Commenti

  1. >
    Oh Elle….quanto ti capisco…sottoscrivo tutto dalla prima all’ultima sillaba del tuo post..
    L’altro giorno due uomini mi hanno detto che ho ancora troppa rabbia dentro per poter dire che ho superato la cosa…….lo so….ho risposto loro che accetto tutto, ma non la mancanza di rispetto assoluta, quella non la capirò mai…e la rabbia recondita che ogni tanto fa capolino ne è il simbolo….per te è paura…. perchè hai già passato questa fase…..ma tutto è originato da lì…vivere ingabbiati non ha senso….vivere tra le nuvole anche….trovare un giusto equilibrio senza mai perdere di vista la propria essenza…forse.. :-)
    Un abbraccio
    Audrey

    Commento di Audrey — 13 ottobre 2009, ore 21:32

  2. Dear Treasure… superare qualcosa che ci ha in qualche modo rotte, anche se ci siamo aggiustate, anche se andiamo avanti avanti avanti è una battaglia. Perché se digeriamo il ricordo, riemergono le sensazioni, e viceversa. Non c’è ricetta. Vale la forza, che si nasconde dentro alla tenerezza, alla sensibilità, alla dolce follia. Detto da una donna che non lo dice spesso a un’altra donna, sei speciale. Un abbraccio

    Commento di Luce — 14 ottobre 2009, ore 10:23

  3. @Audrey: ed io capisco te, e anche tanto perché ci sono passata solo un attimo prima. Però ti dico in tutta franchezza che, anche se tante cose sono superate, che non ci penso più a lui e che non lo vorrei mai più nella mia vita – per tutta una serie di motivi e considerazioni che sono maturate in questi due anni e che non si legano solo alla scelta del come lasciarmi, ma a tutta una serie di fatti e atteggiamenti che mi hanno toccato sia di persona, o anche soltanto sfiorato – che se esce questo discorso anche tra amici, io ancora mi arrabbio in modo categorico. Ed è carattere, null’altro. Certe persone quando le vivi, ci vivi o ci condividi molto più di qualcosa, pensiamo sempre di conoscerle, un po’ come per noi stessi, pensiamo di conoscerci per davvero, poi ci succede qualcosa di inaspettato e reagiamo tutto all’opposto di quel che pensavamo fosse il nostro modo di fare. Tutto questo per dire che ad un certo punto la persona la vedi con l’oggettivo distacco e vuoi o non vuoi la giudichi, che ne so per farti un esempio: nel comportamento che ha con gli amici di sempre, con le priorità/valori etc che sono sempre state sue e che da un giorno ad un altro non lo sono più, ed è questo sguardo nitidio che ti fa vedere la persona nella sua interezza. Ho capito tante cose e mi sbagliavo. Oppure semplicemente la persona che conoscevo non c’è più. Non è più affar mio adesso e sinceramente nemmeno mi interessa più né sapere, né sentire, né ascoltare anche chi crede che io scriva qui dei miei problemi, della mia vita o della malattia di mio padre per cercare di “riprendermelo”… rido sentendo queste cose, stupendomi ancora della cattiveria di certe persone. Non farei mai una cosa del genere, né userei mai un mio problema familiare per muovere la compassione di nessuno, figuriamoci di lui. Lascio che certe persone giustifichino con se stessi e con gli altri questa propria cattiveria pensando che io stessa passi i miei giorni a pensare come tornare nella sua vita, io che in silenzio ne sono uscita, e in silenzio poi sono rimasta. Queste pagine poi non contano, sono mie, così come sono miei i pensieri che decido di condividere, molto di quel che è stato non l’ho mai scritto, forse perché non sarei nemmeno capace di farlo. Queste pagine rappresentano quella parte di me che riflette e pensa e c’è chi non è gradito, che l’ha trovato – spero casualmente, ma forse proprio casualmente non è – e che ha avuto anche da ridire sia qui, che in altre sedi. Ed io sono rimasta in silenzio perché non solo penso che non ne valga la pena, ma perché non capisco questa cattiveria, avendo perso io lui, il marcio sta in chi vede il marcio qui, e in chi pensa che allontanare le persone dalle proprie cose sarà il segreto per averle per sé per tutta la vita o solo fino a che farà comodo… sono felice che mi abbia persa così, io che tutto questo non l’avrei fatto mai. Felice di essere me stessa, con tutti i miei morsi sulla pelle, ma sincera. Felice del mio equilibrio e della mia essenza ti bacio e ti abbraccio…elle

     @Luce: non c’è ricetta, e la mia pasta è fatta di tutte quelle cose che hai scritto tu…prima o poi ce la faccio, qualcosa mi dice che sono sulla buona strada… à toi mon trésor..

    Commento di elle — 14 ottobre 2009, ore 15:44

  4. Si passa tutto, deve passare tutto, per forza, bisogna assolutamente crederci.. altrimenti son cazzi amari (a non ci voglio nemmeno pensare!!).

    Commento di Iena Ridens — 19 ottobre 2009, ore 16:57

  5. Te lo prometto, sarò breve (…e poco conciso)

    TE STAI A FA’ TROPPE PIPPE MENTALI!

    Commento di MaPe — 20 ottobre 2009, ore 00:53

  6. Arriverà il giorno in cui la rabbia lascerà il posto ad un sorriso ironico sulle labbra….arriverà il momento in cui smetterai di provare rancore per chi non si merita nulla, niente, tantomeno il tuo infervorarti…..arriverà il giorno in cui finalmente proverai per questa persona l’unico sentimento che merita: l’indifferenza…..ti cullerai in questa calma pacata inerzia…..e sorriderai.
    Succerà quando finalmente perdonerai a te stessa quella colpa inconscia che continua a tormentarti: l’avergli permesso di trattarti così…..il non esserti accorta di nulla.
    Guarda a te stessa e a quello che è successo come se fosse successo alla persona a te più cara…fatti spettarore di ciò che ti è accaduto ….guarda, comprendi e consigliati ….perdonati e lasciati finalmente il passato alle spalle….il tuo futuro vale molto di più!

    Commento di tiffany — 21 ottobre 2009, ore 13:35

  7. Cara Elle… in questo periodo è come se avessi perso la mia capacità di autoanalisi; vedo, sento, capisco, ma non profondamente e reagisco d’istinto. La vita è bella, ma a volte è un casino, il passato ci condiziona, così come il futuro, l’idea che ci eravamo fatti, le attese, le speranze e tra passato e futuro viviamo un presente spesso troppo carico di paure e insicurezze e diverso e difficile da gestire. Arriva il momento in cui si molla e si riparte. Per un motivo o per un altro. Io sono di nuovo a quel punto, le mie crepe sono ancora là, alcune non si vedono,altre sì, ma ci sono tutte e alcune non mi permettono di riaggiustarmi facilmente. E il presente paga. Nonostante tutto voglio credere di poter stare bene lo stesso. Credo di meritarmelo… forse.Ti abbraccio e ti prenoto per una seduta di msn-analisi! ;)

    Commento di Sara — 25 ottobre 2009, ore 13:20

  8. IN questi giorni in particolare, non sai quanto condivido le tue parole…in questi giorni in cui senza una ragione particolare, mi sto ritrovando a pensare attimo dopo attimo a come finire una storia nel silenzio sia la cosa più assurda e ingestibile, a darmi una marea di colpe e chiedermi se davvero per qualche mi insicurezza, non ho perso per sempre l’uomo della mia vta.
    Facciamoci coraggio e guardiamo avanti, perchè piangere sul latte versato non fa bene a noi, ma dà agli altri la soddisfazione di averci fatto del male. Vivere vivere vivere. Proviamoci. un bacione

    Commento di ceci — 25 ottobre 2009, ore 15:23

  9. Ma se queste merde, invece che con un rametto, le schiacciassi con una mazza da baseball? Sai, una volta, una. Quantomeno sarebbe terapeutico.

    E di esempio per le prossime.

    Commento di sardauker / Simone — 3 novembre 2009, ore 11:12

  10. Tesoro, è Novembre: confido che con Halloween tu abbia rotto le ossa ad un pò di scheletri, che i tuoi buoni propositi possano trasudare a tutti gli effetti! Qui c’è il tuo piccolo “fun club”, il club delle mezze pinte di ottimismo, estimatore di writer ed aquiloni nei cieli invernali, che borbotta un anomalo tifo a denti stretti. Questa Luce che vaga per la casa col termometro sott’ascella e calza un naso da pagliaccio per sdrammatizzare, ti abbraccia :D

    Commento di Luce — 7 novembre 2009, ore 17:19

Scrivi un commento


Chiudi questa finestra.

Powered by Wordpress