia vita adesso: certo non sto come stavo prima – e come stavi prima Eleonora? – perchè alla fine qui a Bologna ero sempre sola, lui non faceva parte fisicamente di questa mia vita perchè non viveva qui con me, perchè qui non c’è mai stato, ed è per questo che non mi sembra così diversa nella quotidianità la mia vita senza lui… Se entro nella mia camera mi ricordo che c’è stato solo due volte e che non si è nemmeno mai addormentato nel mio letto la sera per svegliarcisi di mattina… queste parole mi mettono un pò tristezza, ma sono io che sono fatta così…

C’è una luce nuova con cui vedere tante cose adesso, è un pò come il riflesso che le stelline luminose fanno sul soffitto della mia camera, lo fissavo ieri e mi è sembrato così diverso dal solito, e forse domani mi capiterà di vedere la mia vita con altri occhi…

(questa riflessione scaturisce dalla mail del tenero Franalemax)

Pensieriosamente Elle!

Pensato da Elle at 20:32 | 16 Comments »

19 gennaio 2006

Con la corrente!


unpubli31.gifLo stomaco brontola, nella testa le scimmie urlatrici stanno dando un party, non ho voglia di bustine contenenti polverine calmanti, stranamente per una volta non sono ricorsa alla medicina ed ho sperato che piano piano mi passasse da solo…

Sarà stato il pranzo troppo leggero che mi ha fatto venire subito fame, sarà stata la traduzione di un paio di brani di francese, sarà stata la temperatura tropicale della mia camera, ma questo maledetto mal di testa non se ne è andato via e mi tiene compagnia anche adesso. Aspetto la mia quattro stagioni quasi con la bava alla bocca, la bionda del tg1 gracchia qualcosa alla tv, e qui si aspetta il Grande Fratello con tanto di acchitto della sala per la visione.

Si battono i denti dal freddo, una felpa color cielo cerca di scaldarmi ma non ci riesce poi molto bene, ho chiesto anche al termosifone bollente di fare il suo dovere, ma mani e piedi sono rimasti gelidi… ed io vorrei farmi cullare dalle onde, portata lontana dalla corrente, coccolata dalle onde, e vedere dove tutto questo mi porta.

Cosa vuoi Eleonora? Qualcosa dentro di me risponde a questa domanda, qualcosa muove qualcos’altro, è una piccola reazione a catena, sembra come se avessi disteso sul pavimento della mia vita tutti i tasselli che mi fanno andare avanti, mi stendo e fisso l’incipit di questo strano dedalo di piccole piastrine, con l’indice do il colpo alla prima e fisso estasiata il movimento dolce e veloce che fa, le curve, le salite le discese, senza intoppi, senza mai uno stop… và sinuosa lungo una strada che è stata tracciata e che io non so dove andrà a finire… per una volta non c’è l’ansia qui vicino a me, per una volta è rimasta un pò in disparte, per una volta forse anche lei ha capito che ho solo bisogno di potermi rialzare sulle mie gambe senza che si diverta a darmi colpi tra capo e collo e ridere delle mie cadute…

Ci sono occhi da guardare, ci sono vite da vivere, ci sono birre da bere e pizze da mangiare, ci sono abbracci da dare e ricevere, quante cose speri Eleonora?

Un’infinità forse… o forse no… la pizza è nella pancia, la birra occhieggia nel bicchiere con il segno zodiacale, le scimmie inziano a tacere, era la fame: fame di pizza, fame di vita, fame di felicità…

Dolcemente Elle!

Pensato da Elle at 20:40 | 142 Comments »

16 gennaio 2006

J’adore l’Anisetta!

BenevolentIdol.jpgFaema sciopera da ieri, ed io da ieri ingurgito liquido nero che sembra un veleno amarognolo e ferroso che esce da una caffettiera in disuso color arancione. E così arrivo a quest’ora in debito di caffè espresso, con un’enorme voglia di caffeina che mi giri in corpo, e l’immagine di una tazzina fumante davanti agli occhi.

Il destino mi è avverso, e anche adesso che l’ingegnere Sera è lì sopra che smanetta con le sue assistenti Pulce e Ringhio, sembra che Faema si sia rotta e chieda il prepensionamento, ho cercato di spiegarle che qui non c’è trippa per gatti e che quel che chiede lei al momento non ce n’è!

Studio francese, leggo Montaigne, in sottofondo la tv, in corpo un pò di liquore anisetta meletti mista a dolci pensieri e a lindt noisette… troppo cioccolato per elle, testimoniante troppo bisogno di affetto… la voglia di sentire un profumo, di perdermi nello sguardo di chi mi guarda sorridendo, e  sentire ancora un pò di calore, non ne voglio tanto a me ne basta poco, non sono una che chiede molto alla fine…

Hai sonno, hai dei ritmi irregolari, vai a dormire troppo tardi perchè troppi pensieri ti tengono sveglia, senti canzoni a ripetizione, riempi il calendario con gli impegni e i post-it delle telefonate che devi fare… un paio di documenti word ti ricordano tutto quello che qualche mese fa hai lasciato incompiuto e sono lì che scalpitano per esser finiti… ma tu Eleonora, rimandi, e te ne freghi quando tua mamma ti ripete lagnosa “Fai oggi quello che non vuoi fare domani”…. E’ inutile non imparerò mai, a me piace fare tutto all’ultimo minuto, senza regole, senza paletti, a ruota libera, ovvero quando me la sento.

Studio quando ne ho voglia, sfoglio una rivista e penso in francese, apro il libro di grammatica e davanti ai verbi irregolari me la prendo a ridere, perchè forse è così che deve andare, forse è questa la piega che la mia vita adesso deve prendere.

Faccio una passeggiata ai giardini Margherita, e mi sento bene come mai ultimamente, il laghetto è ghiacciato e chiedo come fanno le papere a nuotare, e poi con mio stupore le trovo lì tutte insieme, e le fisso perchè adoro quelle con la testa verde e il bianco intorno all’occhio… trovo una panchina ma non sono sola, come pensavo, il cuore si riempie come adesso fa il mio bicchiere con un pò di liquore all’anice, come lo sono i bicchieri dei personaggi dell’immagine… Perchè la vita è come un bicchiere, te lo riempiono a volte ed è quelle volte che bisognerebbe imparare a bere tutto di un fiato, per sentirsi bene, per sentirsi felici, per sentirsi finalmente liberi da se stessi.

Positivamente Elle…

Pensato da Elle at 23:07 | 273 Comments »

15 gennaio 2006

Faema Magica non va!

kwafee.jpgTi svegli felice anche se è tardi e l’orologio, che ieri hai lasciato sulla mensola del letto, ti dice che sono le 11.10. Hai rimandato la sveglia e poi l’hai fatta tacere, la casa era immersa nel sonno, non sentivi nessun rumore, e ti sei girata così dall’altra parte hai tirato su il piumone, hai fatto il baco, e quel fruscio delle coperte, come una ninna nanna, ti ha cullata.

Dalla finestra entrava solo una luce un pò grigia, ma a te, che eri nel caldo nel tuo letto, poco importava… Pulce è sgattaiolata lì vicino a te, avete parlato e riso, avete fissato il soffitto per un pò, e poi la voglia di caffè è tornata, come appena sveglia. Siete scese hai acceso la macchinetta, hai scostato la tenda bianca, hai visto il freddo che per quanto era freddo impediva ai piccoli granelli che scendevano dal cielo di diventare bei fiocchi bianchi. Piccoli puntini gelidi scendono dal cielo, non ce la fa a nevicare, così come la macchinetta del caffè non riesce a fare un caffè decente, pare che lo stia mungendo e goccia a goccia scende nella tazzina, ma il risultato si avvicina più alla cicuta che avvelenò Socrate.

E così giro per casa senza caffeina in corpo, con una strana sensazione addosso, forse è perchè sono metereopatica, ieri c’era il sole ed oggi no, forse è altro, ma chissà! Fa freddo, mi attacco al termosifone, mi infilo un’altra maglia, mi attacco al telefono e spruzzo sulla mia mano un pò di profumo, metto in fila le provette che mi hanno dato in profumeria sotto le vacanze, poi le metto tutte in una scatolina facendo bene attenzione a quel delizioso rumore che fa il vetro quando si sfrega, potrei sentirlo per ore. Mi stendo sul letto fresco e mi imbambolo a vedere la piccola opera che ho fatto, ho preso le luci a stellina e le ho puntate in parte sulla parete ed in parte sul soffitto, sono belle fanno molti riflessi e con una giornata così scura sono bellissime da vedere.

Mi siedo e aspetto che la mia amica Anny arrivi qui, il thè alla pesca mi tiene compagnia, fa freddo, davvero troppo.

Calorosamente infreddolita Elle!

Pensato da Elle at 17:38 | 134 Comments »

13 gennaio 2006

Le 5 strane abitudini di Elle!

Mi ci sono voluti due inviti per fare questo giochino: ebbene Pennastilo e il caro Flavio mi hanno invitato a farlo e allora FAMOLO!

Regolamento: il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo “cinque tue strane abitudini”, e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice “sei stato scelto” (se accettano commenti) e ditegli di leggere il vostro.

Un piccolo preambolo per dire che io sono la regina delle strane abitudini, farei prima a dire quali sono quelle normali, mi dispiace che ne siano solo cinque, perchè adesso il post-it lillà accanto al pc è pieno di appunti, e allora che inizino le danze.

  1. Riesco solo a dormire in una posizione, ovvero a pancia in giù e con le braccia appallottolate sotto al petto: lo so penso che sia la cosa più sbagliata per la schiena, ed infatti i miei sono risvegli a dir poco dolorosi. Nella notte spesso mi sveglio perchè agito le braccia! Infatti è capitato più di una volta di avere la strana impressione di toccare il braccio di un’altra persona e non il mio.
  2. Ho la strana abitudine quando sono a tavola di non riuscire a non cambiare le posate quando mangio. Ovvero se devo tagliare una cosa con il coltello uso la mano destra, ma per agguantare il boccone poi devo fare il cambio, e passare quindi la forchetta nella destra ed il coltello nella sinistra, perchè non sono assolutamente capace di azzeccare al primo colpo la bocca con la mano sinistra. Lo so è una cosa scomoda soprattutto quando mangio le fettine infinite di mamma!
  3. Quando faccio i piatti seguo un ordine ben preciso. Primo riempio un lavello con acqua e sapone e poi faccio fare il bagnetto prima alle posate, tazzine e bicchieri, poi piatti ed infine alle pentole. E cosa ancor più da paranoica è mettere ad asciugare forchette con forchette, coltelli con coltelli, cucchiai con cucchiai, cucchiaini con cucchiaini e se mi si mescolano mi innervosisco.
  4. Ho una strana abitudine da quando sono piccola: quando mangio un mandarino, stacco due spicchi facendo attenzione che non si dividano, e li metto tra le labbra -come se fossero quelle di Alba Parietti- poi mi metto in posizione aspettando che qualche commensale mi fissi, questo Natale penso di aver dato il meglio di me. A questa aggiungo quella ormai persa -per fortuna- di usare le bucce delle fave come cappuccetti per le dita, quando ero piccola li mettevo e a mani alzate ballavo e cantavo Ranatan arguta eh?
  5. Dulcis in fundo quando studio devo assolutamente scrivere con penne dall’inchiostro blu, e soprattutto non deve mai e per nessun motivo al mondo accadere che abbia solo una penna con l’inchiostro con cui ho iniziato a scrivere gli appunti, perchè se c’è una cosa che mi dà ai nervi è vedere brusche variazioni di colore non richieste e non volute dalla sottoscritta.

Questa tortura di giochino mi impone di nominare 5 fortunati, e FAMOLO:

Pisa, Asto, White, Elisa, e i QUINTI sono tutti quelli che lo vogliono fare o qui nei commenti, o su un post-it da tenere sul frigorifero, o per mail, o su stele… insomma fate vobis!

Stranamente sempre di più Elle!

Pensato da Elle at 00:46 | 16 Comments »