5 Settembre 2008
Un popò di coordinatore :)
Image - Lynne Naylor
Oporcapuzzola, mannaggiallamiseria… ieri sera ho messo naso fuori dall’ufficio alle nove. Alle nove cazzo!
Dopo aver passato circa un’oretta con il mio collega a correggere dei test. Vedere il mio nome e cognome sotto la scritta coordinatore del corso mi ha lasciata un attimo di sasso, e per tutta la mattinata mi ha ritratto come una pazza terrorizzata dal demone della burocrazia. Chissà cosa devono aver pensato le persone che che abbiamo selezionato per il corso di giovedì sera… di quel piccolo ragno che distribuiva i test e cercava di stabilire fin da subito un contatto con loro.
È il mio terzo giorno di lavoro e già ho l’agenda piena zeppa, il monitor del pc semi ricoperto di post-it, la mente che frulla e la stanchezza che mi morde le caviglie appena metto piede in casa, impedendomi di stirare la pila di panni che ho ammonticchiato sul divano, e dandomi solo il tempo di mangiare e di addormentarmi sul divano davanti all’ennesima replica di sex and the city.
Mi ripeto che ho tutto il tempo per imparare e per pensare a me stessa e a quel che voglio fare. Poi squilla il telefono, una persona m’aspetta sotto casa, appoggiato alla sua macchina: è lì per spiegarmi le ragioni di un suo certo qual interesse. Ed io lo fisso incredula ascoltando quel che ha da dire. La vita è strana e non smetterò mai di ripeterlo, forse lo sono anche io. A tratti vedo la scena come dal di fuori, come se fossi un passante che rientra a casa dopo una passeggiata. E mi scopro diffidente, mi faccio domande per le quali ovviamente non ho soluzione alcuna, e mi chiedo anche cosa vorrei per me in questo momento, questione che - figuriamoci - cade come una goccia in mezzo al mare.
I pensieri vanno e vengono, e certe volte, in certe sere - come se non bastasse - aggiungo la famosa ciliegina sulla torta, ritrovandomi ancora a pensare ad una persona che non ho potuto vivere in alcun modo. I pensieri se ne restano un po’ lì, poi leggo, poi scrivo, poi m’attacco al telefono, infine dormo. Sì, la vita è proprio strana. Sono quasi le due, è tardi, sono in debito di sonno, e domani né la sveglia, né la burocrazia avranno pietà di me. Oggesù.
Stacanovisticamente elle…
Pensato da Elle at 00:56 | 3 Commenti »


