17 novembre 2005
Una giornata singolare!
Non sono una persona superstiziosa:
- – Non credo alla sfiga se ti attraversa un gatto nero;
- – Se c’e’ un percorso obbligato che ti fa passare sotto una scala ci passo;
- – Non credo ai numeri sfortunati come il 17 (giorno in cui sarei nata tra l’altro)
- – Non uso portafortuna;
- – Non mi sono mai vestita in modo uguale agli esami per scaramanzia;
Ma posso affermare che oggi, almeno fino ad ora, e’ stata una giornata davvero singolare…
Sveglia impietosa alle 7.15… Alzo la testa e con una faccia a punto interrogativo mi chiedo come mai la sveglia del cellulare suona che e’ ancora notte… il mio cervello, strano a dirsi, inizia a caricare le impostazioni e una piccola idea luminosa mi rammenta, come un calcio nelle palle, che alle 8.30 devo essere presente alla mia prima lezione di Francese del corso della specialistica…
In trance totale, scelgo dal cassetto della biancheria, slip e tutto il resto del cucuzzaro, non mi metto gli occhiali, presento un capello alla Galleria del vento di Maranello, scendo le scale cercando di non svegliare Mommy e Cug, e mi chiudo in bagno…
Mentre mi lavo e faccio i miei piccoli, lenti, e routinari gesti di cura del corpo quotidiani, mi vedo riflessa nello specchio e posso dire con tutta fermezza che:
Ho tutta la collezione della valigeria di Vuitton sotto i miei occhi a fessura, chiaro simbolo del mio brutto vizio di leggere fino ad ore tarde: stanotte ore 2.
Non ho la benche’ minima intenzione di lisciarmi i capelli e che quindi sfoggero’ un look Sauvage...
Mi sembra che tutto quello che sto facendo avviene solo per un piccolo moto di inerzia, tantoche’ mi sembra di vedermi dal di fuori… mi avvicino allo specchio perche’ mi rendo conto che non ci vedo nulla, e li’ mi ricordo di aver lasciato sulla mensola del letto i miei occhiali rosa!
Passo in cucina emettendo strani rantolii, accendo la mia fedele macchinetta del caffe’… e sento che Cug armeggia sulla sua sveglia, ci incontriamo sulle scale e se la ride con un ghigno malefico, pensando questo: “Finalmente la smetti di cazzeggiare”… ridiamo – penso sempre che durante la mia assenza gli alieni gli abbiano fatto un discorsetto sull’essere un po’ piu’ magnanimi con me e Pulce – entro in camera, e fisso ebete il mio armadio, mi infilo un paio di jeans… sento uno strano ticchettio… bene PIOVE… mi spoglio e mi metto dei jeans al ginocchio cosi’ non andro’ in giro con i pantaloni zuppi… finisco l’opera infilando il busto in un lupetto…
Betta dal muro della sua camera mi fa toc, toc… e si libera in una risata malefica di puro godimento per la mia levataccia - o ma che c’avete tutti quanti?- entra nella mia stanza, mi sono gia’ rifatta il letto – e penso che un alieno mi ha prelevato questa notte - si siede e parliamo, ed io cerco di truccarmi un po’ per rendere il mio aspetto semi decente… Mi affaccio sul corridoio, e decido di sfruttare la gentilezza d’animo nata in mio cug, chiedendogli se mi fa il caffe’, quando sono pronta guardo l’ora e sono stra in anticipo, e mi maledico perche’ avrei potuto dormire un quarto d’ora in piu’… mannaggia…
Arrivo a lezione, la prof non c’e’ e’ ad un congresso, ma porca la miseria… ma arriva una pazza furiosa di madrelingua, con cui ho gia’ fatto il mio primo esame di francese, stramiliardi di anni fa, e ci corregge uno per uno la prova, mi dice che sono stata brava ed io GONGOLO! Dalle 8.35 alle 10.35 ha parlato solo ed esclusivamente in francese, fatta eccezione per un paio di parolacce dette nella nostra lingua – e mi chiedo perche’ le nostre parolacce agli altri riescono sempre bene – e ad un piccolo discorsetto dal tono minaccioso sul fatto che abbiamo solo 4 settimane di corso e che dobbiamo “metterci sotto, perche’ senno’ non passiamo l’esame, quindi ecrivete in franscese, e parle’ piu’ che potete“… in un momento mi sono chiesta se fosse di madrelingua barese, ma poi mi sono ricreduta…
Poi, per capire i nostri interessi, e per farci parlare un po’, visto che dopo il suo discorso i nostri visi presentavano tutti chiari segni di suicidio latente, ci ha chiesto ad uno ad uno cosa volevamo fare dopo la laurea, tutte le persone davanti a me erano educatori con sbocchi da pedagogista, arrivata a me dico che sono Formatore, e che sto studiando per fare il Progettista, mi chiede se ho mai lavorato nel campo, dico di si (ovvio tutto in lingua), e li’ inizia con un annoso dilemma, di cosa cazzo si occupa un formatore esattamente e cosa fa il progettista, io mi volevo pugnalare per non aver detto come tutte le altre “Vorrei lavorare con minori disagiati, per un reinserimento nella societa’ degli svantaggiati ” (tutti pappagalli)… le rispondo bene o male cosa facevo a lavoro, e in cosa consiste quello che io vorrei fare un domani… Lei inizia a dire che i corsi di formazione professionale sono uno spreco di fondi comunitari europei, mi trova d’accordo in parte, si incazza per un corso di formazione fatto ai conducenti di autobus dell’atc in lingua francese per imparare a comunicare con la gente e in particolare con gli stranieri, quando tutti sanno che non puoi parlare al conducente, manco se ti stanno uccidendo… e li’ tutto il suo amore patriottico per la francia esce e le si siede accanto, ma ha detto una cosa intelligente:
In Francia gli autobus hanno sulla fiancata un’enorme cartina del percorso che fanno, con i nomi delle fermate scritto a caratteri cubitali…
In Italia esistono le pensiline con i quadretti degli orari – il piu’ delle volte colorati da gente a cui io taglierei le mani- e cosa fa una persona che non sa la destinazione del 19, del 25, del 33 e via dicendo? Entra bloccando le porte e la mena al conducente, poi si gira verso chi sale chidendo conferma… vabbe’ finisce lezione, e devo ripresentarmi alle 13 ad un’altra sempre con lei a Medicina Legale, io svengo…
Esco dalla facolta’ e vado a far rilegare il plico della documentation che ci servira’ per il benedetto esame, entro nella copisteria del mio amico, e lui e’ li’ che parla con un ragazzo che dice questa frase esatta: “Io non capisco perche’ per farsi cagare dalle persone tu debba trattarle male“… io taccio, so che ce l’ha con le donne… lo guardo e mi dice: “E’ proprio di VOI donne che sto parlando“… rido e gli consiglio di non fare di tutta l’erba un fascio, si vede che il tipo vuole parlare dei cazzi suoi, e mi sottopone il caso – ma tutti io???- mi dice che conviveva con la sua tipa, lei un giorno gli dice: “perche’ non ci sposiamo?”, lui e’ d’accordo, fermano prete, chiesa, e bomboniere e lei, la stronza suprema, che fa? Il 30 giugno del 2005 lo ABBANDONA, e lui non ha voluto sapere le motivazioni, perche’ “me le appendo al muro come quadretti…”
Io che non ho nel mio vocabolario la voce: chi si fa gli affara sua, torna sano a casa sua… gli dico:
Ma sei sicuro che tra voi non c’e’ stata un’incrinatura del rapporto? Sicuro?… Lui mi dice che discutevano come fanno tutte le coppie… gli ho chiesto “per caso in tutte le discussioni lei andava a finire sempre sullo stesso punto?“… lui mi dice di “Si‘”… (il signorino, ogni tanto vedeva la sua ex e ci si messaggiava e gli sms, manco lavorasse alla CIA, e che non li poteva leggere perche’ il cellulare e’ privato e sono d’accordo) ma bendetti uomini come ve lo devo dire:
una donna parte con le pippe mentali, se voi gli dite che nei messaggi non c’e’ scritto nulla e non glieli fate leggere, lei pensa tutto il contrario e mette in discussione tutto, compreso rapporto, prete e bomboniere… che l’ombra delle ex e’ un peso indescrivibile!
Francesissimamente Saggia per voi: Elle!
Pensato da Elle at 11:27 | Commenti disabilitati


