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Archivio di ottobre 2005

28 ottobre 2005

Quella scatola di cerini…

In questi giorni il caldo ed il freddo danzano insieme.

In questi giorni il sole e la nebbia si alternano, un po’ al mattino, un po’ alla sera.

Apro la finestra della mia camera e a stento riesco a vedere i contorni del colle che ho davanti. I raggi del sole filtrano attraverso le persiane di questo palazzo antico, adoro svegliarmi con il sole che si insinua tra gli scuri, mi piace vedere che una piccola lama di luce sia stesa sul cuscino accanto al mio viso.

Mi piace girarmi nel letto sentendo i rumori della cucina, di mia madre che cammina a passo svelto perché è sempre di fretta, di mio padre che si prepara per andare al lavoro.

Ed è quando tutto tace che cammino per i corridoi di questa casa, distinguo il profumo di mia mamma, quello di mio padre e del pranzo. Scivolo piano nella camera di Limite che, ancora addormentata, mi fa spazio nel suo letto, stringendomi in un abbraccio di cui sento sempre più il bisogno. I respiri vanno all’unisono, lei sogna, ed io sono sveglia, che penso alla mia vita.

Sono giorni che cammino con una strana sensazione addosso, il mio cuore è a tratti caldo, è come se lo avessi avvolto in una piccola sciarpa di lana, e a tratti trema gelido come se avesse freddo. È una strana sensazione, lui ogni tanto si stringe, ed io piango, io ogni tanto mi stringo ed è lui che piange. Mi chiede aiuto, mi dice che è ferito, mi dice che si scalda un attimo per poi poco dopo raffreddarsi. Lui tende una mano al mio cervello ed insieme parlano, mi parlano, ed io nel mio letto li ascolto.

Alla fine ognuno di noi produce calore, ma non è solo perché siamo vivi, non è solo perché c’è il sangue dentro le nostre vene, siamo noi che lo produciamo, le nostre emozioni ci scaldano, l’amore lo fa, l’affetto lo fa, l’odio e la rabbia lo fanno.

Bruciamo, e spesso va a finire che ci bruciamo anche da soli.

In un libro che lessi tanti anni fa, c’era una storia bellissima, ed in questi giorni in cui il mio cuore vive tutti i suoi mille contrasti, la sono andata a cercare, l’ho riletta, ho chiuso gli occhi ed ho iniziato a capire che forse è davvero così.

Ognuno di noi nasce con una scatola di cerini al suo interno, ma non possiamo accenderli da soli, perché abbiamo bisogno dell’ossigeno e di una candela – proprio come accade ai cerini veri. Ma per noi umani questo ossigeno proviene dal fiato della persona che si ama, e la candela
“può essere un tipo qualsiasi di cibo, di musica, di amore, di parola o di suono che faccia scattare il detonatore e accendere in tal modo uno dei fiammiferi”...

Mi è capitato, tanto tempo fa, di provare questa strana sensazione, per un momento mi sono sentita abbagliata da un’intensa emozione, …“si produrrà dentro di noi un piacevole calore che con il passare del tempo si andrà affievolendo, lentamente, finché non sopraggiungerà una nuova esplosione a ravvivarlo” e mi chiedo adesso quando ancora un mio altro cerino si incendierà, quando ancora mi sentirò viva, e quando ancora vivrò questo calore a tratti intenso e a tratti lieve, quando ancora camminerò, mangerò, dormirò, leggerò con questo calore costante sul cuore…

“Ogni individuo deve scoprire quali sono i detonatori che lo fanno vivere, poiché è la combustione che si produce quando uno di essi si accende a nutrire di energia l’anima. In altre parole, questa combustione è il nostro nutrimento. Se non scopriamo in tempo quali sono i nostri detonatori, la scatola di cerini s’inumidisce e non potremo mai più accendere un solo fiammifero.

Se questo accade, l’anima fugge dal nostro corpo, va errando nelle tenebre più profonde e cerca invano di trovare nutrimento da sola. Non sa che glielo potrebbe dare soltanto il corpo che ha lasciato inerme e pieno di freddo”
.


Ed io sono qui che fisso questa mia muta scatola di cerini che ho nel petto, la notte cerco la miccia che la scalderà producendo l’agognata esplosione, mi chiedo se distrattamente si è inumidita e se la mia anima piccola piccola ha lasciato il mio corpo alla ricerca di qualcosa che possa sfamarla, e se magari è da qualche parte che cerca invano qualcosa che forse non arriverà mai, ho paura che anch’essa si sia inumidita, e che non torni più…

Alla fine mi conosco, e conosco anche i miei detonatori, a volte penso che come in tutte le cose posso aver sbagliato, non avendo preso per mano la miccia giusta, quella che da fuoco e calore al tutto, anche io come Tita, a volte ammetto, fissando i miei cerini che questi sono pieni di muffa ed umidità, li fisso sconsolata, e forse penso che tutte le volte che sono riuscita ad accenderne uno, qualcuno forse lo ha spento, mi interrogo se mai sarò più in grado di riuscire a farli accendere.

Per quanto possiamo voler vedere acceso un nostro cerino dobbiamo imparare che non tutti quelli che ci sono vicini possono essere in grado di farlo, ed è
“per questo che bisogna star lontani dalle persone che possiedono un fiato gelido. La loro presenza potrebbe da sola, spegnere il fuoco più intenso, con il risultato che ormai sappiamo. Maggior distanza prendiamo da queste persone, più facile sarà proteggerci dal loro soffio”.

Penso a tutti quelli che mi sono vicini, e mi interrogo sui loro fiati, mi chiedo se sono gelidi o meno, se sapranno accendere un cerino, e togliere via l’umidità da questa scatola che ho nel petto. Ogni giorno faccio tanti passi avanti e poi, poco dopo, ne faccio altrettanti indietro, vago incerta su una strada vuota, ed esser sole fa male, ci inumidisce sempre di più, ci ingrigisce ogni giorno di più… Porto una mano sulla mia scatola cercando di proteggerla, dal vento, dal freddo, dalla pioggia delle mie lacrime, devo frenare la mia voglia di vedere una luce che la scaldi perché “bisogna anche fare molta attenzione ad accendere i cerini uno per volta. Perché se per una forte emozione si accendessero tutti insieme, produrrebbero un bagliore così intenso da mostrare più di quanto riusciamo a vedere normalmente; e allora davanti ai nostri occhi un tunnel splendente ci indicherebbe la strada che abbiamo dimenticato al momento della nascita e ci inviterebbe a ritrovare la nostra perduta origine divina. Quando abbandona il corpo inerte, l’anima desidera far ritorno al luogo da cui è venuta”… (Dolce come il cioccolato –Laura Esquivel)



Cammino a piccoli passi ogni giorno di più, e le mie mani cercano di riparare la mia scatola di cerini, aspettando…

Dolcemente Elle!

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Pensato da Elle at 17:00 | Commenti disabilitati

27 ottobre 2005

Capacita’ leggermente ridotte!

Mi rendo sempre piu’ conto di aver preso delle cattive abitudini: per me e’ davvero inconcepibile che l’editor ci metta  10 minuti per aprirsi, per me e’ impensabile avere qui nella casa natale una connessione a criceti infartuati, e cosi’ lotto, prego e mi inginocchio davanti al mio vecchio portatile, lento come una lumaca obesa! queste non sono capacita’ leggermente ridotte?

Questa mattina sono andata in un internet point per scrivere un post, ma la mia concentrazione e’ svanita quando mi sono resa conto che diffondevano per tutta la sala l’ultimo cd di Nek frustrante, e cosi’ mi e’ salito il primo magone. Poi i tipi che gestiscono questo posto si sono messi a parlare di come si cacciano gli uccellini e di tutte le barbare tecniche che vengono studiate per catturarli, e li’ secondo magone, la mia gola si e’ stretta; poi non ben contenti alle 12.30 si sono messi a parlare di come fare un’ottima pasta allo sgombro con il peperoncino, e li’ mi sono prostrata, avrei voluto chiedere loro perdono, che il mio stomaco brontolava, perche’ questa mattina quando sono entrata in cucina,  tutto brillava, il fornello brillava, il pavimento rosa in cotto brillava, mi sono sentita un poco una merdaccia a tagliare il ciambellone con i tocchetti di cioccolato e quindi per non fare mollichine mi sono fatta solo un caffe’ uscendo con una fame ed una fretta disumane…

Dopo aver pranzato con l’imbuto e sostato sul divano davanti alla tv e qualche rivista, sono uscita per andare a raccattare a 30 Km di distanza la mia sorellina che arrivava con il treno, la mia Y e’ davvero una scheggia, sono arrivata ho caricato betta e fidanza, e li ho riportati sani e salvi a casa…

Ho avuto un tranquillo ed illuminante pomeriggio con Anna, e cosi’ davanti ad una tazza di te’ e a 2 belle fette di ciambellone (non ho avuto pieta’ per il pavimento lindo) mi sono sciolta in chiacchiere con la mia amica… mi sono sentita a casa con lei, e mi mancava, mi mancavano le nostre risate insieme, mi mancava farle i dispetti… Adesso aleggia un odorino niente male nell’aria, e penso che forse in questi giorni riprendero’ i kili che ho perso con la laurea, ieri sono salita sulla bilancia e segnava 41 kg, secondo me e’ il mio peso forma vista l’altezza…

Per il resto leggo, sto cercando di portare avanti qualche lavoretto-progetto di cui presto vi diro’, ma che al momento e’ presente solo nella mia testa…. una sola cosa devo dirvi, quando sei stanco mentalmente, quando ti sembra di non farcela la cosa piu’ bella e’ stare un po’ a casa, tra le coccole della mamma e del papa’… Stamattina mi sono chiusa nella doccia ho lasciato scivolare molte delle negativita’ che mi hanno tenuto compagnia in questi anni, mentre insaponavo i capelli mi perdevo nel profumo della schiuma bianca, in accappatoio ho camminato sul pavimento di legno, ho trovato un vecchio guantone da baseball che era nella casa di nonno e mi sono ricordata quando da piccola mi piaceva l’odore che aveva quella pelle, l’odore di giochi lontani, dell’infanzia di mio padre, quell’odore mi calmava e cosi’ l’ho portato vicino al mio naso a punta ed ho annusato quei ricordi, il cuore si e’ acceso, mi ha scaldato, si a casa si sta davvero bene…

Dolcemente riposata Elle!

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Pensato da Elle at 20:13 | Commenti disabilitati

25 ottobre 2005

Vite, vite qu’on va partir!

Eleonora si addormenta alle 4 con The Blower’s Daughter nelle orecchie…

Eleonora, prima di andare a letto, ha aperto la finestra, indi per cui si è addormentata con l’arietta che danzava nella sua piccola stanza azzurra…

Eleonora alle 9.20 ha sentito la sveglia ballare sulla mensola, ha allungato il braccio nascosto nel suo pigiama blu di prussia dove allegre pecorelle la salutano, ha letto un sms, ha spento quell’odioso frastuono e si è girata dall’altra parte…

Eleonora alle 10.45 ha fatto un salto, ha aperto la finestra, è scesa al piano di sotto ha acceso la macchinetta del caffè che subito si è messa a borbottare, si è guardata nello specchio mentre si lavava il viso, ha legato i suoi capelli e si è detta che con questo taglio assomiglia ad un personaggio dei cartoni animati…ridendo e parlando a voce alta

Eleonora, ha scaricato la posta, ha letto i commenti, ha scritto 2 righe bevendo il caffè nella tazzina di vetro…

Eleonora, è uscita dalla capsula di bambagia che la circonda, e si è finalmente accorta di esser sola, la piccola pulce a lezione, la bestia elefantiaca a “lavorare”…

La valigia mi chiama dallo stanzino, l’eurostar mi ha detto che arriva alle 14.56, io gli rispondo che, se anche devo far tutto, ce la dovrei fare…

Torno per un pò di giorni nella casa natale, avrò un pc a criceti con l’asma e l’adipe, una connessione che si sogna super fast, una madre che appena mi aprirà la porta di casa mi dirà due cose, “Ti sei dimagrita ancora, hai le guance scavate” - Sai Ma periodaccio questo – e “Stasera mi asciughi i capelli che come lo fai tu… bla bla” – Seee mamma vabene, la crostata c’è? – Sì, è in cucina l’ho fatta per te! – entro in cucina, chiudo gli occhi perchè adoro l’odore di pasta frolla, prendo un coltello alla Miracle Blade e mi prendo un triangolo di quella delizia… Poi doccia, divano, e alle 20.30 la chiave nella toppa, il mazzo di chiavi colorate di papo, e la sua frase…. “Dove sta la mia piccoletta?”…

Dolcemente di fretta… ma che importanza ha? Per voi sempre Elle!

Pensato da Elle at 11:02 | Commenti disabilitati

24 ottobre 2005

Abbràcciati!

Cielo basso e grigio, l’albero fuori dalla finestra si e’ vestito di giallo e di rosso, le sue piccole foglie piano piano si stanno stringendo in un abbraccio, ed io seduta sul bordo della finestra fisso quei rami simili a stecchi, lunghi, fini, spogli…

Stringo intorno al collo la mia felpa, non e’ freddo, ma nemmeno caldo… ho sentito solo caldo questa notte mentre ero sotterrata sotto le coperte, il viso sull’angolo del cuscino e le mie gambe alla ricerca di un po’ di fresco… e cosi’ alle 5.30 ho aperto gli occhi, fissato per un po’ le stelline iridescenti del soffitto, a piedi nudi ho fatto qualche passo sul parquet della mia camera, ed ho aperto la finestra, mi sono rinfilata sotto le coperte ed ho aspettato che i rumori della strada calmassero quelli della mia testa, ho aspettato che le serrande dei miei occhi diventassero di piombo per chiudersi e lasciarmi dormire ancora un po’…

Ho allungato le braccia per stirarle, avevo male alla spalla, ero accartocciata in un abbraccio, ho stretto me stessa, mentre l’aria fresca gelava i pensieri, li sopiva, li spostava lontano dalla mia testa, dai capelli lunghi sparsi sul cuscino…

Ed il respiro si e’ regolarizzato, il sonno e’ tornato, le serrande pesavano, ed il mio cuore un po’ meno… Il cielo e’ bianco, non distinguo il profilo delle nuvole, il sole non illumina i colori autunnali, mi stringo la giacca e’ ora di uscire…

Dolcemente Elle!

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Pensato da Elle at 14:03 | Commenti disabilitati

23 ottobre 2005

Ga-le-ra!

Forse pensa che i litri di acqua potabile che sono nelle bottiglie di fianco al mobile in cucina, ci arrivino da sole dal supermercato…

Forse crede che i pacchetti di caffe’ lavazza espresso famiglia si prendano per mano per scendere dallo scaffale della coop S. Vitale, che si fermino in fila al semaforo e che facciano tutta via Massarenti fino a casa, per salire poi 2 piani e lestamente infilarsi nell’ armadietto e precisamente nel vaso di vetro…

Forse crede che le finestre che sono fuori dalla porta sono li’ che lo aspettano per salutarlo quando la mattina esce e quando rientra la sera…

Forse pensa che l’aspirapolvere sia uno strano oggetto di arredamento futurista… e che scopa, scopettone e straccio, siano degli oggetti che si usano per praticare una disciplina di lotta giapponese…

Forse crede che le innumerevoli bottiglie impilate con su scritto Fabuloso, Glassex, Cif siano dei nuovi nomi di prodotti per l’igiene personale…

Forse crede che io e Limite siamo stupide…

Per tutti questi motivi vi dico che:

 

  • la mia cioccolata preferita e’ quella della Lindt con le nocciole;
  • leggo riviste di moda;
  • qualche decina di bei libri al mese, di cui alcuni in francese;
  • il mio beauty con i trucchi e qualche altro effetto personale;
  • il mio I pod carico con le mie musichette preferite;
  • l’immancabile boccia da 100 ml di Bulgari;
  • le mie scarpe da ginnastica rosa e azzurre;
  • qualche telefonata ogni tanto;

Ecco quando andro’ in galera per l’omicidio di mio cugino ricordatevi di me e di questo piccolo decalogo…

Ps. un vaffanculo detto in faccia ieri sera mi ha pagato un sacco…

Imbestialitamente sempre di piu’ Elle!

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Pensato da Elle at 13:33 | Commenti disabilitati

21 ottobre 2005

Di cattive e grette abitudini… nella rete!

La rete si sa e’ varia ed e’ forse questa la sua bellezza… accoglie tutti, qui le notizie passano, le puoi leggere, le puoi ignorare, le puoi copiare, tu sei comodamente seduto e vedi scorrere qui la vita di molte persone…

E cosi’ alla fine succede anche per i blog e per chi ci scrive, sono scelte di stile, di approccio, si e’ liberi di dire, di essere, di criticare… ma mi chiedo, visto che nella vita di tutti i giorni abbiamo bene o male la coscienza dei limiti, perche’ in internet pare che tutto sia lecito?

Il caso che vi sottopongo e che mi ha fatto storcere il naso, trovandomi ovviamente in disaccordo, e’ essere venuta a contatto con questa realta’… e mi rammarico pensando che tutto cio’ possa esistere.

Sono sempre stata una sostenitrice dei pensieri lasciati liberi di esprimersi, ma mi chiedo anche dove e’ che finisce il diritto di una persona ed inizia quello di un’altra di prenderla in giro? Mi chiedo, provando un certo fastidio, chi da’ il diritto a certe persone di costruire interi blog sputtanando le vite di altri… prendendo ed incollando interi post ed apportando, come contorno, dei commenti di dubbio gusto…

Io stessa spesso mi sono imbattuta in blog che non mi piacciono, o che magari non ritengo interessanti, non solo per come sono scritti ma soprattutto perche’ sono lontani dalla mia vita e dai miei interessi, e cosi’ lestamente sono andata oltre, ma mai e poi mai mi e’ venuto in mente di prendere dei pezzettoni interi o stralci di vita di “ragazzine fescion” per metterle alla berlina, per fare una cinquantina o piu’ di commenti al giorno, e per ridere nel vedere gli ingressi salire…

E’ una cosa brutta giudicare cosi’ esplicitamente e senza ritegno, non sarebbe piu’ decente e maturo lasciar correre, che di spazio qui ce ne e’ a volonta’? In un mondo dove tutti se la sentono di sentenziare su tutto, in mondo dove la carriera dell’opinionista e’ quella che va per la maggiore mi chiedo: ma metter su un blog di tale natura denota che chi lo scrive ha davvero delle sue idee, se non quelle di dover insultare a tutti i costi?

Le piattaforme che ospitano questi tipi di blog hanno dei regolamenti ben precisi, io non posso andare da una persona per strada e dirle che e’ una deficiente perche’ magari si esprime in un modo strano, o se da’ piu’ peso ad una borsa di Gucci rispetto a problemi piu’ gravi che affliggono il mondo, e mi chiedo perche’ tali persone possono esser liberi di farlo…

Non possiamo avere la presunzione di prendere in giro pubblicamente chi ha dei blog dove si scrive con le k al posto delle c, e le x al posto di per, sono anche convinta che tutti bene o male in eta’ adolescenziale abbiamo dato sfogo al nostro modo di essere in diversi modi, spesso anche discutibili… ma quello che ho visto non mi piace, non mi piace chi prende in giro le vite degli altri senza sapere… Il problema e’ che usare il cervello per scrivere dei pensieri articolati oggi fa sudare, ci serve carattere, coraggio, voglia di mettersi a nudo, di rivelarsi, di scoprire quelle che sono le nostre debolezze, ma questo costa caro, e quindi e’ piu’ facile copiare, icollare ed insultare, facile no?

Basitamente per voi Elle

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Pensato da Elle at 11:49 | Commenti disabilitati

20 ottobre 2005

Arriva l’inverno…

 

 

 

 

 

 

 


 

Una pioggerellina bagna Bologna, fa freddino, oggi ho messo la mia prima maglia di lana, e’ rosa antico con la zip, il collo e’ coperto, le finestre della mia casa sono spalancate per far prendere aria, ed entra l’umidita’ autunnale…

Una tazza bianca che professa tutto il suo amore per la citta’ di NY contiene il mio latte e caffe’ della mattina, ed io a gambe incrociate cerco di ordinare i miei pensieri e di organizzare la mia giornata… Pulce quando esce mi da’ le commisssioni da fare, forse per non vedermi vegetare in casa, forse per non farmi pensare, ieri mi ha ordinato di stamparle gli appunti di matematica ed oggi di rilegare un pacco di appunti, e cosi’ tra un po’ infilero’ il mio poncho rosa cipria e me ne vado dagli amici della copisteria che non mi vedono dal periodo della tesi…

Mi sono svegliata con una sensazione strana addosso, ho dormito poco, la sveglia di mio cugino mi ha fatto aprire gli occhi troppo presto, e cosi’ il mio cervello si e’ messo in moto subito… e mentre lui trotterellava con il suo passo leggero, io mi rigiravo nel letto cercando una posizione che mi facesse riprendere il sonno, ma il cuscino era caldo, ed io odio quando e’ caldo, ho steso le braccia e mi sono messa a pancia in sotto, perche’ riesco a dormire solo cosi’, il viso e’ scivolato sotto le coperte, ma ho chiuso gli occhi solo quando ho sentito lo scatto della porta, e il campanello delle mie chiavi appese alla serratura tintinnare…

Ma il telefono squilla, squilla il fisso a parete, squilla il cellulare, si sta tentando da giorni di organizzare una cena con i ragazzi di inglese, ho mandato una mail ieri sera, e gia’ arrivano i primi pacchi, insomma quando li incontri tutti che ti rincoglioniscono con le solite frasi “ma non ci vediamo piu’, ma una cena la organizziamo?”… e cosi’ una che fa, fissa il calendario, e scrive una mail, proponendo serata con cena all’osteria e Giostra’… scarico la posta stamattina e gia’ arrivano 2 rifiuti… ho una strana sensazione: saremo io e Conc a cena!

Oggi sto meglio davvero, anche se il tempo lascia un po’ a desiderare, ma arriva l’inverno e la cosa non mi dispiace poi cosi’ tanto, desidererei avere un camino con il fuoco acceso, un gatto e stendermi per terra su dei cuscini, un buon cd e tanta tanta tranquillita’…

Mi e’ arrivata una bella mail, un po’ inaspettata dire, da un amico di Claudia che e’ passato di qui, ed ha letto le mie vicende strampalate, mi ha lasciato una frase di Terzani, la dedico a tutti quelli che in questo momento ne hanno bisogno un po’ come me, ringrazio Peppe per questa:

“…certe volte basta una semplice grassa risata, anche senza senso e la malinconia scompare”

Sorridentemente per voi: Elle!

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Pensato da Elle at 10:30 | Commenti disabilitati

18 ottobre 2005

una gola che si annoda e’ come uno straccio che si strizza…

Alla fine mentre leggi quelle parole che scorrono sulla finestra azzurra della chat senti che la gola si allunga, tira e si stira, percepisci un movimento rotatorio che fa attorcigliare il tuo collo, che si stringe in un nodo soffocante…

e’ come quando strizzi lo straccio che esce dell’acqua, cosi’ per me, quando il nodo alla gola si stringe piano piano le lacrime prendono un veloce ascensore, riempiono i miei occhi, la vista si vela, si bagna, tremola, distinguo a fatica i profili della mia casa, poi le piccole serrande di pelle si chiudono, e i goccioloni cadono in picchiata sul plaid azzurro cielo che mi avvolge…

Eleonora: hai freddo, hai i brividi, la tristezza e l’angoscia sono sedute con te, scrivono con te, hanno preso il caffe’ con te, e mandi giu’, o meglio cerchi di farlo, hai il suo viso davanti a te, le sue mani sul naso, un profumo nella testa, le braccia intorno alla vita, e sai che fa male, che ti si spezza il cuore e che magari lo hai anche spezzato a lui…

ti raffiguri ancora come una tellina nel suo guscio, Eleonora, 26 anni, di cui gli ultimi 3 da spurgare, e vorresti ancora sale per velocizzare l’operazione, per cicatrizzare le tue ferite, ma del resto l’espiazione veloce non funziona, ti fa tralasciare cose che rimarebbero irrisolte, sommergendoti poi, poco dopo la finta guarigione…

Ma non dimentichi, perche’ a dimenticare non sei capace, se lo avessi fatto adesso non saresti dove sei ad un punto buio, morto, gelido… i ricordi della tua vita con lui, una maglia ripiegata nel cassetto, un profumo nella sua scatola grigia accanto allo stereo muto, un lettore accanto al letto, tutto grida te in questa stanza, e anche nella pancia… ma sono una tellina e devo spurgare per stare bene, e anche tu devi stare bene…

inadeguata, oggi mi sento cosi’, malinconica e grigia, forse e’ stata la luce bianco perla della luna che entrava dalla finestra questa notte, ho preso l’abitudine di dormire con gli scuri aperti, cosi’ posso distinguere nel buio gli oggetti nella mia camera, perche’ cosi’ quando non riesco a dormire li fisso e non mi perdo tanto nel buio dei miei penseri-labirinto… e’ difficile, solo questo…

Lacrimosamente a giorni Elle!

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17 ottobre 2005

W lo Sc-i-opping!

Alla fine esci un po’, ti fai una passeggiata sotto ai portici, e senti anche il richiamo della vetrina… e ci sono tante cose belle che vorresti fossero tue…

Verso le 16.30 io e la mia piccola Pulce decidiamo che fare la muffa dentro casa non e’ una bella cosa, e cosi’ ci prepariamo e via in mezzo alla citta’… gente che cammina, gente che si imbambola, gente che ha fretta, gente che litiga, gente che presa da se’ non ti chiede nemmeno scusa se ti piomba addosso… adesso che ci penso nemmeno la ragazza che mi e’ passata sopra le mie scarpe rosa con il carrello della spesa me l’ha chiesto…

E cosi’ mi ritrovo in uno dei miei negozi preferiti a provare giacche dal sapore marinaro, con quei bottoni di ottone a palletta, strette in vita, ma la mia taglia sembra non esser contemplata sugli scaffali… decido di tentare con un paio di jeans li provo e ci vorrebbero due me per riempirli decentemente, con il muso li rendo al commesso che strabuzza gli occhi, la taglia e’ la piu’ piccola e ci navigo, mi sorride ed io vorrei avere un paio di kili in piu’ e farli stare da dio, senza l’ausilio della mia esosissima sarta… e cosi’ alla fine esco con il classico lupetto nero bon ton, un capo basic come si dice in gergo modaiolo…

e cosi’ camminiamo tra la folla, 2 piccole pulci che saltellano qui e la’, ci infiliamo in un altro negozio alla ricerca della maglia perfetta, e anche qui i miei bulbi oculari sono cascati su qualche capo davvero notevole, Pulce e’ impazzita per tutto quello che ha un pon pon ed io per tutto quello che e’ stretto ed avvitato…

E’ tardi quando usciamo, le torri sono vicine e sono rosse, fa freddino l’aria ci da’ qualche schiaffetto sul volto, e ci ricorda che l’inverno e’ alle porte, e che forse io mi ostino troppo a portare maglie di cotone, ed una giacca… passeggiamo fino a piazza S. Stefano ed io mi incanto a vederla tutte le volte che ci passo, l’adoro; entriamo nel supermercato, perche’ affamate, e sia io, Limite ed il mio portafoglio sappiamo che non si deve mai e poi mai e per nessunissima ragione al mondo fare spesa con la fame, ed infatti siamo uscite con due buste contenenti il materiale per fare delle buone piadine romagnole per cena… ed ora per rilassarmi un bicchiere di birra ed un buon film…

Rilassatamente anche senza la giacchetta dei sogni Elle!

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Pensato da Elle at 21:38 | Commenti disabilitati

16 ottobre 2005

Silenziosamente per voi: Elle!

Nel silenzio della domenica mattina, stretta in una giaccia di pelle nera, i capelli uniti in una coda, sono uscita, ho passeggiato svelta sotto ai portici, il sole faceva risplendere i colori rossi di Bologna, era caldo, e adoravo passeggiare, c’era silenzio, solo qualche famiglia a passeggio…

L’odore delle caladarroste mi ha proiettato nell’atmosfera autunnale, per un attimo mi sono persa nei ricordi, per un attimo non ero in me, per un attimo ho smesso di essere tristemente nostalgica e malinconica, e mi sono abbandonata ai miei pensieri… ho sorriso pensando che non smettero’ mai di far girare questo mio cervello, che mai smettero’ di pensare e ripensare e che mai smettero’ di essere riflessiva, ormai e’ una mia caratteristica, mi e’ attaccata come se fosse una pelle e non la togliero’ mai piu’…

Mai come in questi giorni sono stata preda della tristezza, mi sono guardata ed osservata dal di fuori una miriade di volte e mi sono resa conto che la vera me esce soprattutto quando ci sono le persone a cui voglio bene… mi mancano le mie amiche, tutte sparpagliate in citta’ diverse… ognuna con i suoi problemi, ognuna dipendente dal telefono, da msn, dai messaggi mandati a qualsiasi ora della notte, piccoli appelli per grandi mancanze… mi sento come se mi avessero tolto delle parti vitali del corpo, a volte vegeto e non e’ da me, leggo e poco dopo mi rirovo a pensare alla mia solitudine… dovrebbe farmi bene… dovrebbe!

Ho un passo incerto, e’ come se camminassi e due forze opposte mi tirassero l’una da un lato e l’altra da un altro, paura e decisione, forze troppo diverse, contrastanti, ma che nonostante tutto albergano in me, nella mia mente, nelle mie ossa, nella mia mente e nel mio cuore… e cosi’ si vive con gli alti e con i bassi, e’ come se mi avessero legato a forza su un posto di un trenino che fa le montagne russe, ed io sono li’ che vado su e giu’, e poi giu’ e su e poi di nuovo su e giu’, alternando momenti di apparente felicita’ adrenalinica a momenti di nausea per tutto quello che vivo, a volte anche per quello che sono e soprattutto per come sono stata in questi ultimi due anni…

Incostante, incosciente, insoddisfatta, stronza, egoista, profondamente stupida, e solo attorniata da una miriade di salterellanti sensi di colpa che mi si attaccano al collo, alle gambe, dormono con me, vedono la tv con me, fanno tutto con me… devono spurgare, cosi’ come io devo spurgare tutta questa noiosa apatia, Anna mi ha detto che iniziera’ a chiamarmi “tellina”, ho sorriso… immaginandomi come quella piccola linguetta di mollusco racchiusa nel liscio guscio, infilata sotto la sabbia del mare, l’esempio calza a pennello… ma forse e’ questo quello che devo fare… liberarmi, sfogarmi, cercare di vivere bene, cercare di esser chiara con me stessa e chi mi sta accanto, cercare di non stare piu’ male e di non far star male… e’ difficile… ma ce la devo fare…

Semplicemente Elle!

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