Una cronaca di quella giornata direi che ve la devo… immergiamoci nel racconto, e spero di trasferirvi un po’ dell’emozione che non mi ha fatto dormire per qualche giorno…
Saranno state le 6.00 di mattina, mi sono scoperta leggermente ed ho sentito l’umidita’ del temporale che bagnava bologna, poggiarsi sulla mia pelle… ho respirato, ho realizzato che mancavano poche ore ed io sarei stata trascinata in un turbine di emozioni calde che a poco a poco si sarebbero sciolte nella felicita’…
Con piccoli e metodici gesti mi sono preparata, mi sono truccata con i toni del lilla’, il completo giacca pantolone ed il top di seta azzurro ha completato il tutto… niente caffe’, solo un saccottino al cioccolato, nemmeno finito per giunta… sono uscita alle 8 nel fresco della mattina con Limite al seguito, stretta nella mia giacca ho sentito anche un po’ freddo… i tacchi gia’ mi stringevano, lungo la strada, visto il mio ritardo ho mandato un messaggio al ragazzo che si laurea con me:
E: “Rispondi tu per me all’appello!”
sono unica in ritardo anche il giorno della mia tesi, arrivo trafelata non hanno fatto ancora l’appello, mi siedo e lotto con la scollatura un po’ troppo generosa del mio top di seta, e sembra che al posto delle tette io abbia 2 calamite, tutti guardano li’, mi maledico in silenzio per la scelta… ripasso, o meglio cerco di farlo, vista la mole di persone che cercano di strapparmi dalle mani il foglio ormai liso dalle troppe sottolineature… i miei amici mi chiedono come sto… uno strano senso di incoscienza mi sovrasta, e’ un’emozione diversa da quella che si prova il giorno di un esame…
I nomi scorrono e la lista si avvicina al mio numero, incontro visi di parenti ed annuso nell’aria il profumo dei mazzi di fiori, cerco di distrarmi, ma tutto e’ li’ nella mia mente che si scandisce… vengo chiamata, a piccoli passi scendo i gradini dell’aula magna, la commissione e’ davvero numerosa, il mio cuore batte, mi siedo, la psicologa mi sorride, ed io ricambio ed inizio a parlare e gesticolo e non vorrei finire, non mi rendo conto dei flash delle macchinette fotografiche presenti nell’aula, non sento nulla, solo la mia voce ed il mio cuore che mi scandisce piano piano il ritmo, e sono felice… le domande continuano, il correlatore becca l’argomento che piu’ mi sta cul cacchio, abilmente come un cuoco giro la frittata che ho nella padella e parlo, parlo… mi fermano… esco… e sono baci materni e paterni, sono braccia che mi stritolano, sono occhi di amici che mi sorridono, sono gli occhi di una sorella che piangono come una fontana ed i miei con i suoi..
I tratti sul mio viso di distendono, e rido, rido a piu’ non posso… abbraccio i ragazzi che si sono laureati con me e con cui mi sono fatta forza negli ultimi mesi… ci proclamano tutti insieme… 106, centosei, ed io non ci capisco piu’ un cacchio, sento solo applaudire, sento solo l’odore del alloro della corona che mi e’ piombata sulla testa ed ancora baci e foto, miriadi di foto…
E poi il pranzo ed i brindisi, e una pace nel cuore gonfio ed il respiro tranquillo, un po’ di commozione… sono felice davvero… e poi la valigia ed il viaggio di ritorno, qualche giorno al mare… con la pioggia i fulmini e le saette… dalla mia casa al mare vedo solo un cielo minaccioso, il naso poggiato sul vetro e rido, e penso che il maltempo l’ho causato io… con la mia laurea!
Meteoropaticamente ma laureata Elle!
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