2 Luglio 2009
è il desiderio di desiderare…
Image - David Downton
“Ma c’è un altro genere di desiderio, astratto, sconcertante,
che ci avvolge come uno stato d’animo.
Annuncia che siamo pronti per il desiderio e
non ci resta che attendere, una volta spiegate le vele,
che soffi il vento.
È il desiderio di desiderare”
David Trueba - Saper perdere
…è il desiderio di desiderare che fa girare tutto… o quasi…
che tu sia pronto, già da un pezzo o solo da un secondo, o che non lo sia affatto, poco importa… lui arriva, ti prende e ti porta via…
albeggiava questa mattina mentre contavo i minuti che mi dividevano dall’arrivo degli operai, perché il tetto piange ancora. Ed io incasellavo, avevo da pensare. Come i piccoli pezzettini di un ormai superato tetris - mia grade passione adolescenziale - ho fatto infinite pile di mattoncini, incastrando le idee, i sogni, i progetti e i desideri appunto… Ci sono cose che non finiscono mai, che iniziano presentandoti una faccia e nel tempo ne cambiano tante… quasi infinite, oserei dire… ci sono cose di me che pensavo di non scoprire mai, e mi sono dovuta ricredere… ci sono alcune cose che mi vanno strette da morire, che goccia a goccia riempiono il vaso della pazienza, ormai colmo fino all’orlo… ho troppe cose sulla piastra e prima o poi succederà che qualcosa finirò per bruciarla…
però, qualcosa s’è sciolto, come quei nodi troppo lenti che fai sulle scarpe… è stato domenica sotto al sole, stesa su di un prato lungo il profilo di una piscina in mezzo ai colli, l’ho guardato, avevo una cosa da dirgli, ma sono rimasta in silenzio, dietro ai grandi occhiali neri, in una sensazione mista tra il bloccatoimpanicato e il riservato… Perché il punto è che nel mare umano ne ho pescato un altro che a parole dimostra e dice poco, ed io mi arrovello chidendomi perché alla fine abbia sempre così tanta sete di certe parole… come se poi le cose dette me l’assicurassero per tutta la vita… gli ho fatto un sorriso e al suo: “che c’è Coco!?” gli ho risposto con uno sbadato: “niente… niente…” qualsiasi, e ho ripreso la letturafinta del mio libro, perché vedevo tuffarsi, nuotare e ronzarmi attorno tutti quegli assurdi pensieri…
appartengo al mio mondo strampalato cercando affannosamente in quello di tutti un posto che sia mio soltanto, così riempio bicchierini con un po’ di sicurezze, poi mi volto e quando ripasso per guardarci ancora dentro e bere un po’ di tranquillità, mi accorgo che quel po’ è evaporato…
…questa mattina, stesa sul letto, con i primi rumori della ristrutturazione dell’appartamento accanto, ho capito che quello che ci frega è il desiderio di desiderare, perché ci distrae troppo dal qui e ora che viviamo, e mi chiedo come si possa fare a restare sordi per un po’ a questo strano stato d’animo, fatto di batticuore e cornicioni, fatto di parole a mezz’aria, di intese, di detto e non detto… ho indossato le scarpe con i lacci più colorati possibili e sono uscita, lasciando gli operai sul tetto, una pulce semi addormentata e tutti quei pensieri appesi e ciondolanti come lampade bianche in carta di riso…
Desiderosamente… come al solito… elle…
Pensato da Elle at 10:12 | 2 Commenti »


