20 ottobre 2004
Cara Catrina, ouvre les yeux! Ancora un caso umano…
Tutti coloro che leggono il mio blog, oltre ad aver capito che sono fusa di testa, avranno fiutato che sono leggermente, giusto un po’, femminista. Ora odio le donne zerbino, odio chi non si ama, odio chi si schiavizza da sola, e chi si dimentica che in fondo siamo tutti speciali… Ecco stasera in uno snervante zapping alla Fantozzi, tra i canali della barbosa tv italiana, approdo sulla replica della puntata giornaliera del Grande Fratello, lo so, lo ammetto e lo dico: ogni tanto guardo sta cacata mediatica, ma questo post non vuole denunciare quanto abbiano rotto le pallucce sti reality, quanto descrivere una delle cose piu’ naturali che accadono nella vita di tutti i giorni “PRENDERE IL PALO-2 DI PICCHE- BUCA”…insomma mi sono spiegata?
Questa e’ la situazione c’e’ Alessandro, He-man fatto di ciccia pero’, capello biondo fluente oltre le spalle, insomma belloccio (anche se a mio parere una passata di forbici ed un bel giretto in un negozio di abiti decenti lo migliorerebbe assai)… insomma sto tipo, dentro la casa fin dai primi giorni, mette gli occhi sulla gallese Catrina.. credendo al solito detto che le straniere sono facili, lui cosa fa ci prova in tutte le maniere… perche’ non ce la fa piu’ -insomma uno peggio del primo ei fu 70 kg fa Taricone- con le parole dolci… fino al finto dolore del COSO, che a detta di lui gli provoca dolori lancinanti… che possono essere curati solo sfogandosi…scusa piu’ banale, e volete mettere la poesia… Lei in risposta a questi dolori gli consiglia di fare da solo… perche’ ha capito quali sono le sue intenzioni “TU VUOI SOLO TROMBARE CON ME”…. lui cosa fa nega… FALSOOOOO, piu’ falso dei soldi del monopoli sto qua! Insomma tutte moine e bacetti, sfregatine e palpeggiamenti… a lei sta sottospecie di Big Gim schifo non gli fa… anzi gli fa un po’ FURESTA…
ma non e’ finita… il piccolo uomo malato e morente, e’ fidanzato da due anni con una che ora ha piu’ corna di un cesto di lumache, e che povera LO ASPETTA NELLA LORO CASA….. L’uomo vince la suite… e chi sceglie da portare con lui… si… la gallese… Fiumi di vino, idromassaggio con schiuma tecnica, limonate a nastro… lei se la tira…e dentro di me penso “Brava, cosi’ si fa, non cedere, te la devi tirare… “… spengono le luci e l’inglesina che fa… dopo una lap dance…ma no.. cade nel detto le straniere sono facili… ed io mi imbestialisco, perche’ si capiva che lui voleva solo una cosa QUELLA COSA! insomma la frittata e’ fatta…
oggi a 2 giorni dalla “cura” lui non ha piu’ i dolori… e che fa la TRATTA CON INDIFFERENZA…. in confessionale lui confessa “In suite ho conosciuto lati del suo carattere che non mi sono tanto piaciuti”… lo avrei mangiato vivo… Insomma volevi quello che alla fine hai ottenuto e non te ne frega nulla e dillo capperi… falso e pure porco! Lei, ora si mangia gomiti e mani… perche’ ha capito… Catrina mi viene solo dirti una cosa Ouvre les yeux…, nella tua cacchio di lingua e’ Open your eyes, nella nostra Apri gli occhi mangia furbetti che altro non sei!
Femministicamente sempre di piu’ fino alla nausea elle
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Pensato da Elle at 23:52 | Commenti disabilitati
20 ottobre 2004
La mia classe: tutti casi umani
“Siamo alle solite, potevo capitare in una classe di persone normali che vogliono imparare l’inglese?”
Mi sono iscritta ad un corso di inglese… sono capitata in una classe con pochi soggetti, e mi viene di aggiungere e che soggetti… Includo anche la mia persona quando dico che la classe e’ composta di casi umani… All’inizio pensavo di capitare in un gruppo con ragazzi piu’ piccoli di me, poi ho pensato che e’ difficile che quelli delle generazioni dopo la mia non sappiano l’inglese e quindi ho iniziato ad immaginare cosa avrei trovato varcando la porta della scuola… bene entro e trovo un gruppo di 5 donne e 2 uomini…il primo giorno ci presentiamo e ne esce che io e conc siamo studentesse mentre gli altri lavorano… 1 viene dal brasile, 1 da onduras (dove sono capitata?).. una fa la stilista, a gli altri 2 lavori normali… la nostra insegnante e’ nata in egitto… da genitori greci… -ecco grazie e arrivederci, e scusate rivoglio l’assegno… bello salato- oggi ho fatto la 4 lezione e dico che la mia piccola persona come mai in vita sua ha fatto passi da gigante… unica cosa e’ che mi sento un po’ imbecille quando studio a casa e mia sorella si sbellica dalle risate… – grazie missvadoinvacanzasemprealondraesol’inglesecomediocomanda- Insomma lunedi’ a 10 minuti dalla lezione entra l’ottavo componente, eccola li’ miss Doubt Fire… 65 anni un misto bolognese-calabro…che deve imparare l’inglese… la prof si presenta in inglese (l’italiano e’ bandito)… lei sgrana gli occhi dietro le lenti da presbite ed in un italiano mozzicato dice “Che? ma qui si parla solo inglese, nooo usi l’italiano perfavore eh!”…. andiamo bene… In effetti c’e’ un po’ di dislivello non solo per l’eta’ dei partecipanti che va dai 25 ai 65 passando per i 30-38…, ma e’ l’apprendimento che ha dei picchi e delle discese incredibili… insomma se dobbiamo memorizzare 4 dialoghi non possiamo fare tipo le lumache… l’alfabeto e i numeri sono una settimana che mi perseguitano… Oggi si e’ raggiunto il picco di comicita’… bussano alla porta, sempre dopo 10 minuti, eccola li’ bionda occhi azzurri (dentro di me dico RUSKI=RUSSA)… e lei si presenta e’ di madre russia… (che veggente)… oh non spiccica una parola, adesso siamo in nove… Ho capito ed e’ anche giusto che bisogna andare tutti insieme perche’ siamo una classe, ma nessuno mi impedisce di far progressi da sola… ed infatti a fine lezione sono andata in biblioteca con conc, e ci siamo messe a vedere dei libri di 1? livello da prendere in prestito… ma sono diventata paonazza leggendo i titoli… Pocaonthas, Bambi… e via dicendo, ho pensato a dove avrei nascosto un libro cosi’ e soprattutto dove mi sarei potuta nascondere per leggerlo… quando mi e’ balzato agli occhi un libricino dalla copertina bianca con un disegno un uomo di spalle con una tanica di benzina affianco a lui un’auto e di fronte c’e’ una donna con un mazzo di fiori e con un vestito, che orrendo sarebbe un complimento, ma attenzione la perla e’ che lei e’ vestita tipo damina del 1700… mamma mia ed il titolo sparatevelo tutto e compiangetemi perche’ ho speso una fortuna per sto cacchio di corso e’ “Lost Love”… scusate se abbondandemente mi tocco virtualmente gli zebedei, ma non si puo’… misa’ che era meglio Pocahontas.
Elle is on the table, near the book! tristemente elle
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Pensato da Elle at 15:15 | Commenti disabilitati
20 ottobre 2004
La nostra vita come rappresentazione
Sara’ l’ora un po’ tarda, saranno state certe letture che mi e’ venuta un po’ di ispirazione.. no, e’ decisamente la tranquillita’ che aleggia nella mia casa che permette la mia concentrazione.. e allora eccomi qui abbarbicata su di una poltrona, avvolta in un plaid azzurro e con una tazza fumante di camomilla con i soliti tre cucchiaini di zucchero.
In me sta prendendo sempre piu’ piede l’idea che il buon vecchio Goffman avesse davvero ragione quando affermava che la nostra vita e’ una eterna rappresentazione e noi siamo degli attori… la nostra esistenza e’ fatta di restroscena e di ribalta… e noi recitiamo piu’ o meno inconsapevoli un copione… alcune cose le sbandieriamo convinti che siano giuste e meritevoli quindi di esser dette, mentre altre cose rimangono nascoste, un po’ impolverate, nell’ombra… e siamo segretamente convinti che nessuno mai le scoprira’… ed e’ qui che sbagliamo, che compiamo l’errore piu’ grande… noi ci tradiamo con lo sguardo, con i gesti, con la comunicazione non verbale… Interpretiamo noi stessi con tutti, ci reinventiamo, a volte ci cancelliamo, spesso siamo pronti ad annullarci per qualcosa o per qualcuno che riteniamo essere superiore o piu’ importante di noi stessi. Amaro e’ il succo della vita che beviamo, cattivo arriva nello stomaco, e siamo incapaci di digerire e di smaltire una sbobba spesso creata da noi stessi, da una cecita’ che piu’ cieca non si puo’… Noi proiettiamo sugli altri l’immagine che ci facciamo di loro, illudendoci e sperando che le versioni alla fine combacino come le meta’ di una stessa mela… il succo e’ ancor piu’ amaro, la ferita brucia e pizzica ed e’ scomoda proprio come un sasso nella scarpa.
Ho capito molte cose, tanto e’ stato l’amaro da me bevuto… se ci faccio molta attenzione lo zucchero della mia camomilla, non ne riesce nemmeno a portarne via il sapore… lui e’ li come monito, come se avesse il compito di dovermi ricordare quali e quanti passi falsi ho compiuto sul mio palcoscenico, ed il gobbo e’ fisso li’ davanti a me con tutte la battute che ho perso, che sono morte sulla mia bocca nel momento in cui ho preso coscienza che era il caso di dirle, perche’ e’ sulla ribalta che avviene la rappresentazione della propria facciata… e la mia facciata spesso e’ rimasta in ombra, per paura… per debolezza, per indolenza, per comodita’… Incerti sono stati i miei passi, mi sono sentita giudicata e controllata da occhi provenienti da altri palcoscenici, ho inciampato spesso… ho udito risa per questo, ho ingoiato, ho deciso di tirare avanti… rialzandomi e tenendo la testa alta e lo sguardo sprezzante… ho imparato la mia parte, senza prendere spunto dagli altri copioni.
Seguo il mio di copione, perche’ solo io posso scriverlo. Ognuno di noi e’ l’autore di se stesso… senza ma e senza se!E’ cosi’ e basta…
Adesso si’ che sento il dolce dello zucchero!
Dolce notte elle
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Pensato da Elle at 00:51 | Commenti disabilitati